Se cercate una camminata concreta, ben leggibile e con un paesaggio che si riconosce subito, l’anello del Lago Ravasanella da Curino è una proposta da tenere in agenda. È un’escursione dal taglio turistico-pratico, adatta a chi vuole muoversi tra sentieri panoramici, scorci d’acqua e un ambiente segnato da colori davvero particolari.

Lago Ravasanella (Fonte FB @PIEMONTE DA SCOPRIRE )
Il Lago Ravasanella è un bacino artificiale e questo aspetto aiuta a capire il carattere del luogo. Non siamo davanti a un lago alpino classico, ma a uno specchio d’acqua inserito in un contesto collinare dove bosco, pendii e terreno colorato costruiscono un colpo d’occhio molto netto. Il tratto più riconoscibile sono le rive rosse, che danno al paesaggio una fisionomia insolita e facilmente memorizzabile.
Proprio questa forte riconoscibilità paesaggistica rende l’area interessante anche per chi cammina senza cercare passaggi tecnici o quote elevate. L’anello permette di osservare il lago in modo dinamico, con punti di vista diversi e con una lettura del territorio che va oltre il semplice affaccio sull’acqua.
L’itinerario parte da Curino accanto al parcheggio, un dettaglio logistico semplice ma utile, perché consente di organizzare la gita senza trasferimenti aggiuntivi. Il percorso è un anello di 11,7 km, con una durata stimata di circa 3 ore e 28 minuti e un dislivello positivo di 350 metri. La classificazione corretta è di media difficoltà: i sentieri sono accessibili, ma distanza e fondo naturale richiedono passo regolare e un minimo di allenamento.
Dopo circa 853 metri si incontra il primo sentiero panoramico con vista sul fiume, un passaggio importante anche perché viene indicato nel verso nord-sud. È un’informazione pratica da rispettare, utile sia per la progressione sia per leggere meglio l’apertura del paesaggio già nella prima parte della camminata.
Un altro riferimento chiaro lungo il tracciato è la panchina panoramica posta a 8,67 km dalla partenza, ancora con vista sul fiume. Arriva quando gran parte del giro è già stata percorsa e funziona bene come pausa prima del rientro verso Curino. Non è solo un punto comodo per fermarsi, ma anche uno dei passaggi che danno ritmo all’escursione: prima il panorama dopo i primi 853 metri, poi questo secondo affaccio nella parte finale.
In inverno una sosta qui può essere piacevole se il punto è soleggiato, mentre in estate conviene valutare bene temperature ed esposizione e non sottovalutare il caldo. Questo alternarsi di tratti chiusi e aperture visive rende l’anello più vario e meno monotono, pur restando su un profilo escursionistico accessibile.

La definizione di media difficoltà va considerata con attenzione. Anche se la partenza è comoda e il tracciato non presenta dati estremi, quasi dodici chilometri e 350 metri di salita non sono una passeggiata breve. Prima di partire è bene verificare meteo e percorribilità, perché pioggia, umidità o vento possono cambiare sensibilmente il fondo dei sentieri.
In inverno è utile gestire le ore di luce e portare uno strato caldo per le soste; in estate meglio evitare le ore centrali e avere acqua a sufficienza. Scarpe con buona aderenza e telefono carico restano accorgimenti sensati. Il valore dell’escursione sta tutto qui: un itinerario ordinato, con partenza e arrivo nello stesso punto, paesaggio ben riconoscibile e le rive rosse del Lago Ravasanella a fare da firma visiva lungo il cammino.
Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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