Il giro della Cascata di Cavalese

Cascata di Cavalese

Le Dolomiti, dichiarate dall’UNESCO “Patrimonio Naturale dell’Umanità”, offrono agli appassionati di trekking paesaggi tra i più belli al mondo.

Cime incontaminate, vette apparentemente irraggiungibili, panorami mozzafiato sospesi tra cielo e terra, fanno da contorno ai percorsi di trekking che attraversano le nostre montagne.

La Val di Fiemme – raggiungibile in auto in venti chilometri dall’uscita Ora-Egna dell’autostrada del Brennero – è una valle dolomitica che offre suggestivi itinerari: escursioni da compiere in una giornata, escursioni organizzate con guide alpine e percorsi a tappe che richiedono un po’ di allenamento.

Questi percorsi si snodano fra territori selvaggi di rara bellezza, dove si possono ammirare laghetti alpini color smeraldo e maestose cime dolomitiche.

Il giro della Cascata di Cavalese è un percorso semplice, ma molto suggestivo, adatto anche ai principianti e alle famiglie.

Si tratta di una passeggiata nel bosco alla scoperta di un vivace ruscello e un abete monumentale. Di fronte alla cascata è disponibile un punto d’osservazione sul salto d’acqua.

Albero secolare
L’albero secolare

Il Giro della Cascata di Cavalese

Il Giro oggi è accessibile a tutti grazie a un recente intervento di riqualificazione dei forestali di Cavalese.

È un percorso facile, percorribile con semplici calzature da montagna, fra gli incantevoli scorci selvaggi del Rio. Il sentiero da intraprendere si chiama Cascata-Tabià-Cascata e promette un’immersione totale nella natura, evitando di camminare lungo la strada forestale aperta al traffico.

Si consiglia di percorrerlo in senso antiorario.

Dalla Cascata di Cavalese, si attraversa il ponte stradale che porta in Val Moena e si svolta subito a sinistra, dove un sentiero attraversa un lungo un tratto di bosco, costeggia un pascolo e conduce al Pezo del Gazolin, un imponente abete rosso monumentale.

Il Pezo del Gazolin – alto 30 metri – è davvero enorme, fuori misura rispetto agli alberi vicini. Per apprezzarlo meglio ci si avvicina, si tocca la corteccia, si prova ad abbracciare il suo diametro di 5 metri. Oltre alle dimensioni dell’albero, a sorprendere è l’architettura dei suoi rami, tanti e robusti, ognuno inserito su quel fusto con una singolare gibbosità, per rendere più saldo il legame con la pianta madre. Sembra una scala a pioli che sale fino al cielo. Nonostante i suoi 200 anni cresce ancora ogni anno di circa 30 centimetri in altezza e di 1 centimetro in diametro.

Accanto al Pezo c’è un masso di porfido portato lì dal ghiacciaio che scendeva dalla montagna almeno diecimila anni fa, durante l’ultimo periodo glaciale.

Salutato l’imponente albero e lasciata la stradina il sentiero risale dal Rio di Val Moena, fra scorci incantevoli, per giungere al Ponte del Tabià, all’inizio dell’omonimo pascolo.

Qui si può proseguire verso monte in Val Moena, seguendo la strada forestale, oppure, dopo il ponte, si può imboccare il sentiero che ridiscende sulla sponda destra del rio, allontanandosi progressivamente dal corso d’acqua per sfociare nel pascolo di Salanzada. Superata la piccola baita dei pastori, si prosegue verso valle, riavvicinandosi al torrente che si stringe fra le rocce prima di formare la cascata.

Cascata di Cavalese
Cascata di Cavalese, il salto

Qui il sentiero inizia a scendere a tornanti accanto alla cascata, fino a un punto panoramico da cui si può osservare da vicino il salto dell’acqua.

La lunghezza complessiva è di quasi 5 km, con un dislivello di 230 metri e una pendenza media del 10%.

Fino a metà Giugno è possibile soggiornare in Val di Fiemme per un weekend a prezzo speciale con la formula proposta dalla APT locale, i Green Weekend. Per gli amanti del trekking è previsto un pacchetto che propone anche soste in malga con degustazione di prodotti locali.

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