Trekking nelle Marche, a piedi nella Riserva della Gola del Furlo

Gola del Furlo

Trekking alla Gola del Furlo? Sì, grazie! La Riserva Naturale Statale Gola del Furlo è un vero e proprio serbatoio di bio-diversità dove passeggiare tra ambiente, flora e fauna tutelati e protetti. Un vero e proprio fiore all’occhiello dell’intera regione Marche, meta turistica indiscussa per trekker, biker e per tutti i turisti che amano immergersi nella bellezza della natura, sportivi e non.

Insomma, una vera destinazione sinonimo di “good trekking”. Non a caso la redazione di GoodTrekking – appunto – ha partecipato al press tour #oltremarche, grazie al quale, tra le altre bellezze “nascoste” di questa terra splendida, è stato possibile vedere ancora più da vicino un gioiello storico-naturalistico come la Gola del Furlo. Scopriamolo insieme!

La Gola del Furlo e lo sviluppo della Riserva

L’iniziativa #oltremarche è stata un’ottima occasione per conoscere un volto diverso di questa regione, un volto che fa leva sulle bellezze del territorio e sui produttori locali, sul rispetto della natura e sulla salvaguardia di tradizioni, luoghi e reperti che senza impegno si disperderebbero nell’etere o, peggio ancora, finirebbero dimenticate.

E proprio in questa realtà gli attori stessi, quelli che ci mettono le mani, le idee e le energie, hanno bisogno di ausilio; un ausilio fatto di progetti turistico/ricettivi di qualità – a 360° – che vengano sostenuti e finanziati dal PSR  Marche – Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche, per far sì che anche i più piccoli ma validi possano dire la loro.

In questa prospettiva rientra anche la Gola del Furlo, punto di riferimento del turismo naturalistico dell’intera regione, che, grazie al precedente PSR (2007/2013), ha potuto godere di un progetto di “Incentivazione Attività Turistiche”, con la realizzazione di centri di accoglienza turistica. Uno sviluppo, quello della riserva, che va di pari passo con le iniziative stagionali, gli eventi, la testimonianza e la salvaguardia, ultimi due aspetti ben evidenziati nel Museo del Territorio – di cui parleremo più avanti.

Gola del Furlo

Riserva naturale statale Gola del Furlo: cos’è, dove si trova e come arrivare

La Riserva della Gola del Furlo è situata e gestita nella provincia di Pesaro e Urbino e rappresenta un locus amoenus di 3.600 ettari di area protetta, tra montagne, boschi e fiume. La “casa marchigiana” dell’aquila reale e del lupo, rappresenta oggi un crogiuolo unico in regione per specie floreali e faunistiche di primaria rilevanza. Tutta da vivere e scoprire anche a piedi, tra le altre attività, rimanendo sempre aggiornati sulle iniziative della riserva grazie alla pagina Facebook.

L’intera area della riserva è attraversata dal fiume Candigliano, che si insinua tra le imponenti pareti rocciose della Gola del Furlo, dalla straordinaria importanza anche dal punto di vista geologico, geomorfologico, paleontologico, oltre che ricca di tesori storico-culturali-artistici preziosi: lungo il territorio troviamo Urbino, Acqualagna, Fossombrone, Fermignano, solo per citare alcuni dei comuni più famosi e acclamati, noti in tutto il mondo. Le tracce della presenza etrusca sono sparsi davvero in ogni dove, per gli appassionati di storia antropologica oltre che archeologica.

Nella Riserva Statale della Gola del Furlo, posta a una trentina di chilometri dalla costa adriatica, la montagna, che negli anni ha cambiato più e più volte l’aspetto della gola, la fa da padrone; tra questi troviamo i monti Pietralata e Paganuccio, che influenzano il corso del Candigliano e dell’antica via romana Flaminia, realizzata tra il 224 e il 220 avanti Cristo. Tra le meraviglie da osservare c’è sicuramente il traforo di Vespasiano, attraverso il quale si accede alla gola.

Nei dintorni ci si può – anzi ci si deve – fermare ad ammirare uno spettacolo geologico davvero unico: le Marmitte dei Giganti. Queste autentiche opere d’arte non sono altro che fantastiche sculture scolpite nella roccia grazie al lavoro imperterrito dell’acqua che, trascinando ciottoli e residui durante i millenni, li ha letteralmente “usati” come veri e propri scalpelli per modellare il paesaggio. Il tutto in uno scenario fantastico di canyon e laghetti che caratterizzano il corso del Metauro.

Da ricordare.
Al Furlo si arriva dalla costa, percorrendo l’autostrada A14, uscita Fano, e transitando sulla Superstrada per Roma, uscita Furlo.
Oppure dall’entroterra: superstrada Grosseto-Fano uscita Acqualagna.

Parco avventura Furlo

Gola del Furlo: trekking, attività e visita al museo

Inutile dire che il trekking è uno dei “motivi trainanti” del turismo, delle iniziative e delle visite alla riserva: il miglior modo – slow e allo stesso tempo attivo – per scoprire la Gola del Furlo. Tanti sono i sentieri che partono dal centro accoglienza o dai tanti ingressi al bosco presenti lungo le strade principali, adatti a qualunque livello tecnico ed età. Se volete cominciare piano, vi consigliamo i percorsi disseminati lungo il corso del fiume Candigliano, tra scorci panoramici e aree dove riprendere fiato.

I più sportivi possono cimentarsi con gli itinerari di acquatrekking (meglio se accompagnati, le prime volte) o con il soft rafting, un’attività davvero per tutta la famiglia, da aprile a ottobre; a bordo di gommoni, giù per le dolci rapide dei fiumi, tra l’area del Candigliano, le Marmitte dei Giganti e il lago di Mercatale.

Per tutte le stagioni, invece, è il Parco Avventura del Furlo, un’emozionante occasione per testare adrenalina, equilibrio e vertigini, imbragati e appesi nel boschetto della riserva.
Tra i tanti percorsi, ovviamente molti sono dedicati alle mountain-bike, che trovano pane per i propri denti sulle vene tortuose del sottobosco. Mentre in inverno, quando cade la neve, gli stessi percorsi sono utilizzati per delle fantastiche ciaspolate, sia libere che organizzate. C’è qualcuno che si diletta anche con gli sci da escursionismo, soprattutto sui sentieri più elevati.

Ma uno dei pezzi forti della riserva della Gola del Furlo è sicuramente il già citato Museo del territorio Lorenzo Mannozzi-Torini, ospitato nel centro visite dell’area protetta, dove è possibile conoscere il territorio, prenotare attività e acquistare pubblicazioni. Il percorso proposto è un vero e proprio itinerario illuminante, attraverso una prospettiva ambientale, culturale e paesaggistica.
Si va dalla sala delle rocce del Furlo, con reperti che raccontano una storia lunga 200 milioni di anni, a quella dedicata ai fossili; si passa attraverso uno spazio multimediale e interattivo a un altro 3D, con tanto di plastico della riserva; per finire il viaggio nella fauna del Furlo, con l’esposizione delle principali specie di uccelli e mammiferi che dominano il territorio, dai rapaci come l’aquila reale e il gufo reale fino ad arrivare al signore delle foreste, sua maestà il lupo.
Se visitate la Gola del Furlo, una mezz’ora al museo va assolutamente dedicata. L’ingresso è gratuito.

Museo del Furlo

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