Trekking nel Parco Nazionale del Gargano, natura e storia in Puglia

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Il promontorio sul quale poggia la bella Rodi Garganico, il punto di partenza del nostro trekking nel Gargano

Trekking nel Parco Nazionale del Gargano, il modo migliore per assaporare le meraviglie naturali dello “Sperone d’Italia”.

Per scoprire la vera essenza della Puglia, bisogna esplorare il Parco Nazionale del Gargano e i suoi boschi, che ne fanno un balcone verde sul mare nei suoi 121mila ettari di estensione. Una lunga storia geologica, si è originato tra i 160 e i 70 milioni di anni fa, e un paesaggio variegato caratterizzato da una grande biodiversità.

Sulla costa le foreste di pini e lecci, con aree coltivate a mandorli, ulivi, aranci, le coste sabbiose, le falesie calcaree, le calette incantevoli; all’interno, i faggi giganteschi e i pini della Foresta Umbra. Il tutto con i suoi paesi, dalle case bianche in cui serpeggiano le strade tortuose.

Gargano, una terra da conoscere in modo lento, che faccia apprezzare anche i più piccoli particolari, come solo il trekking sa fare.

Informazioni utili

Lunghezza 12 chilometri
Durata Dalle 5 alle 6 ore
Principali punti attraversati Molino di Mare, Monte Nicola, Santa Maria Pura
Livello di difficoltà Facile-Medio
Dislivello 300 metri
Tipologia di itinerario Trekking
Partenza e arrivo Rodi Garganico – Vico del Gargano

Parco Nazionale del Gargano. Il Sentiero del promontorio

Rodi Garganico, borgo
Prima di partire per il nostro trekking nel Gargano, visitiamo l’antico (e suggestivo) borgo di Rodi Garganico

Un cammino che ispira alla meraviglia e che porta, nel giro di 12 chilometri, da Rodi Garganico a Vico del Gargano, dal mare al bosco. La partenza da Rodi Garganico permette di conoscere questo antico borgo di origine marinara costruito su una rupe, caratterizzato da agrumeti e uliveti davanti alla costa adriatica, attracco utile per raggiungere in barca un’altra perla del Parco Nazionale del Gargano, le Isole Tremiti.

Si costeggia il litorale basso e si raggiunge la zona dove il torrente Asciatizzi termina la sua corsa e si getta in mare. Siamo in località Molino di Mare. Il corso d’acqua è un vero protagonista di questo tratto perché lo scenario ambientale è di grande effetto, tra antichi mulini e coltivazioni di ulivi, carrubi, agrumi.

Ci si immerge in una strada rurale che sale sulla collina. La meta è la sorgente-fontana del Canneto, 100 metri di altitudine. Raccoglie le acque della falda superficiale delle alture carsiche alle spalle e alimenta anche la sorgente del torrente Asciatizzi.

Sono acque pure in vasche rettangolari in pietra, una per la raccolta dell’acqua e l’altra è un antico lavatoio, tale già al tempo degli Svevi e degli Angioini. Qui siamo al confine con il comune di Vico Garganico ed è stata edificata la Chiesa della Madonna del Canneto, che viene festeggiata il giorno di Ferragosto.

Parco Nazionale del Gargano. Escursione sul Monte Nicola

Vico del Gargano
Vico del Gargano, la perla dello “Sperone d’Italia”

Continua la salita in una vegetazione dove sapientemente si mescolano macchia mediterranea e ulivi centenari. L’obiettivo è il Monte Nicola, con i suoi 375 metri di altezza: altra sosta perché da qui il panorama sul mare e il profilo delle isole Tremiti vale tutta la piccola fatica per arrivare in questo punto.

Da qui si prende il Tratturo Chianche lisce nella omonima località fino a raggiungere la Chiesa di Santa Maria Pura, una piccola visione, un edifico del 1600 costruito su rovine più antiche che forse si chiama così perché vi venivano seppelliti i “puri”, bimbi e vergini. È a tre navate e mostra decorazioni barocche, con uno degli altari scavato nella roccia. Davanti al fabbricato c’è la Fontana Vecchia, con le acque che si raccolgono in una vasca monumentale ottocentesca.

Non manca molto per arrivare a Vico del Gargano, siamo a 463 metri di altezza. La cittadina dista dal mare 6 chilometri e una decina dalla foresta umbra. Il centro storico è dominato dal castello normanno-aragonese e dalla cupola della Collegiata dell’Assunta. Un giro per le sue stradine porta anche nel “vicolo del bacio”, dalle parti della chiesa di San Giuseppe: è così stretto che per passarci in due bisogna sfiorarsi… quale migliore occasione per baciarsi? Tanto più che Vico è la città degli innamorati: il suo protettore è San Valentino che di amori… se ne intende.

Da non perdere poi il Museo Trappeto Maratea, collocato dentro un antico frantoio del 1300.

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