Trekking all'Argentario, i percorsi più belli da fare intorno alle spiagge

Trekking all’Argentario, i percorsi più belli da fare intorno alle spiagge

Leonardo Anchesi  | 25 Mar 2023
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Unito alla costa grossetana da due sottili lingue di sabbia, tanto da far fatica a non sembrare un’isola, il promontorio dell’Argentario è una delle mete principali del turismo in Toscana. Situato in provincia di Grosseto, a pochi km dal confine con il Lazio, l’Argentario era originariamente un’isola che, con il passare dei secoli, è stata collegata alla terraferma grazie alla formazione naturale del tombolo della Feniglia e del tombolo della Giannella, per l’azione del mare e del fiume Albegna; all’interno delle due strisce sabbiose è racchiusa oggi la laguna di Orbetello.

Il suo territorio, caratterizzato da una ricca biodiversità e da un panorama multiforme, offre al viaggiatore un’abbondante selezione di intrattenimenti di ogni genere. Oltre alle spiagge, dall’inconfondibile tratto esotico, il promontorio è caratterizzato dalla presenza di numerosi itinerari per noi appassionati di trekking: andiamo quindi a scoprire i percorsi più belli da fare attorno alle spiagge.

Salita alla Torre dell’Argentiera 

Siamo appena arrivati a Porto Santo Stefano e vogliamo guardarci attorno e sgranchirci un po’ le gambe; quale modo migliore se non con un bella gita fino alla Torre dell’Argentiera, antica costruzione medievale da cui si può dominare tutto il territorio circostante? Lasceremo quindi l’auto nel parcheggio di piazza del Mercato per dirigerci subito verso il lungomare e tenere poi la destra. Ci accorgeremo di essere sulla strada giusta perché, dopo una ventina di minuti circa, passeremo proprio sopra alla spiaggia della Bionda, una graziosa spiaggetta riparata.

Proseguiremo quindi in direzione di Pozzarello; da qui inizia il primo tratto di salita, che ci conduce al bivio per la Torre, che dovremo attraversare tenendo la sinistra. Un’ultima rampa, leggermente più impegnativa della prima, ci conduce direttamente al promontorio della Torre. Riprendete fiato e godetevi lo spettacolo. Scenderemo da dove siamo arrivati sino al bivio, dove terremo la sinistra, andando così a percorrere un anello che ci riporterà fino al punto di partenza. 

Panorama su Porto Ercole

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Da non perdere assolutamente sono i sentieri intorno a Porto Ercole, con diversi punti di affaccio sul mare. Punto di partenza dal centro abitato, per comodità vicino alla fermata del bus Caravaggio – San Rocco. Una prima visita al Forte Filippo è d’obbligo; la fortificazione, perfettamente conservata, risale alla metà del ‘500. Torneremo quindi sui nostri passi per circa 15 minuti, per poi tenere la sinistra e percorrere il lungo mare, godendo di una vista privilegiata sul porticciolo.

Il mare continuerà a tenerci compagnia per un po’, mentre alla nostra destra potremo ammirare l’imponenza della Rocca con il Faro, oltre che beneficiare di una vista mozzafiato sulla costa. A ridosso delle pendici del colle che ospita il Forte Stella, abbandoneremo il lungo mare per iniziare il rientro verso Porto Ercole attraverso le campagne. Il percorso è molto semplice e si può improvvisare con numerose varianti.

Argentario coast to coast: da Porto Santo Stefano e Capo d’Uomo

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Il percorso “coast to coast” che dai lidi nordorientali porta a quelli sudoccidentali della piccola penisola è decisamente più impegnativo ma imperdibile. Partiremo dal Lungomare dei Navigatori seguendo la via che costeggia il porto, per poi svoltare in via delle fornaci che ci porterà fuori dall’abitato. L’itinerario è immerso nelle campagne attorno all’abitato ed è caratterizzato da tratti tra la vegetazione alternati alle lussuose ville. Giunti nei pressi del Poggio Fondoni, dobbiamo ricordarci di tenere la sinistra al bivio e imboccare la via del costone, che ci condurrà sull’ultimo tratto fino a Capo d’Uomo.

La vista sbalorditiva su Cala Piatti e il vicino promontorio saranno la giusta ricompensa per la fatica. Il rientro sarà, per il primo tratto, sullo stesso sentiero dell’andata, sino a raggiungere il bivio sotto la poggio Fondoni. Lì andremo a sinistra, creando così un anello che ci riporterà, attraverso la campagna, al nostro punto di partenza.

Alla Croce monumentale: il trekking per vedere l’Argentario dall’alto 

Partiremo dal parcheggio del convento dei padri Passionisti. Appena fuori, prenderemo il sentiero alla nostra sinistra, iniziando così l’anello che ci condurrà, attraverso le campagne, al primo punto panoramico e, successivamente, alla grande croce monumentale. Il primo tratto risale il pendio correndo parallelo alla linea di costa, con pendenze dolci che rendono la salita gradevole e permettendoci di godere appieno della natura che ci circonda. Il picco più alto lo raggiungeremo dopo circa un’ora e mezza, a 555 m di altitudine, conquistando una vista eccezionale su tutta la parte meridionale del promontorio.

Proseguiremo poi oltre, iniziando la discesa che, sempre dolcemente, ci condurrà alla grande croce in ferro dopo circa un’ora di cammino. Da qui la vista toglie il fiato; vi sembrerà di essere in volo sulla laguna, tanto da abbracciare con un solo sguardo tutta il suo specchio d’acqua, racchiuso fra i due tomboli. Proseguiremo poi verso il convento, che potremo raggiungere in meno di 50 minuti. 

Birdwatching all’Argentario

Uno sguardo alla ricca biodiversità che caratterizza la laguna è d’obbligo. Con un escursione particolarmente semplice, potremo infatti ammirare tutte le numerose specie di volatili che popolano lo specchio d’acqua. Lasceremo la nostra auto vicino al lungomare di Feniglia, per iniziare una passeggiata lungo la battigia. Dopo circa 45 minuti, imboccheremo il sentiero alla nostra sinistra, lasciandoci la spiaggia alle spalle e tagliando quasi interamente il Tombolo nella sua larghezza; raggiunta infatti la riva opposta, torneremo a seguire la linea di costa, tornando verso l’Argentario.

Passati 20 minuti noteremo un capanno predisposto per il birdwatching, da dove sarà possibile avere  un punto di vista privilegiato su tutte le innumerevoli specie di uccelli che popolano la laguna, in particolare sugli scenografici fenicotteri rosa che vengono qui ospitati dall’autunno alla primavera. Il rientro sarà facile tanto quanto l’andata, facendo solo attenzione a non restare tanto affascinati da non voler più andar via!

Leonardo Anchesi
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