A piedi lungo l'Acquedotto Mediceo ad Asciano, la campagna toscana con lentezza | GoodTrekking

A piedi lungo l’Acquedotto Mediceo ad Asciano, la campagna toscana con lentezza

Leonardo Anchesi  | 15 Mag 2023
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Novecentotrentaquattro è il numero degli archi che compongono l’Acquedotto Mediceo, meraviglia dell’ingegneria idraulica che ha fornito acqua alla città di Pisa per più di tre secoli, dal 1613 alla seconda metà del XX secolo; tutt’oggi, alcune fontane ornamentali della città sono alimentate da questo impianto, come quella collocata in piazza dei Cavalieri, sotto la statua di Cosimo I de’ Medici. Intraprendere questo semplice trekking, adatto a tutti, che segue il suo tracciato e che conduce sino al cisternone di Asciano pisano, luogo ove ha origine questa struttura, è la manera ideale per apprezzare al meglio tutte le sue pregevoli caratteristiche tecniche e architettoniche e, allo stesso tempo, apprezzare la campagna toscana che rappresenta il luogo ideale per un cammino a passo lento, contemplativo e meditativo allo stesso tempo. 

Scheda Tecnica

  • Punto di partenza: Pisa, piazza delle gondole
  • Punto d’arrivo: San Giuliano Terme – fraz. Asciano pisano (PI) (130 mt)
  • Lunghezza: 7,3 km
  • Dislivello di salita: 140 mt
  • Tempo di percorrenza: 2 h circa
  • Difficoltà: Facile – T (Turistico)
  • Periodo dell’anno: tutto l’anno

Da dove si parte: alla scoperta del centro storico di Pisa

pisa

La partenza è dal centro di Pisa, nei pressi delle Mura, più precisamente in piazza delle gondole, così chiamata perché qui, anticamente, partivano le barche coperte che trasportavano nobili a Bagni di Pisa, oggi San Giuliano Terme, per la villeggiatura e le cure termali. All’interno della piazza è inserita la prima delle fontane che venivano alimentate dalle acque dell’Acquedotto Mediceo. Ma, prima di partire, è obbligatorio dedicare una breve visita all’incantevole centro storico della città a partire dalla famigerata piazza del Duomo, impropriamente chiamata piazza dei miracoli, ove, fra le varie opere, è presente anche la fontana dei Putti, ancora alimentata dall’Acquedotto Mediceo.

La piazza rappresenta uno dei primi interventi di urbanistica complessa della storia; la sua struttura e gli edifici che ne fanno parte, infatti, vennero progettati nel loro insieme, come intervento di riqualificazione di tutta l’area a nord-ovest della città, a partire dal secolo XI quando venne iniziata la costruzione della monumentale cattedrale di Santa Maria. Seguirono poi il Battistero, e il Campanile, meglio noto in tutto il mondo con l’appellativo di Torre di Pisa, diventato oggi il simbolo della città stessa. A completamento dell’opera complessiva, alla metà del XIII secolo, vennero costruiti i fabbricati dello Spedale Nuovo di Santo Spirito (oggi museo delle sinopie) e il Camposanto monumentale.

Il cammino lungo l’Acquedotto Mediceo

Dopo aver dedicato qualche tempo alle meraviglie pisane, sarà il momento di intraprendere il cammino lungo l’Acquedotto, un itinerario a cavallo fra il trekking urbano e il trekking vero e proprio. Difatti, si muoveranno i primi passi all’interno del tessuto urbano e al caos che ne deriva che poi, dopo circa 2 km, come per incanto cessa lasciando il passo alla quiete e ai manti erbosi della campagna pisana.

A seguire, si cammina su un comodo tracciato sterrato tutto in pari sino a poco prima di Asciano, dove si concentra tutto il (poco) dislivello dell’escursione. Ogni arco e ogni fontana lungo il cammino rappresentano un momento per apprezzare l’ingegno degli antichi e quel gusto garbato di fare belle anche quelle strutture meramente funzionali, una buona abitudine oggi scomparsa. Raggiunto Asciano lo si attraverserà per poi raggiungere il Cisternone, luogo di inizio dell’imponente struttura, ove convergevano le acque e avveniva il processo di sedimentazione delle acque.

Asciano e la sua storia

Asciano pisano, oggi frazione del comune di San Giuliano Terme, sorge in un’area già frequenta in epoca preistorica, come attestato dalle evidenze archeologiche emerse. Successivamente, si hanno conferme della dominazione etrusca, presente già dall’XI secolo a.C. e di quella romana, iniziata attorno al III secolo prima di Cristo. Della zona non si hanno più notizie sino al 975 d.C. quando, secondo quanto riportato in un’antica pergamena, l’area venne interessata dalla costruzione di un castello a difesa della principale via per Lucca. In epoca di poco successiva, secondo le cronache, il paese venne conquistato dai lucchesi, per poi tornare dopo poco sotto l’egida pisana. Il borgo fu per diverso tempo motivo di contesa fra le due città toscane, sino agli inizi del XIV secolo quando, a seguito di una lunga guerra combattuta sotto la signoria pisana di Uguccione della Faggiola, il castello e il borgo tornarono definitivamente sotto in controllo di Pisa.

Il paese perse importanza sino alla costruzione dell’Acquedotto Mediceo, evento che tornò a far salire l’interesse per il piccolo borgo che visse, infatti, un periodo di grande crescita sociale e demografica. Qui, infatti, risiedeva il fontaniere, il quale aveva il compito di regolare il flusso d’acqua verso la città e curarne la limpidezza.

Le bellezze architettoniche di Asciano

Nonostante sia un piccolo paese, Asciano presenta delle opere architettoniche di assoluto pregio e interesse storico. Fra tutte, da segnalare la chiesa di Santa Maria di Mirteto, con il convento annesso, e l’ottocentesca Villa del Belvedere. Si hanno notizie dell’edificio sacro sin dal 1150, come luogo di preghiera e accoglienza condotto dai monaci camaldolesi, una congregazione monastica di regola benedettina. Nonostante lo stato di abbandono, che le dona un fascino particolarmente suggestivo, è ancora apprezzabile la pregevolezza dello stile romanico in cui è stata realizzata la chiesa.

Risale, invece, al 1881 la Villa Belvedere, realizzata in stile liberty sull’altura che separa Asciano da San Giuliano Terme. L’edificio era di proprietà del paleontologo polacco Sigismondo De Bosniaskj e della moglie contessa Elisa di Rulikowski. La struttura, oggi in stato di abbandono, si sviluppa su due piani fuori terra e un piano seminterrato, in cui il proprietario aveva allestito un piccolo museo privato. Oggi è allo stato di rudere ma si può ancora apprezzare la finezza della sua architettura e la particolarità del giardino, in cui sono presenti specie vegetali rare ed esotiche.

L’Acquedotto Mediceo: fra ingegneria e storia

Acquedotto Mediceo

Iniziato nel 1588 per volere del Granduca Ferdinando I, dopo che il progetto di una condotta sotterranea voluto dal predecessore Cosimo I si era rivelato irrealizzabile, la progettazione dell’acquedotto venne affidata all’architetto Raffaello Zanobi di Pagno al quale, nel 1594, subentrò Andrea Sandrini. La struttura fu messa in esercizio solo  nel 1613 sotto il Granduca Cosimo II de’ Medici.

La struttura è composta da 954 archi costruiti in mattoni di laterizio misto a pietrame, con un’alternanza regolare; interessante la soluzione strutturale di sfruttare tronchi di pino interrati come basamento di fondazione per gli archi. La canaletta per l’acqua venne realizzata in terracotta con una copertura di lastre di pietra, così da evitare il riscaldamento dell’acqua e l’introduzione di sporcizia. Grazie a questa opera fu possibile realizzare diverse fontane nel centro della città che, oltre a portare un decisivo abbellimento del tessuto urbano, garantivano una fornitura costante di acqua per i cittadini.

Leonardo Anchesi
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