Il Rifugio Morelli Buzzi rappresenta a pieno quella montagna che cerca di resistere. La struttura si definisce come un “luogo selvaggio che resta nel cuore“, ma di certo non stiamo parlando di un rifugio vetusto e poco ospitale, ma di un punto di riferimento per gli alpinisti ed escursionisti delle Alpi Marittime. Qui infatti siamo in provincia di Cuneo nella parte sud-occidentale del Piemonte, con il nome di questa parte delle Alpi che deriva dalla vicinanza dal mare della Liguria, ma anche il confine francese è proprio a un proverbiale tiro di schioppo. Il Rifugio Morelli Buzzi così si trova nel cuore di questo Parco Naturale a 2351 metri di altitudine. Una volta questa zona era una riserva di caccia dei Savoia e, ancora oggi, abbondano camosci, stambecchi, caprioli e tante altre specie di animali, con i cieli che sono solcati anche da aquile reali e da falchi pellegrini.
La particolarità di questo rifugio è che cerca di restare ancorato alle origini. Un esempio di questa “resistenza” sono i tre muli che vengono utilizzati per portare il necessario nella struttura. Una scelta adottata per preservare al meglio il territorio. Dopo l’ultima ristrutturazione a inizio del nuovo millennio, il Rifugio Morelli Buzzi – aperto dal 15 giugno al 15 settembre – vanta 38 posti letto, un ristorante che prepara prelibatezze locali e un bivacco invernale con 8 posti letto sempre aperto. Anche in inverno infatti non mancano escursionisti e alpinisti, ma è in estate che la struttura diventa un crocevia dei tanti amanti della montagna. Oggi allora vi presentiamo l’itinerario classico per raggiungere il rifugio, un percorso che ha un dislivello di quasi 1000 metri dove è importante avere le calzature adatte ai piedi.

L’inizio di quest’escursione è da Terme di Valdieri. Qui c’è un ampio parcheggio gratuito dove è possibile lasciare l’auto in tutta tranquillità. L’itinerario che arriva al Rifugio Morelli Buzzi arriva fino al cuore del Vallone di Lourousa, una diramazione laterale della Valle Gesso della Valletta proprio ai piedi dell’imponente Monte Stella. Si tratta di un vallone di origine glaciale stretto e caratterizzato da una natura selvaggia e quasi incontaminata.
Tornando all’escursione, da uno spiazzo poco prima delle terme ecco che parte il sentiero che è segnalato da una palina. Si tratta di una vecchia mulattiera, come detto ancora oggi utilizzata dai gestori del rifugio per portare nella struttura tutto il necessario. Dopo un breve tratto nel bosco, ecco che il sentiero si inoltra nel Vallone di Lourousa e la strada inizia subito a salire. Si tratta di una salita costante, lunga – circa 7 chilometri – e con pendenze per la maggior parte sotto il 20%, asticella questa superata però nello strappo finale.

La strada è ben fatta essendo stata realizzata quando i Savoia qui ci venivano a caccia. Si sale tra tornanti e una natura caratterizzata da un bosco di faggi nella parte bassa che poi lascia progressivamente spazio a larici e abeti man mano che si sale. Come il bosco si dirada, ecco che si apre una splendida vista che va dal Monte Matto al Vallone del Valasco fino al Corno Stella. Quando la salita si attenua leggermente si incontra il Gias Lagarot, una vecchia costruzione pastorale. Qualche centinaio di metri più avanti c’è invece il Lagarot di Lourousa, un trionfo di prati e ruscelli ideale per una pausa.
Riprendere un po’ il fiato infatti è utile per raccogliere le energie in vista dello strappo finale che porta al Rifugio Morelli Buzzi. Superata la pietraia, ecco che compare il rifugio, anche se la scena viene immediatamente rubata dai mille metri di rocce vertiginose del Monte Stella che sembrano voler proteggere il Morelli Buzzi. Oltre ad ammirare il panorama, il nostro consiglio è quello di approfittare della cucina genuina e tipica del rifugio. Riposati e rifocillati, ecco che a questo punto occorre fare il percorso a ritroso in discesa per tornare al punto di partenza e terminare così il nostro itinerario.
Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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