
Ci sono luoghi che sorprendono perché sembrano lontani dalla città, e invece si raggiungono in poco tempo. I Laghi di Avigliana, nella bassa Valle di Susa e vicini a Torino, rientrano proprio in questa categoria: un paesaggio d’acqua, boschi e colline dove la natura si intreccia con la storia locale e con un’escursione adatta a chi cerca un’esperienza concreta, senza allontanarsi troppo.
I Laghi di Avigliana si trovano in una posizione strategica, ai margini della pianura torinese e all’ingresso della Valle di Susa, e rappresentano una delle aree verdi più interessanti del Piemonte occidentale. A proteggerli è il Parco naturale dei Laghi di Avigliana, istituito nel 1980, nato per tutelare un sistema ambientale delicato ma molto accessibile. Il cuore del parco è formato da Lago Grande, Lago Piccolo e palude dei Mareschi, tre ambienti diversi ma complementari, capaci di raccontare la ricchezza ecologica del territorio. Qui si alternano rive lacustri, canneti, boschi e colline moreniche, in un contesto che conserva un forte valore paesaggistico e invita a una visita lenta, attenta e rispettosa.


Per conoscere davvero quest’area, il modo più efficace è seguire il percorso escursionistico che collega il centro di Avigliana ai laghi e ai rilievi circostanti. L’anello misura circa 13-13,4 km ed è considerato di difficoltà media: non è un cammino tecnico, ma richiede un minimo di allenamento e scarpe adatte. Il tracciato alterna strade sterrate, sentieri nel bosco e passaggi vicini all’acqua, con affacci sul Lago Grande e sul Lago Piccolo.
Lungo il cammino emergono anche elementi storici molto riconoscibili, come il Castello di Avigliana, che domina il borgo dall’alto, e Porta Ferronia, testimonianza della città medievale. La salita verso Monte Capretto, o Monte Capritto, aggiunge una nota panoramica: da qui lo sguardo abbraccia la valle, i laghi e parte del paesaggio alpino che definisce l’identità del luogo.

I bacini di Avigliana hanno un’origine antica e molto chiara dal punto di vista geomorfologico: sono laghi di origine glaciale, modellati dalle glaciazioni pleistoceniche che hanno scavato conche poi riempite dall’acqua. Questa matrice spiega la forma del paesaggio e la presenza di depositi morenici che ancora oggi caratterizzano l’area. Nel tempo, però, l’equilibrio dei laghi ha dovuto confrontarsi con la pressione urbana e con problemi legati alla qualità delle acque, in particolare fenomeni di eutrofizzazione dovuti agli scarichi civili del passato.
Gli interventi di recupero ambientale e il monitoraggio costante hanno migliorato la situazione, riportando attenzione su un ecosistema che resta fragile. In questo quadro, la palude dei Mareschi svolge un ruolo fondamentale, perché contribuisce alla biodiversità e alla stabilità ecologica complessiva dell’area protetta.

Il parco è noto anche per la sua biodiversità, soprattutto per quanto riguarda l’avifauna. Le zone umide e i tratti più tranquilli ospitano uccelli acquatici, svassi, aironi e numerosi migratori, rendendo i laghi un punto di riferimento per il birdwatching in Piemonte. Nei boschi e lungo le rive vivono anche mammiferi come volpi, caprioli e tassi, mentre la gestione dell’ecosistema deve fare i conti con alcune specie invasive che alterano gli equilibri naturali.
Accanto al valore ambientale c’è poi quello storico-archeologico: l’area conserva tracce di frequentazioni antiche e riflette il ruolo strategico che Avigliana ebbe nei collegamenti della valle. Oggi il territorio punta su un turismo sostenibile e su una crescente accessibilità, con percorsi e strutture leggere che permettono di visitare il parco senza snaturarne il carattere. È questo equilibrio tra natura, storia e fruizione consapevole a rendere i Laghi di Avigliana una meta davvero interessante.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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