Alta Via Valmalenco, itinerari per il trekking in Lombardia

Alta Via Valmalenco
Escursioni in Valmalenco, il Lago di Palù

Siamo nel cuore delle Alpi Retiche, Lombardia: l’Alta Via Valmalenco è un percorso escursionistico di 110 km, da Torre Santa Maria a Caspoggio.

L’Alta Via Valmalenco si completa in genere in otto tappe per altrettanti giorni, con sosta nei diversi rifugi lungo l’itinerario. A parte le prime due tappe, si ha a che fare con altezze al di sopra dei 2mila metri di quota, toccando i 3mila, in un crogiuolo di sentieri che collegano le vette al fondovalle.

Un sentiero molto ricco di proposte paesaggistiche, geomorfologiche, antropologiche, che può essere affrontato nella sua totalità ritornando al punto scelto per la partenza, come se fosse un grande anello, oppure a tratti coprendoli solo alcuni giorni.

Tenendo ben presente che si tratta di tragitti dedicati a chi è bene allenato e ha una certa resistenza fisica, non ci si può certo andare con le scarpe da ginnastica ma con un equipaggiamento ad hoc per affrontare le tante piccole e grandi sfide di queste alte vette. E, viste le altitudini, l’Alta Via della Valmalenco si può affrontare solo in estate.

In tutta la meraviglia di un luogo incorniciato dai gruppi del Disgrazia, del Bernina, dello Scalino, tra pascoli, alpeggi, valichi, laghi, boschi, ci sono punti particolarmente significativi come la conca di Chiareggio, il lago Palù, il vallone dello Scerscen.

Alta Via della Valmalenco. Le tappe

* Torre di Santa Maria (772 m, frazione Ciappanico) – Alpe Piasci – Rifugio Cometti (1720 m) – Arcoglio (2123 m) – Cima Bianca (2490 m) – Rifugio Bosio (2086 m)

Qui ci possono essere altitudini sotto i 2mila metri. Il dislivello è di 1.700 metri e si arriva al punto più alto nella cima del Sasso Bianco, a 2490 metri, camera con vista a 360 gradi su Adamello, Monte Rosa mentre lo sguardo spazia dalle Orobie della Valtellina al gruppo del Disgrazia e del Bernina. L’Alta Via Valmalenco si percorre in 7 ore.

 * Rifugio Bosio (2086 m) – Alpe Mastabbia (2077 m) – Alpe Giumellino (1756 m) – Laghetti Sassersa (2369 m) – Passo Ventina (2675 m) – Alpe Ventina (1960 m)

È una tappa che comprende una certa salita verso la Val Sassersa, alla presenza di tre laghetti. Ci sono vecchie cave di talco e di pietra ollare. Il dislivello in salita è 1200 metri. Si percorre in 7 ore.

* Alpe Ventina (1960 m) – Forbicina (1656 m) – Val Sissone – Rifugio Del Grande (2600 m) – Chiareggio (1612 m)

Il tratto in cui si gode una splendida veduta sul Disgrazia. Il dislivello in salita è di 900 metri. Molte le suggestioni geomorfologiche in un percorso decisamente selvaggio. Si percorre in circa 6,30 ore.

* Chiareggio (1612 m) – Rifugio Longoni (2450 m) – Alpe Sasso nero (2304 m) – Rifugio Lago Palù (1947 m)

Dislivello in salita di 100 metri, il Rifugio Longoni (che è il punto più alto) è un vero balcone panoramico sulle pietraie dell’Alpe Sasso Nero. Si percorre in 6,30 ore.

* Rifugio Lago Palù – Bochel del Torno (2208 m) – Alpe Campascio (1844 m) – Alpe  Musella (2021 m) – Rifugio Carate (2636 m) – Rifugio Marinelli Bombardieri (2813 m)

Qui c’è il Rifugio Marinelli Bombardieri edificato nel 1880, il primo costruito dal Club Alpino Italiano nelle Alpi Lombarde.

Presso il Rifugio Carate, tra depositi morenici e pendii ripidi, si arriva alla bocchetta delle Forbici, con una delle più belle vedute del gruppo del Bernina i cui profili si specchiano nel lago omonimo. Il dislivello in salita è di 1400 metri. Si percorre in 6 ore.

* Rifugio Marinelli Bombardieri (2813 m) – Bocchetta di Caspoggio (2983 m) – Alpe  Fellaria e Rifugio Bignami (2382 m)

Ecco la tappa più breve, che attraversa il valico più alto dell’intera Alta Via, cioè la Bocchetta di Caspoggio e può essere particolarmente difficoltosa soprattutto nella zona di attraversamento del ghiacciaio di Caspoggio che si è molto ritirato.

Per evitare di percorrere il terreno glaciale, si può passare per la Forcella di Fellaria che scende fino al Rifugio Carate per poi deviare verso il Bignami. Il dislivello in salita è di 250 metri, bisogna essere molto allenati. Si percorre in 3 ore.

* Rifugio Bignami (2382 m) – Alpe Gembrè (2190 m) – Alpe Val Poschiavina (2230 m) – Passa Canciano (2464 m) – Passo Campagneda (2601 m) – Rifugio Cristina (2227 m)

Dislivello in salita di 700 metri, è una tappa di grande difficoltà, soprattutto in zona Alpe Val Poschiavina superata la quale si possono ammirare le cime dei gruppi dell’Ortles-Cevedale e Adamello. Si percorre in 6,30 ore.

* Rifugio Cristina (2227 m) – Alpe Acquanera (2116 m) – Piazzo Cavalli (1710 m) – Caspoggio (1098 m) – Torre di Santa Maria (772 m)

Tra le particolarità di questa tappa conclusiva, la presenza di ampie torbiere.

Da Piazzo Cavalli si può scendere a Caspoggio con la seggiovia e poi con i mezzi pubblici fino a Torre di Santa Maria. Si percorre in 5 ore.

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