Francigena, Materano e Leuca: ecco i cammini della fede in Puglia

Santa Maria di Leuca
Santa Maria di Leuca (Ph. Leonardo D'Angelo)

La propaggine più orientale della nostra penisola si proietta da sempre oltre l’orizzonte del Mediterraneo, orientata alla suggestione bizantina e rivolta verso la Terra Santa. Portale d’accesso tra Occidente e Oriente, la Puglia è da sempre considerata una terra di frontiera culturale e spirituale. Proprio qui durante il Medioevo si imbarcavano alla volta di Gerusalemme migliaia di pellegrini e crociati provenienti da tutta Europa; e sempre qui, ancora oggi, è possibile ripercorrere le polverose orme di quei nostri devoti antenati. Un privilegio alla portata di tutti gli appassionati di trekking e cultura desiderosi di una vacanza alternativa in Puglia, che trasformi un semplice itinerario turistico in un’avventura indimenticabile giorno dopo giorno alla scoperta dell’essenza più nascosta di questa regione e del suo inconfondibile barocco. Passo dopo passo un’esperienza spirituale acquista i caratteri di un viaggio culturale attraverso i secoli e i merletti in marmo delle chiese barocche: si mostrano in tutto il loro splendore capolavori architettonici e artistici, si dipanano paesaggi mediterranei ricamati da muretti a secco e si svelano luoghi di culto a scandire tappa dopo tappa i chilometri della via Francigena, del Cammino Materano e il Cammino di Leuca. 

Via Francigena in Puglia

La Via Francigena si snoda attraverso Lazio, Molise, Campania, Basilicata e Puglia per 900 chilometri. Punto d’arrivo è Santa Maria di Leuca, da dove i pellegrini erano soliti imbarcarsi per raggiungere la Terra Santa. A sua volta il tracciato della via Francigena fu ricalcato, durante il Medioevo, lungo un reticolato di strade di età romana.

Riportato alla luce, il cammino fa il suo ingresso in Puglia presso Celle San Vito/Faeto, raggiunge Troia e da qui si biforca in due diversi percorsi, da un lato quello dell’antica Via Traiana e dall’altro quello della Via Michaelica, che si ricongiungono a Bari grazie alla Via Litoranea lungo la costa adriatica. La Francigena attraversa poi Brindisi e Otranto con la Via Traiana Calabra, fino a raggiungere Leuca, dove si incontrano i due mari e dove l’Occidente cede il passo all’Oriente. Ma vediamo un po’ più nel dettaglio gli itinerari che compongono la Via Francigena.

Via Francigena
Via Francigena, Monti Dauni (Ph. WildRatFilm)

Via Michaelica da Troia a Monte Sant’Angelo

La Via Michaelica, che si snoda in Puglia per 107 chilometri, è una via di pellegrinaggio di origine medievale che collegava Mont Saint-Michel in Normandia al più antico Santuario del Gargano di età bizantina. Una strada, questa, attraverso la quale la cultura germanica si mischiava a quella latina e che ha conservato tale incredibile ricetta culturale. La via Francigena del Sud ha incluso il tratto pugliese della Via Michaelica in quanto era usanza comune dei pellegrini diretti o di ritorno dalla Terra Santa fare una deviazione dalla Via Traiana per rendere onore all’antichissimo Santuario di San Michele.

Lungo il tratto in cui Via Francigena e Via Michaelica procedono insieme si raggiunge Troia, si devia verso Lucera a nord e, superata San Severo, si arriva al Santuario di Santa Maria di Stignano. Qui è possibile alloggiare per la notte. La seconda tappa del percorso prende quota penetrando il cuore del Gargano e arrivando al Santuario di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis alle pendici del Monte Celano, nascosto tra carpini e frassini. Destinazione della tappa successiva è San Giovanni Rotondo, località legata a doppio filo alla figura di San Pio. L’ultimo sforzo lungo la Via Michaelica per arrivare al Monte Sant’Angelo è accompagnato da paesaggi mozzafiato che dai boschi si spingono fino al mare. Secondo la tradizione all’intento del Sacro Speco sarebbe apparso l’arcangelo Michele. 

Via Traiana da Canosa a Brindisi

La Via Traiana segna il tratto tra Canosa e Brindisi della Via Francigena. Come dichiara il suo nome, la strada fu voluta dall’Imperatore Traiano tra il il 108 e il 110 d.C. per agevolare i collegamenti con l’Oriente raggiungendo Brindisi evitando i rilievi dell’entroterra.

I 500 chilometri della Via Traiana nella regione partono da Canosa di Puglia, che conserva ancora tesori quali la Cattedrale di San Sabino con il Mausoleo di Boemondo, la Chiesa di San Giovanni con il suo battistero, il complesso di San Leucio e le catacombe paleocristiane. La strada si snoda poi tra uliveti e mandorli rigogliosi fino a Ruvo di Puglia, un centro abitato di origine preromana. Qui merita una sosta la collezione del Museo Archeologico Nazionale Jatta e la Concattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, gioiello romanico pugliese. La via Traiana prosegue costeggiando l’antico borgo medievale di Santa Maria di Sovereto, la cui storia è legata al pellegrinaggio verso la Terra Santa. La seconda tappa punta a Bitonto, un trionfo di monumenti appartenenti ad epoche diverse. Tra le chiese medievali di San Valentino e San Francesco di Assisi, passando per i rinascimentali palazzi Vulpano Sylos e Sylos Calò e il teatro Traetta, inaugurato nel 1838, il centro storico è un museo a cielo aperto attraverso millenni di storia. Meta finale della via Traiana è Bari, dove a togliervi il fiato non sarà la lunga camminata, bensì il trionfo del barocco pugliese. Qui perdetevi tra i colori chiari, i balconi e le voci del centro storico; passate in rassegna la Basilica di San Nicola, la Cattedrale di San Sabino con il suo succorpo e il Castello Svevo prima di riprendere il cammino per l’ultima tappa del cammino.

Da Bari, la Via Traiana inizia il suo tratto costiero, incredibilmente suggestivo. Si attraversano Mola di Bari, Polignano e Monopoli sfilando davanti l’Abbazia di San Vito e la Concattedrale della Madonna della Madia legata alla devozione verso un’icona proveniente dall’Oriente. Il percorso si snoda tra le duce costiere fino ad attraversare l sistema difensivo di età moderna di Torre Guaceto. A Brindisi, nel caldo sole mediterraneo si staglia alta la colonna romana posta in cima alla scalinata che affaccia sul porto e che un tempo indicava al viandante dove salpare per Acri. Ma i pellegrini di oggi non vanno di fretta e quindi è quasi d’obbligo una visita al centro storico che sembra tutt’oggi un presidio di cavalieri. La Chiese di Santa Maria del Casale, quella di San Giovanni al Sepolcro e di Santa Lucia, fino al Monastero di San Benedetto rievocano ancora potentemente l’atmosfera delle Crociate. 

Via Traiana Calabra da Brindisi a Santa Maria di Leuca

158,4 chilometri sono quelli che separano Brindisi dal punto estremo della via Francigena. Questo tracciato cominciò ad acquisire importanza verso la fine dell’Impero Romano, quando Roma era ormai una periferia e i Bizantini dominavano la penisola. 

Da Brindisi il tracciato giunge a Torchiarolo, dove durante il Medioevo sorgevano ostelli per i pellegrini, fino ad arrivare a Lecce, simbolo indiscusso del barocco pugliese in cui le facciate degli edifici in marmo bianco sembrano in realtà sculture di panna montata. Anche conosciuta come “la Firenze del sud”, la città salentina è un viaggio di illusorie morbidezze visive realizzate con friabile e delicatissima pietra leccese. Il Duomo di Santa Maria Assunta, la Basilica di Santa Croce, la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, il Palazzo dei Celestini, il Castello Carlo V, Porta Napoli, l’anfiteatro romano, la colonna di Sant’Oronzo: passeggiare per il centro storico di Lecce è un’immersione in un’esuberante bellezza unica al mondo. 

Riprendendo il cammino si attraversano Carpignano Salentino e Otranto dove si può ammirare un mosaico medievale fra i più noti dell’area mediterranea. La Chiesa di San Pietro di età bizantina, il castello e le catacombe di San Giovanni che scandiscono i chilometri di cammino si immergono in un paesaggio marino che sa di Grecia e conduce al limite della terra. Superate Marittima e Tricase si erge infatti  la Basilica di Santa Maria Di Leuca, dove una colonna segna il passaggio dalla terra al mare verso Gerusalemme.

Cammino Materano in Puglia

La spiritualità non è solamente di origine religiosa. Anche la natura fatta di stagioni e ritmi lenti, colori, profumi silenzi, culture secolari e animali offre in Puglia, a chi sa mettersi in connessione, un’esperienza totalizzante. Una natura rigogliosa e selvaggia attraversata da millenni da pastori insieme alle loro greggi, i quali hanno fatto della sacralità della natura il fondamento di una cultura. Il Cammino Materano è un insieme di tratturi che si snodano tra Puglia, Molise, Basilicata e Campania, lungo le strade percorse durante la transumanza da generazioni e generazioni di pastori. Sei cammini attraversano un ricchissimo patrimonio culturale, fatto di borghi, chiese rupestri e colture. 

Cammino Materano
Cammino Materano (Ph. Antonio Giannini)

Via Peceuta da Bari a Matera

Un cammino lungo 167 chilometri che dalla Basilica di San Nicola di Bari, luogo simbolo del pellegrinaggio in Puglia, attraversa l’antico territorio della Peucetia fino al santuario di Matera. La Peceuta è un territorio costiero e pianeggiante pugliese ricoperto da una lussureggiante foresta di ulivi, ma che giunge fino alle steppe dell’altopiano murgiano e allo scenario carsico in cui sorgono Gravina in Puglia e Matera. La Via Peceuta attraversa in altre parole quella regione apulo-lucana ricca di un incredibile patrimonio devozione. Lungo questo cammino non è raro imbattersi in cattedrali, borghi medievali, chiese rupestri, ma anche da masserie, trulli e muretti a secco.

Dopo aver lasciato alle spalle il mare, ci si allontana anche dalla Basilica di San Nicola di Bari per arrivare nel centro medievale di Bitetto, dove non passa di certo inosservato il portale d’ingresso sorvegliato da leoni della Cattedrale di San Michele. Lungo il cammino si incontra anche la chiesa di Santa Maria la Veterana che conserva pregevoli affreschi di età tardo medievale. Prendendo quota, il percorso prosegue alla volta di Cassano delle Murge, Santeramo in Colle fino al Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Immettendosi lungo un’antica carraia medievale, si raggiunge la città di Federico II: Altamura. Tra la Cattedrale gotica di Santa Maria Assunta e altri tesori architettonici, non dimenticate di assaggiare il tipico pane locale. Gravina in Puglia è l’ultima roccaforte pugliese lungo la Via Peceuta pronta a valicare il confine con la Basilicata. Un dedalo di viette in pietra in cui perdersi conduce però con una certa sicurezza al maestoso acquedotto romano e poi alla collina di Botromagno. Ecco finalmente la Basilicata e, lì in fondo al cammino, la Città dei Sassi. Ma prima di arrivare a Matera, due tappe aspettano il viandante: il  Santuario di Picciano e la diga di San Giuliano. 

Via Ellenica da Brindisi a Crispiano

163 chilometri per raggiungere la Porta d’Oriente, Brindisi, da dove i pellegrini si imbarcavano per raggiungere Gerusalemme. Dalla colonna che segna il limite della Regina Viarum, la via Appia, prende il via un affascinante cammino che collega ben due siti Unesco (i Sassi di Matera e i Trulli di Alberobello), ad altri incantevoli borghi della Valle d’Itria e allo spettacolare museo rupestre a cielo aperto del Parco delle Gravine. 

Lasciando alle spalle il mare, si attraversa Serranova e Carovigno fino ad Ostuni. Conosciuta anche come la “città bianca”, Ostuni sorge all’incrocio con la via Traiana e proprio alle soglie della Valle d’itria; una distesa rigogliosa e popolata da trulli, orti e masserie. Cisternino, Locorotondo, Alberobello sono una triade di tappe incredibilmente suggestive, in cui respirare la vera essenza della Puglia. Il cammino prosegue verso la nobile Martina Franca. L’elegante alternanza di bianco e bruno dei palazzi e le volute in ferro battuto dei balconcini catapultano i visitatori nel passato nobiliare di Martina Franca. Il Bosco delle Pianelle introduce poi rigoglioso a Crispiano, vera e propria porta della Terra delle Gravine. 

Cammino di Leuca

Da Lecce a Santa Maria di Leuca, anche questo cammino conduce alla scoperta di una spiritualità sincera e radicata nella cultura pugliese sin da quando in questi luoghi sorgeva un tempio dedicato a Minerva. Questo itinerario arriva proprio alle soglie della Basilica Santuario di Santa Maria di Finibus Terrae. 90 chilometri di bellezza mediterranea, cultura e fede da percorrere in 4 tappe tra chiese, conventi e ospizi. Il Cammino di Leuca si snoda interamente nell’entroterra salentino attraverso le cosiddette Serre; un altopiano carsico brullo che l’uomo saputo trasformare in terrazzamenti, muretti e costruzioni in pietra a secco (pajare) per riuscire a coltivare un territorio altrimenti arido. Galatina, prima tappa del cammino, è una meravigliosa cittadina salentina che annovera tra i suoi monumenti la Chiesa di Santa Caterina di Alessandria che al suo interno conserva affreschi tardo medievali da lasciare a bocca aperta. Le tappe successive sono Cutrofiano, Specchia e la sua Chiesa bizantina di Sant’Eufemia, Patù e infine, Leuca la Porta d’Oriente dove si chiude il viaggio. 

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