Seljalandsfoss, la “Cascata Liquida” più famosa d’Islanda

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Il getto della Seljalandsfoss, in Islanda. Copyright Diego Delso, delso.photo, License CC-BY-SA

È sicuramente il simbolo dell’Islanda, terra di ghiaccio e di fuoco: la cascata di Seljalandsfoss.

Seljalandsfoss è un luogo che accoglie i viaggiatori con la sua “discesa” spumeggiante e fragorosa in uno scenario di verde intenso, rocce piatte, casette dai tetti a punta e un’atmosfera decisamente fiabesca.

Il suo nome significa “cascata liquida” e si forma perché il fiume Seljalandsá, cioè “fiume liquido”, si butta da un’altezza di circa 60 metri da una sorta di irregolare altopiano di roccia basaltica, quel che resta di un’antica scogliera addossata all’oceano, che a causa delle evoluzioni geologiche della zona è ora molto lontano da qui.

Informazioni utili

Nome Seljalandsfoss
Località Skógar, Islanda
Altitudine Circa 100 metri sul livello del mare
Salto 60 metri
Tipologia della cascata Naturale

Seljalandsfoss, il percorso da trekking

cascata seljalandsfoss, islanda
Trekking a Seljalandsfoss, la cascata più bella d’Islanda

Seljalandsfoss appare nella sua gigantesca bellezza fin dalla strada asfaltata (la strada principale 1), prima lontana e poi sempre più esuberante mano a mano ci si avvicina a piedi pestando il soffice terreno islandese, tra permafrost, umidità, muschio e erba verdissima, sembra che un giardiniere sia sempre pronto a tenerla sotto controllo…

Bisogna giungerci ben attrezzati, ben coperti, con piumini impermeabili e cappellini perché qui l’acqua è ovunque, visto che i suoi spruzzi arrivano in orizzontale anche a parecchi metri dal salto… E già così si torna via un bel po’ bagnati ma è un piacere enorme assistere a questo teatrino naturale!

Un sentiero le gira attorno, qua e là ci sono passerelle di legno e gradino di pietra per agevolare il cammino che in alcuni tratti non è proprio facilissimo e poi è piuttosto scivoloso. Passo dopo passo, goccia dopo goccia, si arriva proprio dietro la cascata ammirando al meglio la potenza del suo straordinario getto.

Un’esperienza notevole, poiché non è certo facile trovare nel mondo una cascata che consente di essere “aggirata” e ammirata da tutte le sue prospettive, appunto a 360°.

Seljalandsfoss. Come raggiungerla e da vedere nei dintorni

seljalandsfoss, trekking
Seljalandsfoss, il percorso per raggiungere la cascata e la rigogliosa natura islandese

La cascata Seljalandsfoss si trova nell’Islanda del sud, a poco più di un’ora e mezza di auto da Reykjavík, in un’area tra le regioni delle Highlands e delle Lowlands.

Ma non è l’unica meraviglia di questa isola all’estremo nord del pianeta, posta su una frattura della crosta terrestre da cui escono in continuazione materiali vulcanici e che la divide in due parti che continuano a separarsi con la velocità di 2 centimetri all’anno.

A nemmeno un chilometro dalla “cascata liquida” c’è un’altra fantastica bellezza, la cascata di Gljufurarbui o Gljúfrafoss: compie un salto di appena 40 metri ed è conosciuta come la “cascata nascosta” perché è dentro un canyon che ne impedisce la completa visione, a meno di non arrampicarsi su un sentiero attrezzato che porta sopra di essa e la magica valle che le sta di sotto.

A una trentina di chilometri c’è la cascata Skógafoss, altro gigante tra terra e acqua, che nelle giornate di sole crea anche un paio di arcobaleni: si genera dal fiume Skógaá che fa un salto di 62 metri per una larghezza di 25. Si può arrivare in cima grazie a una scalinata di 700 gradini costruita alla sua destra. Secondo le leggende, il primo vichingo arrivato qui avrebbe nascosto il suo ricco tesoro di monete d’oro nella grotta dietro la cascata. L’avrebbe trovato un ragazzo che perse però il prezioso scrigno troppo pesante da tirare fuori e che sarebbe precipitato nell’acqua scomparendo e lasciandogli in mano solo un anello d’argento con incisioni runiche, oggi al museo della vicina città di Skógar.

E la leggenda vuole anche se ti bagni con l’acqua di Skógafoss, il che è matematico (!), puoi trovare qualcosa che hai perduto, un oggetto o, chissà, l’amore! Le tre cascate possono ovviamente essere visitate anche con la neve e il ghiaccio ma le condizioni difficili spesso proibitive ne consigliano la visita nel periodo di tarda primavera e piena estate.

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