Rifugio Gouter sul Monte Bianco, la scalata all’uovo d’uccello

Scalata al Monte Bianco

L’itinerario che tutti gli appassionati escursionisti sognano di fare almeno una volta nella vita: la lunga e faticosa ascesa sul tetto d’Europa può essere realtà, soprattutto con una sosta al Rifugio Gouter.

Scalare il Monte Bianco è il sogno di tutti i più grandi escursionisti appassionati di montagna, trekking ed alpinismo. Il Monte Bianco è una delle vette più prestigiose del vecchio continente, il famoso tetto d’Europa con i suoi 4810 metri di altezza che da sempre affascina e fa sognare. Arrivare in cima e mettere i piedi in cima spesso può diventare realtà! Attenzione però perché la sua ascensione, si sa, è lunga e faticosa e di certo non è alla portata di tutti.

A confine tra Italia e Francia, il Monte Bianco presenta diverse vie normali di ascesa, sia sul versante italiano che su quello francese. La più famosa e più frequentata, perché più breve e più facile, è quella che segue la cresta delle Bosses sopra il rifugio Gouter.

La scalata al Monte Bianco che GoodTrekking vi suggerisce passa attraverso la classica Via del Goûter per un itinerario di due giorni e da effettuarsi preferibilmente in estate quando le temperature sono più miti. Vediamo insieme i dettagli per organizzare al meglio questa escursione.

Informazioni utili

Lunghezza 9 km
Durata 2 giorni
Principali punti attraversati Rifugio Tête Rousse – Rifugio Gouter – Dôme du Goûter – rifugio/osservatorio Vallot
Livello di difficoltà Medio – Alto
Dislivello  2400 metri
Tipologia di itinerario Trekking – Scalata
Partenza e arrivo Nid d’Aigle – Monte Bianco

Prima della partenza: cosa sapere

La scalata al Monte Bianco, la funivia Bellevue

Come anticipato percorreremo la via francese per la salita al Monte Bianco, percorrendo la famosa e frequentata Via del Goûter. Un itinerario abbastanza impegnativo, non adatto proprio a tutti, come dicevamo. Un percorso che richiede, infatti, un buon allenamento fisico e l’essere abituati ad affrontare percorsi di montagna. Le difficoltà fisiche non sono poche per chi pratica escursionismo a livello dilettantistico, soprattutto per quanto riguarda le ripide salite che vanno affrontate con una buona preparazione sia tecnica che fisica.

La scalata al Monte Bianco, poi,  è un percorso esposto a rischi naturali che non possono essere sottovalutati come la caduta di massi, crepacci e valanghe, oltre alle condizioni climatiche estreme come la pioggia ed il brutto tempo. È essenziale quindi avere alle spalle un buon addestramento, partire con il giusto equipaggiato ed essere informato circa tutte le condizioni sulla scalata.

Dunque attenzione a pianificare il trekking nel modo giusto e a valutare in modo ponderato tutti gli aspetti di questa escursione per decidere se faccia al caso vostro oppure no.

Il percorso verso il Rifugio Gouter

La scalata al Monte Bianco, la via del Goûter

L’itinerario segue la Via del Goûter, affrontando circa 9 km per un tragitto che viene percorso in 2 giorni con soste intermedie presso vari rifugi. Si parte con il ritrovo a Courmayeur, per poi spostarsi in auto a Les Houches, la località di partenza della funivia Bellevue. Si salirà in seguito sul treno a cremagliera per raggiunge il Nid d’Aigle. Siamo già a quota 2372 metri. Inizia da qui la vera scalata verso il Monte Bianco con il percorso a piedi lungo il sentiero che ci conduce al rifugio Tête Rousse per una prima breve sosta a quota 3167 metri.

Dopo esserci rifocillati riprendiamo il nostro trekking affrontando l’ultimo tratto di salita della giornata, arrivando a 3819 metri. Ci fermiamo al famoso Rifugio Gouter dove si passa la notte.

Al mattino seguente la sveglia suona presto perché la partenza per il secondo giorno è ancora prima dell’alba. Ci si incammina intorno alle 2,00 per salire al Dôme du Goûter, si farà una breve sosta al rifugio/osservatorio Vallot per poi attraversare l’Arête des Bosses e giungere finalmente in cima al Monte Bianco e posare i piedi su i suoi 4810 metri.

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Francesca Bloise