Orrido di Botri
Orrido di Botri, Lucca (Foto di Alecobbe in licenza CC BY-SA 3.0)

La Riserva naturale dell’Orrido di Botri è uno di quei luoghi magnifici della natura italiana che, tuttavia, è privo della fama che merita.

Si tratta di una sorta di canyon, avvolto in una natura florida e rigogliosa, a tratti selvaggia, che definisce un’area naturale protetta ampia poco meno di 200 ettari nella provincia di Lucca. Il luogo, tutelato dallo Stato sin dal 1971, è delegato al controllo del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (già Corpo Forestale dello Stato) dei Carabinieri.

I motivi per i quali visitare l’Orrido di Botri

Da un punto di vista strettamente geofisico, l’Orrido di Botri è una profonda gola di natura calcarea che si è formata nel corso degli anni a causa della continua azione erosiva del Rio Pelago.

Visivamente questa riserva naturale appare come un maestoso e bellissimo canyon che si apre in uno scenario paesaggistico naturale di una bellezza suggestiva e che risulta particolarmente apprezzato dalla maggior parte degli escursionisti, non solo d’Italia ma anche d’Europa.

Le pareti della gola in alcuni tratti appaiono molto ripide e possono raggiungere un’altezza superiore ai 200 metri. L’interesse per queste gole è dovuto principalmente alla rara bellezza del paesaggio, dovuta non solo al particolare aspetto delle gole, ma anche per il fatto che le stesse risultano collocate all’interno di una zona particolarmente selvaggia, nella quale le foreste di faggi sono prevalenti e che in autunno donano a tutto l’ambiente circostante un caratteristico colore rosso acceso. Ovviamente tra le pareti della gola, si inserisce il torrente Rio Pelago che fornisce ancora maggiore bellezza all’ambiente e che diventa interessante anche dal punto di vista geologico e naturalistico.

Affinché questa porzione di territorio abbia potuto mantenere intatte molte delle sue caratteristiche naturali, fondamentale è stata l’opera del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste che ha fortemente voluto l’istituzione della Riserva Naturale; in tal modo la maggior parte delle specie floreali e faunistiche si sono potute conservare in maniera ottimale.

In particolare le specie floreali rappresentano un vero e proprio concentrato di biodiversità con alcune piante che sono molto rare; tra queste ad esempio dobbiamo menzionare la Pinguicola, una pianta insettivora con delle foglie violacee ma al tempo stesso viscose, che sono capaci di attirare piccoli insetti dei quali poi la pianta si ciba.

Ovviamente, un habitat naturale così ricco ha permesso anche a molte specie animali di riprodursi in maniera ottimale e di stabilirsi all’interno della riserva, come ad esempio l’aquila reale che nidifica, insieme a molti altri rapaci.

Consigli utili e informazioni

Orrido di Botri mappa

Le visite all’Orrido di Botri possono essere effettuate senza guida o con l’ausilio di un esperto nel periodo compreso tra i mesi di maggio e ottobre.

Il punto di ritrovo per l’inizio dell’escursione è a Ponte a Gaio che rappresenta anche l’unico accesso alla gola e dove si trova il centro di accoglienza del Corpo Forestale dello Stato e la biglietteria per poter effettuare l’escursione.

L’entrata nell’Orrido avviene attraverso la risalita del letto di un torrente, effettuando un percorso in diverse tappe ma che se viene completato fino al punto denominato Piscina, richiede circa 4 ore.

Le tappe

La prima tappa dell’escursione è Guadina, partendo da Ponte a Gaio dove si affronta il primo restringimento delle gole, lungo un tratto di circa 80 metri che richiede un tempo medio di percorrenza pari a 30 minuti.

In alternativa si può propendere per le Prigioni, sempre partendo da Ponte a Gaio, lungo un percorso di circa 500 metri che viene effettuato interamente nell’acqua e che può essere completato in circa 45 minuti; dalle Prigioni inizia poi un nuovo punto delle Gole chiamato Solco Grande.

Altro punto interessante da raggiungere con un’escursione guidata è il Salto dei Becchi, in circa 80 minuti. Si tratta di una piattaforma di origine calcarea che permette di ammirare i fenomeni erosivi intensi che hanno interessato l’area. Si tratta di un percorso particolarmente impegnativo che viene consigliato agli escursionisti con maggiore esperienza e a coloro che amano praticare trekking.

In poco più di 2 ore, infine, si può raggiungere il punto denominato Piscina che è anche l’ultimo autorizzato; inizia infatti da qui un percorso di tipo alpinistico che richiede il rilascio di specifiche autorizzazioni.

Per poter praticare questa escursione è consigliato avere una buona attrezzatura da trekking e in particolare delle scarpe che permettono di affrontare questo percorso in maniera adeguata. Il caschetto viene invece fornito all’atto dell’acquisto del biglietto.

Come arrivare

L’Orrido di Botri può essere raggiunto in due diverse modalità. Percorrendo la statale 12 fino a Bagni di Lucca, deviando poi per Tereglio e seguire le indicazioni; oppure sempre dalla statale 12 deviare per Montefegatesi e seguire le indicazioni per Ponte a Gaio.

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