L’Alta Via dei Giganti (Alta Via della Val d’Aosta n.1) rappresenta uno dei percorsi di trekking più impegnativi e gratificanti delle Alpi Occidentali. Tra i suoi numerosi tratti, quello che collega il Rifugio della Barma a Gressoney-Saint-Jean offre un’esperienza di alta montagna completa, caratterizzata da ambienti selvaggi e significativi dislivelli. Questo percorso, che collega due punti della Valle d’Aosta, mette alla prova l’escursionista, richiedendo preparazione fisica e una buona conoscenza delle tecniche di cammino in quota.
Lasciando la Val di Cogne, ci si addentra progressivamente verso l’imponente massiccio del Monte Rosa, transitando attraverso passi alpini elevati e valli remote. L’arrivo a Gressoney-Saint-Jean, infine, segna l’incontro con la cultura Walser, offrendo un meritato riposo in un contesto storico-architettonico di pregio. Prepariamoci a esaminare nel dettaglio le caratteristiche tecniche, i punti di maggiore interesse e i consigli pratici per affrontare con successo questo cruciale tratto dell’Alta Via 1.


[foto @Giovanni Del Curto/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Dopo aver percorso la Via dei Giganti da Donnas a Sassa e poi al Rifugio della Barma, si ritorna verso valle, ovvero gli alpeggi di Pierre Blanche e il Colle di Marmontana, a 2.348 metri.
Si procede per il vallone di Tourison, si scende con rapidi tornanti verso la piana del Lago Chiaro e verso valle per l’alpeggio di Mianda. Qui si sale di nuovo verso i 2.340 metri della rocciosa Crenna dou Leui, superata la quale si scende fino a una zona di pietraie. Da qui ricomincia un certo sali-e-scendi, con laghetti e rocce montonate, nate dal ritiro dei ghiacciai. Si risale fino ai 2.185 metri del Colle della Vecchia, valico alpino che si chiama così perché ci visse fino alla vecchiaia una donna, in seguito all’uccisione del suo promesso sposo.
Con comode scarpe da trekking si scende ancora verso Niel. Ci si arriva superando un tratto scavato nella roccia, si sale e si attraversa un bosco fino ai 1.803 metri dell’Alpeggio di Grignatz Desor. Attraversato un torrente, ci si ritrova nell’abitato di Kocia. Si supera un fitto bosco di conifere e un ponte in legno, poi, per giungere al paese Walser di Niel.
Lungo la strada ci sono una serie di alpeggi, da Niel fino a quello di Stòvela. Si prosegue con pendenza ripida fino al sentiero più pianeggiante verso il Laghetto di Grekij. Mantenendo la sinistra, si raggiungono i 2.400 metri del Colle Lazouney, una zona di dossi, pianure e torbiere; a questo punto, si visita la seicentesca cappella del villaggio di Ober Lòo e, attraversato il torrente, si arriva all’alpeggio omonimo, a quota 1.875 metri. Si scende ripidamente verso un altro tipico villaggio Walser, Lommatto e la frazione di Steina, percorrendo un tratto di strada regionale e uno sterrato a lato del torrente Lys, verso l’area dove iniziano le piste da sci del Weissmatten.
Ancora prati, mulattiere e prati fino all’ingresso di Castel Savoia, dove alla fine del 1800 la sovrana Margherita di Savoia era solita trascorrere la villeggiatura. Per raggiungere la tappa finale, cioè la piazza di Gressoney-Saint-Jean, si intraprende la pianeggiante Passeggiata della Regina.
Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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