In primavera puoi vedere il suo campanile sommerso: la storia incredibile di questo bellissimo lago

Alessandro Cipolla  | 17 Mag 2026

Al Lago di Vernago difficilmente ci si capita per caso. Siamo in una delle parti meno note – e turistiche – dell’Alto Adige, anche se stiamo parlando di una zona dall’incredibile bellezza paesaggistica e naturale. Questo lago infatti si trova in Val Senales, una valle laterale della Val Venosta che dalle vicinanze di Merano punta dritta verso l’Austria. Qui ci sono pochi centri abitati – il comune di Senales di cui Vernago è una frazione in totale fa poco più di mille abitanti -, ma a regnare è la montagna e una natura verdeggiante. Insomma, se volete passare una giornata in un contesto alpino quasi incontaminato e lontano dagli itinerari turistici più gettonati, allora prendete nota perché questo è il percorso che fa per voi.
Qui infatti non ci si annoia di certo. La valle è circondata dal Gruppo di Tessa e dalle Alpi dell’Ötztal, offrendo ai visitatori paesaggi alpini mozzafiato, aria pulita e soprattutto oltre 240 chilometri di sentieri escursionistici. Adesso però è il momento di parlare un po’ del Lago di Vernago. Si tratta di un bacino artificiale alimentato dal Rio Senales, celebre per il suo colore smeraldo e per essere circondato da boschi e più in alto da montagne. Siamo a quasi 1700 metri di altitudine, in molti arrivano qui per pescare però non è consentito fare il bagno. Ci sono poi due storie molto particolari legate a questo luogo.
I lavori di realizzazione del lago portarono all’innabissamento di otto masi e del campanile della settecentesca chiesetta di Leiter. Soprattutto in primavera quando il livello delle acque è basso, ecco che è possibile scorgere il campanile della vecchia chiesa emergere dalle acque. La Val Senales però è celebre anche per il ritrovamento tra i suoi ghiacciai della mummia Ötzi,  risalente al Neolitico ovvero circa 5.300 anni fa.

Trekking al Lago di Vernago

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 4:23 ore
  • Distanza: 11,9 km
  • Dislivello: 530 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Senales

Mappa

Il percorso

Questo percorso ad anello attorno al Lago di Vernago ha alcuni tratti impegnativi ed è importante avere le calzature adatte ai piedi. La partenza di quest’itinerario escursionistico è da Madonna, una delle frazioni di Senales. Da qui occorre fare circa due chilometri tutti in salita – le pendenze però non sono proibitive – per arrivare nella zona della diga del lago dove ha inizio il nostro anello.

Si procede così inizialmente verso sud in un tratto ombreggiato perché siamo nel bosco che si affaccia sullo specchio d’acqua, ma di certo non manca la vista panoramica del Lago di Vernago. Il sentiero è comodo e ben segnalato, inoltre è frequente qui incontrare le vigogne e le mucche che pascolano vicino alle rive. Come detto, se l’acqua è poca poi c’è la possibilità anche di scorgere il campanile sommerso che spunta dalle acque.

La bellezza del Lago di Vernago

Quando il sentiero incontra il torrente ecco allora che c’è il passaggio sul ponte sospeso sul Rio Senales. Si tratta di un ponte in legno in stile tirolese, senza dubbio uno dei momenti più emozionanti – e adrenalinici quando l’acqua sotto scorre impetuosa – di tutto il percorso. Dopo il ponte c’è la parte più impegnativa dell’itinerario: uno strappo non troppo lungo, ma con pendenze che possono arrivare a sfiorare il 20%. Intorno però c’è la possibilità di ammirare diverse cascatelle.

Arrivati sul punto più alto del percorso a quota 1950 metri, ecco che la vista diventa fantastica. Una pausa – e una bella fotografia – qui è d’obbligo, con il lago che può essere ammirato in tutta la sua bellezza. A questo punto la strada è tutta in discesa e si percorre la sponda settentrionale del lago fino ad arrivare all’abitato di Vernago, piccolo e caratteristico. Da qui poi si conclude l’anello: a questo punto non resta che percorrere a ritroso il tratto iniziale fino ad arrivare al parcheggio del punto di partenza.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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