I rifugi del Gran Sasso, dove fermarsi durante un’escursione sul Tetto degli Appennini

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Gran Sasso: ecco i rifugi più adatti al trekking

Il Gran Sasso è, con i 2912 metri di altitudine del suo Corno Grande, la vetta più alta degli Appennini.

Si trova nel grande Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, che coinvolge tre regioni, Abruzzo, Lazio, Umbria, 5 province (L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Ascoli Piceno) e 44 comuni.

Vari i paesaggi e la geologia, arenarie e marne sui Monti della Laga, calcari e dolomie sul Gran Sasso e sui Monti Gemelli.

Un mosaico di paesaggi tra di loro molto diversi ed emozionanti i con flora e fauna unici, spesso relitti dei periodi glaciali. Il Gran Sasso, del resto, ha una fisionomia tipica di habitat alpino, con cime aguzze, guglie, pinnacoli, morene, valli profondamente incise e modellate dal glacialismo dell’era quaternaria, quella cui appartiene la comparsa dell’uomo.

Gran Sasso, il complesso roccioso più “alpino” degli Appennini

Qui ci sono anche altopiani carsici e quel che resta del ghiacciaio più meridionale d’Europa, il Calderone, posto appena sotto il pendio settentrionale del Corno Grande a quota 2775.

Tra i luoghi davvero particolari, l’altopiano di Campo Imperatore, dalle dimensioni gigantesche, a una quota variabile tra i 1500 e i 1900 metri, con una lunghezza di circa venti chilometri e una larghezza che varia dai tre ai sette chilometri: pendii dolci, pianure alluvionali di origine lacustre, morene, circhi glaciali, pareti rocciose, brecciai, fiumare, pascoli, delimitati dai picchi suggestivi del complesso del Gran Sasso, come il monte Portella e il Corno Grande, in un territorio che è stato definito il “Piccolo Tibet”, freddo in inverno, fresco in estate, arido su creste e dossi.

Il Gran Sasso, il tetto dell’Appennino, da vivere in tutta la sua biodiversità, presenta diversi rifugi dove ritemprarsi, godendo dei suoi panorami incredibili. Ecco i più famosi.

Il Rifugio Duca degli Abruzzi

Si trova a quota 2388 metri, sulla cresta di Monte Portella, a ridosso del Corno Grande e delle principali vette del massiccio. Si raggiunge partendo dall’albergo di Campo Imperatore, provincia de L’Aquila, in circa tre quarti d’ora di salita non difficilissima, oppure dalla località Prati di Tivo, Teramo, in 4 ore.

Di proprietà del CAI di Roma (che l’ha costruito nel 1908, ristrutturandolo più volte negli anni), in estate apre tutti i giorni dal 1 giugno al 30 settembre; da maggio e ottobre solo nei weekend se le condizioni meteo sono accettabili. In inverno l’apertura è solo su prenotazione per un minimo di 10 persone. Da segnalare che rimane sempre a disposizione il locale di emergenza con 3 cuccette fornite ciascuna di materasso e coperte.

Gli ospiti vi trovano due camere: una con 15 posti su letti a castello, l’altra con 9 posti su tavolato in legno. Per ciascun posto letto ci sono materassi, trapunte e coperte. Da ricordare l’obbligo di sacco lenzuolo o sacco a pelo personali per motivi igienici.

Non c’è la possibilità di doccia, poiché l’acqua (non potabile riservata per la cucina e i servizi) è economizzata al massimo; presenti riscaldamento, energia elettrica da rete, Wi-Fi gratuito. Anche per chi non si ferma a dormire ci sono bar e ristoranti con cucina tipica con ricette abruzzesi, fino a un massimo di 30 coperti.

Il Rifugio Giuseppe Garibaldi

A una quota di 2230 metri di altezza, nella conca di Campo Pericoli, è il più antico rifugio del Gran Sasso, costruito nel 1886. Dalla struttura si arriva in vetta al Corno Grande in circa due ore e mezza. Si raggiunge in un’ora dall’hotel di Campo Imperatore e in tre ore dai Prati di Tivo.

Proprietà del CAI de L’Aquila, non ha l’acqua, può ospitare circa 15 persone, nei due locali con ingresso separato. Uno è il locale d’emergenza, sempre aperto, con due brande metalliche a muro ribaltabili e un soppalco di  legno e ferro.

L’altro ha quattro brande metalliche a muro ribaltabili complete di materassi e coperte, una branda a terra, una stufa a cherosene, attrezzature per cucinare e sedersi. Altri 10 posti letto sono disponibili nel soppalco in ferro e legno. Sul tetto, chiuso da una botola metallica, c’è il cosiddetto “passo d’uomo” cui si può accedere in inverno con tanta neve.

Il Rifugio Carlo Franchetti

A 2433 metri di altezza, gestito dal CAI di Roma, è il rifugio più elevato del Gran Sasso, costruito nel 1959. Si trova sul crestone che divide in due il Vallone delle Cornacchie. Aperto in estate da inizio giugno a fine settembre e da ottobre a maggio solo su prenotazione nei giorni festivi e nei fine settimana.

23 i posti letto a castello a disposizione in due camerate comuni. Tra i servizi, telefono di emergenza attivo anche nei periodi di chiusura, acqua corrente proveniente dal ghiacciaio del Calderone, ristoro e cucina, riscaldamento a termoconvettori a gas. Il bagno è all’esterno del rifugio con acqua corrente solo fredda. Non c’è possibilità di docce.

Parole “vietate” con ironia: un cappuccino tiepido senza schiuma, minestrone senza pasta, caffè ristretto macchiato, birra alla spina, il mio bambino vuole il budino…

L’Albergo di Campo Imperatore

Non è un rifugio, d’accordo, ma lo vogliamo citare perché, posto a 2130 metri di altezza, è luogo di partenza per le tante escursioni sul versante occidentale del Gran Sasso.

Costruito nel 1934, nove anni dopo vi fu imprigionato Benito Mussolini, liberato poi dai nazisti a bordo di alianti: ha 50 stanze (non ampie per permettere un miglior rendimento termico, con arredamenti e servizi spartani) e mantiene la sua atmosfera vintage.

Lo si raggiunge con una apposita strada asfaltata oppure in caso di neve attraverso la funivia di Fonte Cerreto.

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