Camminare allunga la vita: tutti i benefici del trekking

Trekking, i benefici
Trekking, i benefici

Un’attività adatta a tutti che si rivela un tocca sana per il corpo e la mente, diventando una sorta di elisir di lunga vita.

L’attività fisica fa bene, lo sappiamo tutti. Praticare degli sport e allenarsi regolarmente è un toccasana per il nostro organismo e lo è anche il trekking. Camminare fa bene e allunga la vita e farlo all’aria aperta, immersi nella natura, tra un sentiero e l’altro, respirando aria pulita non può che amplificare i benefici del camminare. L’esercizio fisico è dunque una sorta di elisir di lunga vita, ma questo non è certo una novità.

Fare escursioni e gite fuori porta costituisce un’attività fisica a tutti gli effetti, alla portata di tutti e che spesso si fa senza troppa fatica. Camminare fa bene a tutte le età, anche quando il fisico non è nelle condizioni ottimali. Le lunghe camminate apportano grandi benefici sia al corpo che alla mente, influendo positivamente tutto l’organismo. Diversi gli studi scientifici che lo dimostrano, specificando che praticare trekking allunga la vita e che gli effetti positivi sono tutt’altro che immaginari. Molto meglio l’allenamento all’aria aperta rispetto a quello tra le quattro mura di una palestra. Il più recente degli studi, quello dell’Università di Saarland, in Germania, sottolinea come bastano 25 minuti di camminata al giorno per allungare la vita di ben 7 anni.

Ma quali sono, nello specifico i benefici che il trekking e l’escursionismo apportano al nostro organismo? Scopriamoli insieme!

Trekking, elisir di lunga vita

Il trekking ed i benefici psicologici

Quando parliamo di benefici del trekking non ci riferiamo solo a quelli fisici (che vedremo in seguito) ma anche a quelli psicologici. Ebbene sì, la positività del trekking è dimostrata anche a livello psichico. Una bella passeggiata, meglio se in montagna o tra la natura, rende le persone più tranquille e rilassate. Il trekking è un efficace e potente anti-stress. Camminare all’aria aperta stimola la produzione dell’endorfina e della serotonina, gli ormoni del benessere, riducendo contestualmente anche i livelli di cortisone nel sangue. Camminare in mezzo al verde ed in compagnia di altre persone allontana lo stress della routine quotidiana, l’ansia e la depressione; stimola i sentimenti positivi come solidarietà e condivisione che nascono dallo stare insieme ed affrontare un percorso comune, creando una certa propensione all’attività fisica.

Insomma un benessere psicologico condiviso che nasce semplicemente dal fare una bella escursione in compagnia di altre persone. Ma la forza del trekking non si ferma qui. Camminare, infatti, fa stare bene anche perché aumenta i livelli di attenzione, della serotonina, conosciuta come ormone della felicità e della creatività. Ebbene sì, camminare stimola la creatività: muoversi, alzarsi dalla sedia ed uscire fuori aiuta a trovare una soluzione creativa ai problemi; aiuta a sbrogliare la matassa quando sembra che non ci sia una via d’uscita. E il potenziamento della creatività è tanto maggiore quanto più la camminata esce dagli schermi, tanto più è outdoor.

Trekking, tutti i benefici

Trekking, la fonte del benessere fisico

E veniamo adesso, invece, ai benefici fisici. Come dicevamo è risaputo che camminare fa bene ma su quali fattori il trekking influisce positivamente? Iniziamo dagli occhi, la parte del corpo che pochi nominano. Nella società moderna i nostri occhi sono costantemente sottoposti alla luce artificiale e di questo ne soffrono parecchio. Li affatica non poco e li espone a piccoli e grandi fastidi. Dunque ogni tanto è bene staccare, far riposare gli occhi e, in un certo qual senso fargli respirare, dargli una “bella boccata di luce naturale”, camminando tra la natura e guardandosi intorno.

Camminare regolarmente diminuisce la pressione arteriosa e il colesterolo, in questo modo il rischio di malattie cardiovascolari si riduce fortemente. Ed ancora il trekking è un toccasana contro il diabete perché lo controlla e, soprattutto, lo previene. Il trekking è, infatti, uno strumento di prevenzione, per chi non ne soffre ma anche un’attività terapeutica per chi deve tenere sotto controllo i livelli di glucosio che, con il movimento, diminuiscono significativamente.

Fare trekking regolarmente potenzia, inoltre, il funzionamento dell’apparato cardiovascolare, perché tiene attiva l’elasticità dei vasi sanguigni prevenendo le malattie cardiovascolari. E poi ancora, fortifica l’apparato respiratorio perché camminare in un ambiente sano e pulito stimola una migliore ossigenazione dei tessuti.

Ma non abbiamo ancora finito. Il trekking è un’attività aerobica e quindi stimola la produzione dei globuli rossi, concedendo ai muscoli un maggiore apporto di ossigeno che allontana, così, la fatica dell’attività fisica. In ultimo, come fattore certamente da non trascurare, il trekking migliora il tono muscolare e quindi è un ottimo alleato per un fisico sempre in forma. L’escursionismo, senza volerlo, rassoda  e tonifica le gambe,  i glutei e gli addominali. Le fibre muscolari e le articolazioni si rinforzano mantenendo alto il grado di elasticità di tendini e legamenti. Anche le ossa ne escono fortificate, allontanando il rischio dell’osteoporosi. Camminare per lunghi tratti permette, inoltre,  di bruciare molte calorie eliminando il grasso in eccesso.

Siete ancora convinti che fare trekking non faccia bene? Basta solo provare per credere!

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Francesca Bloise