Le declinazioni delle scarpe da montagna


Sin dai tempi più antichi l’uomo ha amato le sfide. Il superamento del limite, che aumenta la conoscenza sia di se stessi che del mondo circostante fa di ogni uomo un novello Ulisse. Il superamento del limite ha portato al progresso, ha ampliato la conoscenza, migliorato le abilità umane. Ciò che ha reso l’uomo un esploratore è la scoperta di mondi lontani e diversi dal quotidiano. Da sempre l’anelito alla scoperta e all’aumento della conoscenza hanno permesso di esplorare il mondo finora conosciuto. Forse è per questo che ancora oggi il trekking o l’hiking riscuotono sempre più consensi.

Chi si approccia per la prima volta a questo mondo avrà sicuramente difficoltà nella scelta dell’abbigliamento più adeguato. Se è vero che le prime donne hanno scalato il Monte Bianco con le gonne di crinolina, il busto e le scarpe da donna con i chiodi sotto, oggi un abbigliamento adeguato fa la differenza. Se ci si iscrive ad un corso base di escursionismo, così come ad altri corsi che riguardano la montagna, la prima lezione che viene tenuta parla di abbigliamento. Questo ci deve far riflettere sulla sua importanza. Una delle parti più importanti dell’abbigliamento sono sicuramente le scarpe. La differenza tra una buona suola, studiata e pensata solo per terreni accidentati, rispetto ad una più economica o non adeguata fanno la differenza tra una buona uscita e un’uscita pericolosa. Quello che in gergo viene chiamato grip, ovvero la capacità di aderenza e tenuta, ha lo scopo di assicurare al piede dell’escursionista un passo saldo riducendo la possibilità di scivolamento. Ma perché è così importante questo aspetto? Perché cadere in montagna può avere dei risvolti anche molto negativi.

Entrando in un negozio specializzato, che sia una grande catena di distribuzione o un piccolo negozio di settore o ancora un sito di e-commerce, ci si può sentire smarriti di fronte alla grande vastità dell’offerta.

Oltre alle marche più a buon mercato, ci sono realtà che hanno fatto dello studio dei materiali e dell’aumento delle performance sportive un loro vanto.

Innanzitutto va detto che non esiste un solo tipo di scarpa da montagna. Quello che una volta era semplicemente uno scarpone da montagna oggi ha molte declinazioni. Per scegliere dobbiamo interrogarci su come vogliamo utilizzare la scarpa, su quale terreno ed in quale stagione. Uno scarpone invernale sarà diverso da uno estivo. Un modello più protettivo sarà più pesante rispetto ad un modello meno protettivo ma più performante. Ma andiamo per gradi.

Esistono i classici scarponi chiamati in gergo quattro stagioni. In genere sono in pelle o tessuto sintetico impermeabile e traspirante, alti sulla caviglia per proteggerla. La loro funzione è tenere al caldo i piedi, all’asciutto, proteggere da urti accidentali con rami o pietre. Se vengono utilizzati in inverno devono dare la possibilità di ancorare altri strumenti come le ciaspole o i ramponi. In genere sono rigidi per evitare la torsione della caviglia su terreno accidentato.  A questi si affiancano scarponi più tecnici che vengono utilizzati solo in ambiente innevato. Questi hanno materiali che permettono un maggiore calore ed una grande traspirabilità, e sono ramponabili o semiramponabili. Cosa significa? Hanno una struttura che permette di calzare i ramponi con grande velocità e sicurezza. Questo tipo sono utilizzati solo in alcune condizioni e da escursionisti esperti.

Per chi desidera invece stare più comodo oggi sono presenti molti modelli che visivamente ricordano le scarpe da ginnastica, ma non dobbiamo sottovalutare l’aspetto tecnico dato dalla grande esperienza delle case produttrici.

Nel guardare in tv il Giro d’Italia, la più importante corsa a tappe italiana e una delle più prestigiose al mondo, si poteva notare che venivano indossate delle scarpe leggere e basse del marchio SCARPA. Anche quest’anno fornitore ufficiale del Giro d’Italia, ha dotato tutto lo staff di una particolare calzatura ideata per il trail running, come la Ribelle Run GTX. Ecco quindi che se ci si vuole avvicinare ad una corsa in montagna o ad una passeggiata su terreno accidentato, sterrata o percorso misto queste sono le calzature più indicate perché la leggerezza riduce la fatica.

Stesso concetto di comodità se invece prendiamo in esame scarpe che vengono viste ai piedi di molti camminatori cittadini, come le iconiche Mojito. L’allacciatura che si estende fino in punta, derivata dal mondo dell’arrampicata, permette di assecondare la calzata alle varie forme del piede garantendo una grande comodità. Oggi le troviamo ai piedi di chi voglia stare comodo in città, fare un trekking urbano o per il tempo libero. 

Altro discorso se dobbiamo portare dei pesi. Un gita di un giorno o meno, con uno zaino leggero, ci consentirà di poter indossare delle scarpe più leggere e comode. Un’uscita di più giorni su terreni tecnici ma soprattutto con uno zaino pesante, necessita di una scarpa o meglio di uno scarpone che dovrà garantire maggiore supporto sia alla colonna che alle caviglie, unito all’ammortizzamento necessario.

La riflessione più importante che bisogna quindi fare è la scelta dell’obiettivo e successivamente la scelta della calzatura ideale, sicuri che un modello che si adatti alle nostre esigenze non sia così difficile.

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