Ci sono escursioni che, già dalla partenza, fanno capire che non sarà una camminata qualunque. L’anello del Lago Verney e del Lago Verney Supérieur, sopra La Thuile, è uno di quei trekking che uniscono bellezza e impegno reale, in un ambiente severo e spettacolare della Valle d’Aosta. È un itinerario da affrontare con preparazione, soprattutto se si cercano panorami autentici d’alta montagna senza sottovalutare il terreno.

Il punto di partenza è il Colle del Piccolo San Bernardo, valico storico al confine con la Francia e base molto comoda per iniziare l’escursione. Da qui si sviluppa un itinerario ad anello di circa 9,46 km, con un dislivello di quasi 500 metri e un tempo medio vicino alle 4 ore. La classificazione del percorso è impegnativo, ed è bene dirlo con chiarezza: non è una passeggiata per principianti.
La quota, il fondo irregolare e alcuni passaggi delicati richiedono abitudine a camminare in montagna, buon passo e attenzione continua. Anche se la lunghezza non è eccessiva, il contesto alpino sopra i 2000 metri rende la fatica più costante e la progressione meno lineare di quanto i numeri possano far pensare.
Il sentiero entra quasi subito in un ambiente di alta quota, tra pascoli, rocce e zone moreniche che danno al trekking un carattere decisamente alpino. Il primo riferimento naturale è il Lago Verney, grande specchio d’acqua glaciale che accompagna la parte iniziale del percorso. Salendo, si raggiunge il Lago Verney Supérieur, situato a circa 2283 metri, uno dei punti più suggestivi dell’anello.
È proprio tra il primo e il quarto chilometro che si concentrano i tratti più delicati, con segmenti esposti e tecnici che richiedono piede sicuro, concentrazione e prudenza, soprattutto se il terreno è bagnato o la visibilità peggiora. Pietre mobili, fondo irregolare e passaggi stretti possono rallentare molto l’andatura. In questo tratto l’escursione mostra il suo lato più esigente e non va banalizzata.

Nella seconda parte dell’anello il paesaggio si apre in modo ancora più ampio e regala uno dei momenti più belli dell’escursione, soprattutto in prossimità del Lago di Tormotta. Qui lo sguardo corre verso il Monte Bianco, con visuali molto estese che nelle giornate limpide rendono questo tratto particolarmente memorabile. Intorno compaiono pietraie, piccoli specchi d’acqua glaciali e profili rocciosi che accentuano il carattere essenziale del luogo.
A colpire non è solo il panorama, ma anche il silenzio, rotto quasi soltanto dal vento e dall’acqua. La quota elevata, superiore ai 2000 metri per buona parte del percorso, rende l’ambiente più severo e spoglio, ma proprio per questo molto intenso. È un trekking che ripaga con scenari forti, conquistati però passo dopo passo.

Per affrontare bene questo itinerario servono scarponi da montagna, abbigliamento tecnico adatto ai cambi di temperatura e una buona scorta di acqua. Il meteo va controllato con attenzione prima di partire, perché in quota il tempo può cambiare rapidamente e trasformare i passaggi rocciosi in tratti molto più insidiosi. Nebbia, temporali, vento forte o neve residua aumentano in modo netto la difficoltà, soprattutto nei settori esposti.
La stagione migliore va da fine giugno a settembre, quando il percorso è in genere più accessibile e i laghi sono completamente liberi dal ghiaccio. Anche in estate, però, questo resta un anello per escursionisti esperti, da affrontare con prudenza e senza fretta. Chi lo sceglie trova un itinerario bello e concreto, ma anche una montagna che chiede rispetto.
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