Rappresenta una delle tappe più caratteristiche per chi cerca l’immersione nell’ambiente alpino più autentico. Stiamo parlando del tratto sull’Alta Via dei Giganti che, da Sassa, conduce al Rifugio Barma. Partendo da Sassa, piccola frazione del comune di Lillianes, si lascia definitivamente la fascia di mezza montagna per raggiungere le quote più elevate. Il sentiero si sviluppa attraverso un ambiente vario, tipico della Valle d’Aosta.
Dopo un primo tratto in salita che permette di superare rapidamente il limite degli alberi più fitti, il percorso si snoda tra pascoli alpini e zone dove la vegetazione è più rada, offrendo una camminata costante e ritmata. L’obiettivo è raggiungere la conca che ospita il Rifugio Barma, un punto logistico fondamentale e accogliente. Questa tappa è meno incentrata sul panorama dei “Giganti” e più sull’esperienza del cammino in sé, offrendo la soddisfazione di un dislivello ben gestito. È un tratto essenziale, che unisce l’inizio della valle alla sua parte più selvaggia, ponendo le basi per le esplorazioni successive. Andiamo, dunque, a scoprirne di più.

Muniti di scarpe da trekking, si parte per questa che è la tratta di una delle tappe più corte, la seconda sull’Alta Via dei Giganti. Dopo aver vissuto l’esperienza del percorso che da Donnas porta a Sassa, si attraversa il torrente Giassit, costeggiandolo fino alla località Revers.
Qui, all’altezza del ponte in pietra che attraversa il torrente, c’è da vedere la miniera d’oro, da cui si estraeva il prezioso metallo nei primi anni del 1800. Serve una torcia per entrare! Si prosegue per la località Moline e si raggiunge una strada sterrata fino al primo tornante, da dove sale il sentiero verso il Col Giassit. Siamo a oltre 2 mila metri e si toccano le località di Pian da Rouza, Larpit e Le Stret.
Si percorre tutta la conca del Giassit fino al colle omonimo, dove c’è un’imponente croce di legno risalente al 1954. Si prosegue con leggera salita verso la conca di Béchéra, raggiungendo il Colle della Lace, alto 2.120 metri; è un valico che collega questa zona con la Valle dell’Elvo nel Biellese e il Vallone di Trovinasse nel Canavese. Il sentiero, inoltre, costeggia il lato biellese del Mont Roux, tra piccoli valloni, salite e discese, che avvicinano ai 2320 metri del Mont Bechit, verso il Colle dei Carisey, e alla cresta erbosa che porta al Rifugio Coda. Il punto più alto è a 2.246 metri, mentre il più basso a 1.676 metri, nel comune di Fontainemore.
La terza tappa parte dal Rifugio Coda. Si arriva al lago Goudin, da dove si scende con tornanti verso l’Alpe Serrafredda e, tra pascoli e boschi, fino all’Alpe Goillas attraversando l’omonimo torrente e raggiungendo l’Alpe Leretta. Da questo punto, poi, si risale tra prati e si prosegue con un sali-e-scendi tra boschi di conifere e pascoli, per arrivare agli alpeggi di Crêt Damon e Lion, a 1.911 metri di altitudine. Lasciata questa zona, si gira a sinistra verso un bosco ripido fino al Lago Vargno, da cui si riprende a salire, in un tratto che viene anche percorso durante la processione per il Santuario di Oropa e conduce alla Riserva Naturale del Monte Mars.

In questa area si incontrano ambienti vari, non solo alpeggi, pietraie, praterie ma anche piccoli bacini lacustri, come Lac Long, specchio blu allungato, a 2.720 metri di altezza. Superato un dosso roccioso, ecco la conca del Lago della Barma, incantevole luogo costellato da laghetti più o meno grandi. La meta è il bacino più grosso e la struttura del Rifugio Barma, a 2.062 metri. Da qui, infine, sulla Via dei Giganti dal rifugio Barma a Gressoney- Saint-Jean, è possibile effettuare un altro tratto meraviglioso del percorso.
Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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