Un percorso ad anello che offre delle viste meravigliose sui laghi circostanti: si trova in Lombardia ed è alla portata di tutti

Fabio Belmonte  | 13 Mag 2026

Se cercate un’uscita semplice da organizzare ma non del tutto banale, il Sentiero ad anello del Monte Pelada è una proposta da tenere in considerazione nel Varesotto. Siamo a Comabbio, in provincia di Varese, in un contesto verde e raccolto, dove il cammino conta più dell’effetto scenico. È un itinerario breve, concreto, adatto a chi vuole staccare per qualche ora e capire bene cosa aspettarsi prima di partire.

Il percorso misura 6 chilometri, richiede circa 1 ora e 47 minuti e presenta un dislivello di 177 metri. Numeri contenuti, certo, ma sufficienti per distinguere questa uscita da una passeggiata piatta. La partenza e l’arrivo coincidono con un parcheggio nei pressi di Comabbio, dettaglio che semplifica l’organizzazione e rende l’anello adatto anche a una mezza giornata libera.

Sentiero ad anello di Monte Pelada

Scheda tecnica

Punto di partenza: Parcheggio, nei pressi di Comabbio
Punto di arrivo: Parcheggio, percorso ad anello
Durata: 1 ora e 47 minuti circa
Distanza: 6,00 km
Dislivello: 177 metri circa
Difficoltà: intermedia

Mappa

Un anello breve vicino a Comabbio

Il Sentiero ad anello del Monte Pelada si sviluppa nei pressi di Comabbio, provincia di Varese, e ha caratteristiche chiare già sulla carta: distanza 6 chilometritempo stimato 1 ora e 47 minuti e dislivello 177 metri. La classificazione escursionistica di media difficoltà aiuta a leggere bene il percorso: non è una passeggiata piatta, ma nemmeno un itinerario tecnico. Richiede passo regolare, scarpe adatte e un minimo di abitudine a muoversi su fondo naturale.

Un aspetto pratico molto utile è la partenza e arrivo dal parcheggio, che rende l’anello facile da gestire anche per chi arriva in auto e vuole evitare problemi logistici. In questo senso è una camminata da mezza giornata, lineare nell’organizzazione e abbastanza varia da non risultare monotona.

Il contesto del Lago di Comabbio

Gran parte dell’interesse dell’escursione sta nel territorio in cui si inserisce. Il percorso si muove infatti in un’area vicina al Lago di Comabbio di origine glaciale, elemento geografico che definisce il paesaggio locale. Qui non bisogna aspettarsi grandi quote o ambienti di alta montagna: il valore del posto è più sobrio e sta nell’equilibrio tra boschi, rilievi contenuti e presenza dell’acqua.

Il lago accompagna la lettura dell’itinerario anche quando non è sempre in primo piano, e contribuisce a dare identità a una zona conosciuta pure per la pesca. Va fatta però una precisazione utile: questo è un sentiero apprezzato soprattutto per la tranquillità del percorso, non per vedute eccezionali. Chi parte con aspettative realistiche trova un ambiente piacevole, silenzioso e coerente con il carattere discreto della fascia prealpina varesina.

I punti di interesse lungo il percorso

L’anello non è carico di attrazioni, ma propone alcuni riferimenti ben riconoscibili. Nei pressi dell’avvio si incontra il Murale degli Amanti a Comabbio, un elemento che lega subito il cammino al paese e introduce la parte più naturale dell’escursione. Più avanti si raggiunge il punto panoramico sul Lago di Comabbio dal Monte Pelada, probabilmente il passaggio più atteso del giro. Anche qui conviene essere concreti: si tratta di un affaccio gradevole sul bacino, non di una terrazza spettacolare.

La nota più onesta da tenere presente riguarda proprio l’assenza di panorami alpini spettacolari. Il percorso funziona meglio per chi apprezza il bosco, i cambi di luce, il ritmo della salita breve e il senso di quiete, più che per chi cerca un’escursione costruita su grandi aperture visive.

Prima di mettersi in cammino conviene interpretare bene i dati tecnici. I 177 metri di dislivello rendono il tracciato movimentato, mentre il tempo stimato 1 ora e 47 minuti si riferisce a un’andatura abbastanza continua. Se ci si ferma per foto, pause o osservazione del paesaggio, i tempi si allungano senza difficoltà particolari. Il fondo può cambiare in base alla stagione e, dopo la pioggia, alcuni tratti possono risultare più scivolosi; per questo sono consigliabili scarpe con buona aderenza. Il sentiero resta adatto a chi cerca un’escursione breve e leggibile, senza impegno eccessivo ma con caratteristiche da vero percorso naturale. La presenza del parcheggio all’inizio e alla fine semplifica tutto.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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