Graz, la città di Schwarzy

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Vista di Graz dallo Schlossberg

Sono rientrata da Graz, proprio prima che venisse introdotto il lockdown, senza quasi nemmeno rendermene conto, ma andiamo con ordine, e partiamo dall’inizio.

Ho deciso di recarmi nella seconda città più importante dell’Austria, innanzitutto per andare a trovare una persona e secondariamente per concedermi qualche giorno all’estero.

Non ero mai stata nel capoluogo stiriano, e prima di partire mi sono informata sulle norme e restrizioni anti Covid che in Austria cambiano repentinamente da un giorno all’altro. Ho tralasciato appositamente sul cosa visitare, ed ho preferito lasciarmi sorprendere.

Appena arrivata, essendo già tardo pomeriggio, sono salita allo Schlossberg, il « montecastello », una rocca dolomitica alta 474 m.s.l.m. che si erge sulle rive del fiume Mur, per ammirare un coloratissimo tramonto autunnale al di sopra delle colline e degli antichi tetti rossi del centro storico, per poi ridiscendere a piedi, al crepuscolo, la scalinata che passando attraverso magnifici giardini arriva in una piazza cittadina.

I giorni seguenti li ho passati passeggiando tra le strade della Graz storica e moderna, ammirando la moderna e bizzarra isola galleggiante sul fiume, l’aliena Kunsthaus, il gotico – barocco  Duomo, la prestigiosa università, il centro storico decretato Patrimonio Culturale Mondiale, e altro ancora.

Ho trascorso le ore, immersa in quest’atmosfera autunnale cittadina, facendo delle rigeneranti pause per gustare una buonissima torta sacher con del tè. A parte questo dolce viennese, famoso in tutto il paese, c’è un vasta gamma culinaria, in ottimi ristoranti con cucina tradizionale della Stiria, dove si pranza o si cena, suddivisi in stube intorno a robusti tavoli in legno. Ovviamente per me, essendo vegetariana, la scelta è stata un po’ più limitata, ma ho potuto assaggiare comunque dei deliziosi piatti tipici di Graz, come la zuppa di zucca.

Verso la fine del soggiorno ho progettato un paio di gite fuori porta, come quella al castello di Eggenberg, raggiungibile in tram, per essere catapultati in un universo di simbologia macrocosmica dove le 4 torri rappresentano le stagioni, le 12 porte i mesi e le 365 finestre i giorni.

Ed è proprio progettando la seconda escursione presso l’Arnold Schwarzenegger Museum, che ho fatto un viaggio nel tempo, quando da bambina era uno dei miei eroi preferiti.

Immersa in questa atmosfera, mi sono dimenticata di informarmi giornalmente, come consigliato, sulle restrizioni, ed una volta rientrata a Lugano ho letto sul giornale che lo stesso giorno veniva decretato in Austria il lockdown.

Fortuna? Probabilmente si, ma sicuramente una buona dose di stress evitata che mi ha permesso di trascorrere con serenità il mio soggiorno austriaco.

Foto e testo di Monica Losen

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