Gibilterra e le sue bertucce. Come incontrarle in modo rispettoso

Rocca di Gibilterra
Rocca di Gibilterra, nella "casa" delle bertucce

Mi ha da sempre stuzzicato l’idea di visitare un giorno o l’altro Gibilterra, la colonia britannica famosa per la sua rocca. Ho spesso fantasticato su come potesse essere sbalorditivo l’effetto di trovarsi tra l’Europa e l’Africa dove la cultura araba si fonde con quella europea. Una terra di frontiera che forma una delle antiche Colonne d’Ercole.

Ebbene sì, le aspettative non mi hanno delusa, già in prossimità de La Línea de la Concepción, siccome giungevamo in bus da Malaga, ho iniziato a intravvedere il suo promontorio di origine calcarea di circa 200 milioni di anni.

Lì ho capito che un’avventura memorabile stava avendo inizio: l’incontro con le Bertucce di Barberia, le uniche scimmie selvatiche del Vecchio Continente, presumibilmente introdotte dagli Arabi durante l’occupazione, visto che normalmente si trovano in Nordafrica.

Le Bertucce di Barberia, protagoniste della scena naturale di Gibilterra

Dopo le formalità doganali e aver proseguito per la strada principale, la quale attraversa l’aeroporto, considerato uno dei più pericolosi al mondo, siamo giunti a piedi presso la stazione della funivia. Sei minuti “sospesi nel vuoto” ed eccoci arrivati nella riserva dell’Upper Rock a quota 412 dodici metri sul livello del mare. All’entrata, dei tabelloni educativi ci spiegano la comunicazione gestuale delle bertucce e consigliano come osservarle al meglio senza infastidirle o arrecarle danno.

Già scorgendole in lontananza, a me come a tutti, è venuto l’istinto e la voglia, soprattutto con i cuccioli, di accarezzarle e dare loro qualcosa da mangiare, ma non c’è niente di più sbagliato! Dobbiamo tenere presente che sono animali selvatici e vanno innanzitutto rispettate e tali comportamenti le danneggiano gravemente, interferendo con i loro legami sociali ed inducendole a volte a morsicare.

È importante ricordarsi di:

– non toccarle
– non foraggiarle
– non avvicinarsi troppo
– non fare movimenti bruschi
– evitare di portare delle borse poiché le associano al cibo e potrebbero strapparle
– riconoscere i loro segnali di allarme

Uno dei tabelloni informativi/educativi presenti sulla Rocca di Gibilterra

Rispettando queste regole ho potuto avere degli incontri veramente emozionanti con queste simpatiche creature con la consapevolezza di aver fatto un’esperienza unica nel suo genere ed ho anche avuto modo di scattare delle foto nel loro ambiente  naturale senza averle ridotte a dei semplici «oggetti da selfie».

Ad un tratto si sono dissolte le nubi ed alzando gli occhi ho visto la costa del Marocco che si trova a 24 chilometri di distanza, era da poco passato mezzogiorno, ed avevo trascorso una mattinata indimenticabile.

Visitando la pagina MonkeyTalkGibraltar, oltre a trovare dei suggerimenti, potete prenotare delle escursioni didattiche come valida alternativa ai tour turistici.

Monica Losen

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