Turismo sostenibile a Cuba tra colori, musica e atmosfera retrò

El Nicho, turismo sostenibile a Cuba
Turismo sostenibile a Cuba: la testimonianza di Monica Losen

Turismo sostenibile a Cuba: alla scoperta dell’Isola di Castro tra spiagge e natura mozzafiato.

Al ritorno da una vacanza, passato un po’ di tempo, molti nostri ricordi si affievoliranno, ci dimenticheremo di alcuni nomi di luoghi, di persone e paesi, mentre le sensazioni e le emozioni che abbiamo provato in un determinato momento quelle rimarranno impresse indelebilmente nella nostra mente.

Lo scopo del viaggio è proprio questo, di farci sentire vivi, di provare degli stati d’animo particolari per comprendere al meglio una realtà a volte molto differente dalla nostra.

Cuba è perfetta come meta sostenibile e responsabile, dove è molto facile entrare in contatto con la popolazione e con la loro cultura grazie al loro carattere socievole ed espansivo. Anche le possibilità di fare escursioni naturalistiche sono davvero tante e ce ne sono per tutti i gusti.

Durante il mio primo e recente soggiorno in questa isola la prima cosa che mi ha colpito è stata l’atmosfera retrò, i colori e la musica che erano presenti. È stato come fare un tuffo nel passato, come se fossi tornata indietro nel tempo in un’epoca a me sconosciuta. Tutto questo è dovuto al lungo embargo con gli Stati Uniti e solo ora i rapporti diplomatici si stanno lentamente distendendo. Non posso giudicare se questo sia un bene o un male, difatti parlando con la gente locale i pareri sono spesso molto discordanti. Posso solo dire che non vedere i McDonald’s e la Coca Cola (in commercio se ne trova solo una di produzione cubana) non mi è dispiaciuto.

Sebbene questa repubblica caraibica sia rinomata per le sue paradisiache spiagge bianchissime ed il mare cristallino c’è tantissimo da visitare e perciò non ci si può limitare ad una sola permanenza balneare. Non bisogna comunque tralasciare di passare qualche giorno al mare visto che è uno spettacolo naturale con i suoi ecosistemi ricchi di vita grazie alle barriere coralline.

Innanzitutto bisogna dedicarsi alla scoperta dell’Havana e vedrete che ne esistono due, una durante il giorno e una completamente differente durante la notte.

È difficile descrivere a parole l’effetto che fa a trovarsi in questa animata e decadente metropoli circondati da palazzi coloniali, da alberghi anni ’50 e da vecchie auto decappottabili colorate che sfrecciano per le strade. Dopo il tramonto tutto cambia, l’Habana Vieja viene illuminata da una fievole luce, nei bar, nei ristoranti e nelle vie i musicisti suonano le loro canzoni fatte di note suggestive, la gente inizia a ballare in modo appassionato e a gustare cocktail a base di rum prodotto per mezzo delle innumerevoli piantagioni di canna da zucchero.

In seguito possiamo iniziare ad addentrarci nell’entroterra, entrare in contatto con la vita rurale percorrendo strade di campagna dove i campi al tramonto si colorano di rosso, si incontrano carri trainati da buoi, camion sovietici, molte biciclette e risciò, per poi raggiungere una delle diverse città pittoresche e dal fascino coloniale come Matanzas, Cienfuegos o Trinidad, giusto per citarne alcune.

Una volta rientrati a casa ci sentiremo arricchiti di nuove consapevolezze, avremo conosciuto un’ altra cultura avvicinandoci un po’ di più al loro popolo e saremo estasiati dalla bellezza e dalla perfezione della natura e molto probabilmente, se già non lo stiamo facendo, la nostra coscienza ci dirà di fare qualcosa per proteggerla e preservarla.

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Monica Losen
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Monica Losen

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