Orrido di Botri, trekking alle porte dell’Inferno dantesco

Orrido di Botri
Orrido di Botri, Lucca (Foto di Alecobbe in licenza CC BY-SA 3.0)

Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia parla dell’Orrido di Botri. Sembrerebbe che per il visionario autore dell’Aldilà proprio proprio questo luogo costituisse l’accesso ai gironi infernali.

D’altronde anche secondo la tradizione popolare in queste gole si nasconde lo zampino del diavolo. Durante una passeggiata di trekking si può infatti trovare l’”orto del diavolo”, l’artiglio del diavolo e un tratto di roccia rossa che avrebbe assunto questo colore perché bruciata dalla coda di Satana.

Beh, che dire a quanto Pare l’Orrido offre un’esperienza fuori dal mondo che non vogliamo lasciarci sfuggire. L’entrata nell’Orrido avviene attraverso la risalita del letto di un torrente, effettuando un percorso in diverse tappe che richiede circa 4 ore.

Cosa sapere sull’Orrido di Botri

La Riserva naturale dell’Orrido di Botri è uno di quei luoghi magnifici che la natura italiana sa offrirci, ma che purtroppo (o forse per fortuna) non gode della giusta fama. L’’Orrido di Botri è una profonda gola di natura calcarea, scavata nel corso degli anni a causa della continua azione erosiva del Rio Pelago. Le pareti, a tratti molto ripide, possono superare i 200 metri d’altezza. La gola appare come un maestoso e bellissimo canyon immerso in uno scenario paesaggistico naturale di una bellezza suggestiva che suscita l’interesse di schiere di escursionisti, non solo italiani ma anche del resto d’Europa.

L’Orrido è avvolto in una natura florida, rigogliosa e a tratti selvaggia, che definisce un’area naturale protetta ampia poco meno di 200 ettari nella provincia di Lucca. Il luogo, entrato sotto la tutela dallo Stato nel 1971, è delegato al controllo del Comando unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (già Corpo Forestale dello Stato) dei Carabinieri. Infatti, affinché questo territorio potesse mantenere intatte molte delle sue caratteristiche naturali, è stata decisivo l’intervento del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste che ha fortemente voluto l’istituzione della Riserva Naturale; in tal modo la maggior parte delle specie floreali e faunistiche si sono potute conservare in maniera ottimale.

Orrido di Botri
beautiful landscape of orrido di botri in Tuscany, Italy

Riserva statale Orrido di Botri, rocce e specie da ammirare

La bellezza del paesaggio è unica non solamente per il particolare aspetto delle gole, ma anche perché sorge all’interno di una zona particolarmente selvaggia, popolata da foreste di faggi che in autunno donano a tutto l’ambiente circostante un caratteristico colore rosso acceso. Inoltre, il torrente Rio Pelago tra le pareti della gola conferisce ancora più bellezza all’ambiente, rendendolo un punto di richiamo per studi geologici e naturalistici.

Le specie floreali rappresentano un vero e proprio concentrato di biodiversità, soprattutto quelle più rare come la Pinguicola: una pianta insettivora dalle foglie violacee e viscose capaci di attirare piccoli insetti dei quali cibarsi. Inoltre, un habitat naturale così ricco e tutelato ha permesso a molte specie animali di riprodursi in maniera libera come fa l’aquila reale che nidifica, insieme a molti altri rapaci, in questa zona.

Riserva naturale Orrido di Botri, il percorso

Mappa

Informazioni utili

  • Punto di partenza: Ponte a Gaio
  • Punto d’arrivo: Piscina
  • Lunghezza: 8 chilometri
  • Dislivello: 250 metri
  • Tempo di percorrenza: 4 ore
  • Difficoltà: media, tratti in acqua
  • Periodo dell’anno: da maggio a ottobre

Percorso

Non esiste un vero e proprio sentiero in realtà. Si risale il torrente seguendo un percorso naturale e che alterna ciottoli asciutti a tratti immersi nell’acqua. I cartelli numerati da 1 a 11 offrono un’idea approssimativa della lunghezza percorsa e di quella da percorrere. La prima tappa dell’escursione è Guadina. Partendo da Ponte a Gaio, affrontiamo da subito il primo restringimento delle gole; un tratto di circa 80 metri che orientativamente richiede un tempo di percorrenza di 30 minuti.

Prigioni e Solco grande

Successivamente si incontrano le Prigioni. Il percorso di circa 500 metri si sviluppa interamente nell’acqua e può essere completato in circa 45 minuti. Dalle Prigioni inizia poi un nuovo tratto delle Gole chiamato Solco Grande. Qui siamo circondati da pareti immense in roccia nuda, ma in ampi tratti ricoperte da una lussureggiante vegetazione alimentata dalle cascatelle che precipitano dall’alto, polverizzandosi in nubi di vapore freddo. La roccia che ci avvolge è la “maiolica”, chiamata così per la sua somiglianza con la ceramica; gli strati bianchi alternati a liste di selce nera sono ben evidenti e mostrano altrettanto chiaramente l’evoluzione geologica nei millenni. Infatti, all’improvviso la roccia assume un aspetto rosso fegato o verde; si tratta dei Diaspri, fatti esclusivamente di gusci silicei di conchiglie dette radiolari.

Salto dei Becchi e Piscina

Dopo un’ora e mezza circa di camminata arriviamo al Salto dei Becchi dove alcune corde fisse, ormai trascinate via dall’acqua, aiutavano a superare alcuni passaggi difficili sulla roccia. La piattaforma di origine calcarea permette di ammirare da vicino i fenomeni erosivi intensi che hanno interessato l’area. Questo tratto del percorso è particolarmente impegnativo, pertanto lo consigliamo ad escursionisti con una certa esperienza. Dopo altre due ore di cammino, attraversato un tunnel scavato da un torrente e immersi nell’acqua, arriviamo finalmente alla Piscina: da cui il torrente comincia ad avere un andamento verticale e pertanto l’ultimo punto autorizzato ai non esperti di alpinismo.

Quando visitare l’Orrido di Botri

Le visite all’Orrido di Botri possono essere effettuate senza guida o con l’ausilio di un esperto, solamente nel periodo compreso tra i mesi di maggio e ottobre. A causa dei frequenti guadi e del fondo scivoloso, è obbligatorio l’uso del casco protettivo e di scarpe da trekking. Se per le seconde dobbiamo attrezzarci noi, il caschetto viene dato in dotazione al momento dell’ingresso. D’altronde, per accedere alla Riserva è necessario effettuare l’acquisto di un biglietto.

L’Orrido di Botri può essere raggiunto in due modi: percorrendo la Statale 12 fino a Bagni di Lucca e deviando per Tereglio fino a raggiungere la destinazione, oppure deviando per Montefegatesi seguendo le indicazioni per Ponte a Gaio. Il punto di ritrovo per l’inizio dell’escursione è a Ponte a Gaio, l’unico accesso alla gola che ospita tra l’altro il centro di accoglienza del Corpo Forestale dello Stato e la biglietteria per accede alla Riserva.

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