Cascate e piscine naturali in Toscana, le più belle e come raggiungerle

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Famosa nel mondo per le innumerevoli opere d’arte in essa custodite e per essere stata la culla del Rinascimento, la Toscana non è solo arte e cultura. Il suo territorio, che spazia dal mare incontaminato dell’Isola d’Elba e dell’Argentario, ai picchi aguzzi delle Alpi Apuane, passando per le cime imponenti degli Appennini, mette a disposizione del viaggiatore ogni tipo di vacanza che egli desideri.
All’interno di questo vasto panorama, è possibile trovare dei luoghi fatati, dove il torrente solca la roccia, formando specchi d’acqua cristallina, ottimi per fuggire dall’afa dei mesi più caldi. La fitta rete di corsi d’acqua, infatti, unita a questa grande varietà di scenari naturali, crea degli scorci destinati a incantare chiunque abbia la fortuna di raggiungerli. Vediamo quindi le più belle cascate e piscine naturali in Toscana e scopriamo insieme come raggiungerle. 

Le pozze di Malbacco

In Alta Versilia, nel comune di Seravezza (LU), proprio ai piedi della catena delle Alpi Apuane, troviamo le pozze di Malbacco. Nate dalla forza erosiva del torrente Serra, le cui acque sgorgano dal Monte Altissimo, la montagna dove Michelangelo andava a scegliere i blocchi in cui, secondo la sua filosofia, erano imprigionate le sue opere, le pozze (o polle) sono una serie di piscine naturali, alcune più facilmente raggiungibili, mentre altre richiedono escursioni più impegnative. La più famosa (e la più facili da raggiugere) è certamente la Pozza della Madonna.

Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio di Malbacco, imboccheremo il sentiero che ci condurrà alla piscina in circa 20 minuti. Per chi avesse voglia di avventurarsi in una escursioni più impegnative, può studiare uno dei numerosi percorsi che offre la stretta valle, partendo sia da Malbacco sia dal paese di Azzano, da dove si possono raggiungere le pozze più distanti.

Cascata dell’Acquacheta

La Cascata dell’Acquacheta nasce sul percorso del torrente omonimo, che scorre fra Toscana ed Emilia-Romagna. L’erosione dell’acqua ha, infatti, creato un salto nella roccia di circa 70 metri che dona al visitatore uno spettacolo unico, ancor più affascinante se visto nei mesi più piovosi. Il sito è raggiungibile con un’escursione di circa due ore, partendo dal paese di San Benedetto in Alpe. Non lasciatevi ingannare però: anche se la partenza avviene in Emilia, le cascate sono interamente in territorio Toscano e fanno parte del Parco delle Foreste Casentinesi.

Lasceremo quindi l’auto nel borgo di San Benedetto e da qui seguiremo il sentiero che, senza particolari strappi, ci condurrà alla Cascata. È possibile fare il bagno ma attenzione: l’acqua è decisamente gelida! Il rientro lo faremo dal medesimo sentiero della salita ma è comunque possibile, grazie alla presenza di numerosi percorsi, strutturare anche escursioni ad anello.

I Bozzi delle Fate

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Come nella migliore tradizione apuana, non può mai mancare un riferimento a fate, folletti e spiritelli. Ci troviamo infatti a Fivizzano, nel cuore della Lunigiana e al limite settentrionale della catena delle Alpi Apuane. Qui, il torrente Rosaro ha caparbiamente scavato la roccia creando una serie di salti e pozze facilmente raggiungibili. Lasceremo quindi l’auto nella frazione di Pollana e, da lì, intraprenderemo il sentiero che ci condurrà alle cascate in circa quindici minuti.

Il sito offre ogni tipo di svago, immersi nel turchese delle sue acque cristalline; è possibile infatti fare il bagno, tuffarsi dalle rocce ed è stato anche attrezzato con un corda per i più ardimentosi che vorranno lanciarsi nella polla con acrobazie di ogni tipo. Vista l’estrema semplicità del sentiero, l’escursione è particolarmente consigliata per chi ha figli piccoli o per chi, più semplicemente, vuole solo godersi un po’ di fresco nei mesi più caldi, senza impegnarsi in particolari camminate.

Masso delle Fanciulle e il Masso degli Specchi

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Sul corso del fiume Cecina, non molto distante dalla medievale cittadina di Volterra, troviamo il Masso delle Fanciulle, chiamato così per un’antica leggenda che racconta come le giovani del luogo, nei tempi passati, venissero qui per fare il bagno in totale privacy. Fatto sta che, se state facendo una vacanza in questa zona o semplicemente volete staccare dalla quotidiana frenesia, questo è il posto giusto da visitare.

A circa mezz’ora di auto da Volterra, percorrendo la SS 349 e la strada comunale Macie, lasceremo l’auto, guaderemo il Cecina (attenzione: qualcuno ha provato a farlo con la vettura e non è finita bene) e percorreremo l’ampio sentiero che costeggia il letto del fiume. Il Masso delle Fanciulle si materializzerà dopo poco alla nostra destra, caratterizzato da una roccia scura e una invitante spiaggetta di ciottoli. Chi volesse proseguire, con mezz’ora di trekking su uno stretto sentiero può raggiungere il Masso degli Specchi, altro luogo incontaminato, ideale per un bel bagno rinfrescante.

Cascate di Candalla

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La Bassa Versilia sa regalare svaghi diversi dalle sue affollate spiagge; le Cascate di Candalla, situate sul corso dell’omonimo fiume, rappresentano, infatti, una delle varianti migliori rispetto al classico turismo estivo. A poca distanza dal centro di Camaiore, risalendo la valle del Greppolungo, lasceremo l’auto nei pressi dell’Osteria Candalla per proseguire a piedi. Seguiremo, quindi, un tratto di strada asfaltata, fino all’antica ferriera che nell’800 animava la valle con i suoi tipici rumori. Gli appassionati del genere potranno deliziarsi con le rovine dell’antico opificio, completamente alimentato dalla forza delle acque del torrente.

La prima piscina è poco distante, al ponte in pietra, ed è molto profonda, ideale per chi vuole cimentarsi in tuffi. Proseguendo, sarà possibile raggiungere il centro ricreativo principale, dove troveremo le cascate e soluzioni per ogni tipo di gioco acquatico ci verrà in mente di fare nelle limpide acque del Candalla.

La cascata del Mulino di Saturnia

Non potevo concludere questo breve excursus senza neanche un accenno a loro: le cascate di Saturnia, nella Maremma Toscana. Decisamente diverse da tutto ciò che abbiamo visto fin ora, Saturnia ci offre un vero e proprio impianto termale a cielo aperto (e completamente gratuito). Infatti, le sue piscine sono alimentate da una fonte termale calda.

Contrariamente ai percorsi che abbiamo affrontato sin ora, questo è consigliato per quei mesi in cui il tempo ancora regge ma le temperature iniziano a essere più tendente al fresco; in questo modo potrete godere completamente del tepore dell’acqua sulla pelle che, nei mesi più caldi, rischia di diventare invece piuttosto fastidioso.

Lasciata l’auto nel parcheggio, in pochi passi saremo già davanti a questo spettacolo della natura; nelle giornate migliori potrete azzardarvi anche a percorrere il breve tragitto direttamente in accappatoio. Raggiunta la riva, non ci resta che immergerci nelle sue confortevoli acque e goderci questo regalo della natura.

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