Bagni San Filippo, trekking in Toscana tra natura e terme naturali

bagni san filippo
Bagni San Filippo a Castiglione d'Orcia, Toscana

Bagni San Filippo: siamo in un luogo della natura straordinario, alla scoperta della più bella tra le terme in Toscana.

Ma… attenzione! C’è una balena bianca alla fine del sentiero! Possibile? Certo che sì ma non è un gigante del mare, bensì una cascata suggestiva che assomiglia proprio alla bocca di un cetaceo.

La Balena Bianca è sicuramente la guest star di Bagni San Filippo, frazione di Castiglione d’Orcia, in una delle zone più belle della provincia di Siena, la Val d’Orcia.

Il paesaggio è dovuto dalla presenza di numerose sorgenti termali contornate da colline dolci e ondulate tra coltivazioni di ulivi, vigneti, borghi antichi.

Mappa

Bagni San Filippo è una frazione del comune di Castiglione d’Orcia, in provincia di Siena. Dista dal capoluogo provinciale 67 chilometri, lungo la SR2 (Via Cassia), e poco meno di 200 chilometri da Roma, arrivando dall’Autostrada A1 o dalla Via Cassia.

L’accesso a Bagni San Filippo è libero, essendo un’area pubblica. Vi sono anche delle terme nelle immediate vicinanze, il cui ingresso è a pagamento. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito ufficiale.

Bagni San Filippo, un mondo tutto bianco

Bagni San Filippo, la balena bianca
Le formazioni calcaree di Bagni San Filippo hanno ricoperto le rocce di uno strato bianco molto acceso

Quando si entra a Bagni San Filippo si percorre a piedi una sterrata per raggiungere l’area termale libera, con il suo scenario bianco dovuto all’accumulo di concrezioni di carbonato di calcio sulle rocce da parte delle acque sulfuree.

Si segue il percorso che conduce al Fosso Bianco, un torrente immerso nel bosco, tra sorgenti e cascatelle di acqua calda e pozze di varia dimensione, vere e proprie piscine naturali.

Si prosegue in questo ambiente davvero speciale, con il carbonato di calcio che “veste” il terreno tra l’intenso green della vegetazione tutto intorno, fino a giungere alla cascata della Balena Bianca, questo enorme blocco di calcare formato dai sedimenti delle bianche acque ipertermali, uno spettacolo nello spettacolo.

Qui le acque, che arrivano da una vicina sorgente, raggiungono la temperatura di 48 gradi e permettono di bagnarsi anche quando fa freddo.

Attorno alla Balena accade di frequente che l’acqua che scende dalla cascata cambi in quantità e anche nel percorso: così questo teatrino naturale è sempre nuovo, come succede in inverno quando le acque termali si mescolano a quelle piovane ricche di humus e altro materiale minerale, tanto da regalare all’insieme sfumature diverse, che dal bianco si spingono al marrone, al verde, al rossiccio. Continuamente si formano nuove pozze in cui si depositano i preziosi fanghi utili per contrastare diverse malattie.

Il potere delle acque curative di Bagni San Filippo

Bagni San Filippo, terme in Toscana
Le acque curative di Bagni San Filippo, tra le più celebri terme in Toscana

Le acque calde dei Bagni San Filippo sono esattamente acque solfuree-solfate-calciche-magnesiache ipertermali ed erano note per le loro virtù terapeutiche fin dal tempo dei Romani e furono frequentate persino da Lorenzo il Magnifico, solo uno dei primi personaggi ad avere giovamenti.

A valle della Balena Bianca c’è una struttura ricettiva, le Terme San Filippo, un unico complesso che tuttavia è chiuso da novembre a primavera. Al suo interno vi sono piscina termale, centro benessere, un hotel e un ristorante, in un ampio parco tra i boschi del monte Amiata e le aspre crete della Val d’Orcia.

Al potere delle acque si aggiunge quello dei fanghi naturali da loro depositati. Così, alle Terme San Filippo si curano (in convenzione con il servizio sanitario nazionale) malattie delle ossa, della pelle, dell’orecchio-naso-gola, dei bronchi e dei polmoni.

Bagni San Filippo. Le origini del luogo

Il luogo si chiama così per la presenza di San Filippo, secondo documenti del IX secolo. Nel 1566 i bagni furono restaurati da Cosimo I de’ Medici e nel 1600 dal Granduca Ferdinando II.

A Bagni San Filippo, nel 1700, Leonardo De Vegni rese famosa la cosiddetta “plastica dei tartari”, ovvero una tecnica per ottenere bassorilievi ornamentali sfruttando i depositi calcarei delle acque termali di Bagni San Filippo.

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