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Trekking sulle Isole Lofoten, alla scoperta della Norvegia

Lofoten, Norvegia

A nord del Circolo Polare Artico e ad ovest della costa della Norvegia, dove il mare è popolato da “montagne galleggianti capovolte”, come il poeta Bjørnstjerne Bjørnson descrisse le Isole Lofoten.

Un trekking in Norvegia alla scoperta di scenari magici in cui godere tra metà maggio e metà giugno dello straordinario spettacolo del sole di mezzanotte, e da settembre a metà aprile di quello dell’aurora boreale.

In realtà l’arcipelago dal punto di vista geologico è formato da rocce erratiche vecchie di tre miliardi di anni, le più antiche del pianeta, con le montagne emerse dal ghiaccio che le ha modellate e poi abbandonate circa 10mila anni fa.

Isole Lofoten, paesaggi alpini all’altezza del mare

Isole Lofoten
Isole Lofoten, mare e montagne si incontrano in Norvegia

Nelle 7 isole gli abitanti sono 25mila e i paesaggi alpini si trovano all’altezza del mare color smeraldo nelle sue tante sfumature, in cui si pescano merluzzi e aringhe, con un contorno di laghi a qualsiasi altezza.

Nonostante siamo nel profondo nord, il clima, grazie alla Corrente del Golfo, non è rigidissimo ma più mite rispetto agli altri paesi della stessa latitudine, tra gennaio e febbraio la temperatura media è appena sotto lo zero; tra settembre e dicembre c’è più pioggia, mentre il periodo tra aprile e giugno è più secco. Il clima tuttavia è piuttosto mutevole: se si va in primavera e in estate, le stagioni consigliate, al sole e alla temperatura che può arrivare anche a 20 gradi si alternano giorni più freschi, piovosi e ventosi.

Aquile di mare, il vero segreto delle Isole Lofoten

Isole Lofoten, aquile e Hurtigruten
Dall’Hurtigruten si possono ammirare le aquile di mare, vera presenza fissa sui cieli delle Isole Lofoten

Sulle Lofoten, in cui si trova la più alta concentrazione di aquile di mare di tutta la Norvegia, si arriva con il lento avvicinamento con il tradizionale postale Hurtigruten, ed è ancora vivo il mito dei Vichinghi.

Qui si può dormire nelle caratteristiche casette dei pescatori in legno rosso, le classiche robu, spostandosi per l’unica strada che attraversa le sette isole, toccando tra l’altro un paese che ha il curioso nome di Å.

Si può anche campeggiare facilmente, basta rispettare le “regole per il diritto di accesso”, ovvero pieno accesso alla natura, in quelle che chiamano “terra senza recinti”, cioè ogni area non coltivata pure privata, basta lasciarla come la si trova, integra.

Isole Lofoten, da scoprire passo dopo passo

Reine, Lofoten
Lofoten, lo scenario magnifico di Reine

Le Lofoten si apprezzano soprattutto camminando visto che i sentieri trekking sono vari poiché qui tutti, quando le nevi si sciolgono e la natura si risveglia, cominciano a muoversi passo dopo passo, per appropriarsi delle bellezze di questo luogo ancora selvaggio.

Le alternative sono diverse, dipendono dal grado di difficoltà. Da ricordare tuttavia che per percorrere gli itinerari serve comunque essere allenati almeno un po’, poiché si tratta di tragitti in genere di qualche ora e spesso si ha a che fare con tratti in pendenza e scivolosi, da affrontare con gli indispensabili bastoncini telescopici, oltre che con abbigliamento adeguato da trekking.

Trekking alle Isole Lofoten: i percorsi più ricercati

Svolvaer, Lofoten
Svolvaer, una delle mete più scenografiche delle Isole Lofoten

Nell’isola di Austvagoya da Svolvaer ci si può dirigere verso il Monte Tuva, su un ripido sentiero tra siepi di mirtilli e laghi, fino a quota 477metri, proseguendo verso il Monte Blatinden, 621 metri, per un dislivello di 500 metri, 7 ore di cammino, difficoltà media.

Nell’isola di Moskenesoya dove si trova il caratteristico Å ci si incammina verso il paese di Sorvagen da dove parte il sentiero per il Rifugio Munkebu, in un paesaggio ricco di laghi a diverse altezze. Lungo il percorso, via via in salita, ci sono anche catene fissate sulle rocce per aiutare il cammino soprattutto in caso di pioggia. Il dislivello è circa 500 metri, in salita e in discesa. Ci si mette circa 6 ore andata e ritorno. Piuttosto impegnativo.

In questa parte di arcipelago c’è poi un itinerario più facile. Da Napp parte il sentiero culturale Flakstadstien , che arriva a Østre Nesland, un villaggio abbandonato con edifici antichi ben conservati, passando per Storbåthallaren, un centro di età medioevale, circa un’ora per andare e un’altra per tornare.

Da Henningsvear a Maervol, isola di Vestvagoy, c’è un percorso non particolarmente difficile di 10 km che si compie in 5 ore con un dislivello di 300 metri circa: paesaggio collinare super. E ci scappa pure la visita al museo vichingo di Borg.

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