Foreste Casentinesi: il Parco Nazionale, gli itinerari più belli e dove dormire

Foreste Casentinesi

Le Foreste Casentinesi sono inserite nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, uno dei più belli e selvaggi in Italia. Non tutto il Casentino è area protetta, ma il territorio del parco è molto grande (più di 36.000 ettari) e ci sono cascate, foreste incontaminate, crinali scenografici e deliziosi paesini. Nella parte toscana delle Foreste Casentinesi ci sono anche l’Eremo di Camaldoli e quello di La Verna, secolari luoghi spirituali inseriti in contesti naturali indimenticabili.

In questa guida scopriamo le proposte e le cose più belle da fare nelle Foreste Casentinesi, gli itinerari imperdibili e alcune informazioni utili, come i posti dove dormire nel parco.

Foreste Casentinesi: la storia

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi preserva e protegge un’area del nostro paese, a cavallo tra Toscana ed Emilia-Romagna in cui, nel corso dei secoli, si è conservato un ambiente intoccato. In particolare, la Riserva Integrale di Sasso Fratino (non visitabile) è stata la prima riserva integrale istituita in Italia. In questo nucleo centrale del parco, il più ripido e accidentato, la foresta è stata toccata dall’uomo pochissimo o niente. Non sono stati tagliati alberi, sono stati costruiti paesi, né lasciato ovini al pascolo. Nel nostro paese e un po’ in tutta Europa è una rarità trovare ambienti intoccati e per questa ragione la Riserva Integrale di Sasso Fratino dal 2017 è Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Come dicevamo più su, la motivazione di questa inusuale e straordinaria conservazione, è il carattere ripido e accidentato del territorio. Ma anche il resto del Casentito, eccettuata qualche breve parentesi infelice, è stato gestito con accortezza e lungimiranza senza mai prelevare dalla foreste più di quanto potessero effettivamente offrire in forma di bene all’uomo.

Come visitare la foresta vetusta

Se l’area primigenia del parco, la riserva di Sasso Fratino, non è accessibile se non per motivi di studio e con permessi specifici, è vero che presso i confini della riserva è possibile camminare in una foresta vetusta e capire l’unicità e la meraviglia di un ambiente di questo tipo.

Una foresta vetusta è una foresta in cui tutti i processi sono naturali e per questo sono presenti alberi di tutte le età, dai più vecchi e plurisecolari a quelli appena nati. Gli alberi monumentali si stagliano con la loro mole enorme e contorta, come colonne di una cattedrale. Il muschio fitto ricopre massi e tronchi. La luce filtra offuscata dalla folta cupola delle chiome di faggio. Anche i suoni sono ovattati perché la folta lettiera di foglie e il muschio spugnoso attutiscono i rumori. Alcuni dicono che camminare in una foresta vetusta di faggi è come entrare in una favola. Il paesaggio in effetti è quanto più vicino all’immaginario delle fiabe. Le cavità negli alberi vetusti, che ospitano mammiferi e uccelli, sono elemento immancabile di ogni storia ambientata nel bosc che si rispetti.

Sentiero della foresta vestusta

Il sentiero della Giogana (sentiero 00) si muove all’interno della Foresta della Lama e di Campigna tra alberi plurisecolari, fino ai confini della Riserva Integrale. Il Sentiero degli Scalandrini, dal Passo Fangacci a La Lama, passa per boschi di faggi e abeti e per il Monte Penna, bellissimo balcone su un oceano di faggi. Si prosegue da Campigna al Ballatoio, passando per la Calla. L’intero itinerario si percorre in due giorni di cammino e oltre 20 km di meraviglia.

Itinerari nelle Foreste Casentinesi

Il sito del Parco Nazionale delle Fpreste Casentinesi, oltre ad essere ricco di materiale per conoscere e approfondire gli aspetti naturalistici del territorio, offre tanto materiale online per orientarsi e scegliere i percorsi più adatti. C’è una mappa online di sentieri di trekking. Ci sono 9 sentieri natura ben segnati e accompagnati dal materiale divulgativo del parco che racconta ogni singola sosta e ne narra le emergenze naturalistiche e culturali più importanti.

A questi si aggiungono le interessantissime proposte da Rifugio a Rifugio: itinerari ad anello, solitamente di 3 giorni, in cui ci si ferma a dormire ogni notte in un rifugio diverso, per tornare poi al punto di partenza.

L’Alta Via dei Parchi, uno degli itinerari più spettacolari d’Italia, percorre l’Appennino Tosco-Emiliano passando per i vari parchi dell’area. Si cammina quasi sempre su crinale dormendo presso i rifuggi o i bivacchi autorizzati. Attraversa le Foreste Casentinesi lungo il crinale che separa Toscana e Romagna.

Dove dormire nelle Foreste Casentinesi?

Le opzioni per dormire nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna sono tante e variegate. Il paese di Poppi, sul lato toscano del parco, è un borgo storico che offre numerose sistemazioni, anche in casali di pietra viva a prezzi ragionevoli. I paesi di Premilcuore e Corniolo, in Romagna, offrono alloggi in appartamento, hotel e b&b.

Gli amanti della vita all’aria aperta e delle camminate potranno bivaccare in cammino o alloggiare presso i rifugi. In particolare il bivacco di San Paolo d’Alpe è ricavato in un edificio di un paese abbandonato, in una location unica.

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