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Strada Napoleonica, trekking urbano tra le strade di Trieste

Strada Napoleonica, Trieste

La Strada Napoleonica è un sentiero di trekking urbano dalle caratteristiche uniche, nel pieno della bellezza mitteleuropea che solo Trieste può donare.

Attraversando l’aspro paesaggio carsico del Friuli Venezia Giulia la Strada Napoleonica, il cui vero nome è Strada Vicentina (dal nome di Giacomo Vicentini, l’ingegnere che nel 1821 la progettò e la fece costruire), viene erroneamente attribuita alle truppe napoleoniche, ed è per questo che conserva tuttora questo nome, storicamente errato.

Informazioni utili

Lunghezza 4 chilometri
Durata 1 ora circa
Principali punti attraversati Opicina, Borgo San Nazario
Livello di difficoltà Facile
Dislivello Irrilevante
Tipologia di itinerario Passeggiata, trekking urbano
Partenza e arrivo Opicina

Strada Napoleonica, un viale lungo la costa triestina

Strada Napoleonica panorama Trieste
La costa e il porto di Trieste come visti dalla collina di Opicina. È da qui che parte la Strada Napoleonica

Si tratta di un itinerario su ghiaia, che da Opicina porta a Prosecco nella frazione di Borgo San Nazario (e viceversa): ampio e facile, quasi un viale, può essere percorso da tutti, dagli sportivi in allenamento, ai bambini, a chi è più in età, i quali oltre ad ammirare lo scenario passo dopo passo, potranno anche godere delle acrobazie dei rocciatori che si arrampicano sulle pareti verticali delle rocce calcaree, soprattutto verso Prosecco.

La Strada Napoleonica è pianeggiante, per circa 4 chilometri, a 300 metri sul mare, una passeggiata non impegnativa tra verde e in piena natura con la possibilità di fruire anche di tutta una serie di sentieri che si dipartono nel bosco misto. Si tratta di un camminamento che si può effettuare in qualsiasi mese dell’anno, non consigliabile però quando spira la bora, il famoso intenso vento di Trieste.

Strada Napoleonica, la partenza da Opicina

Faro della Vittoria, Strada Napoleonica
Il Faro della Vittoria, simbolo di Trieste, si può facilmente ammirare dalla Strada Napoleonica

Il via è da Opicina, siamo a circa 350 metri di altezza, vicino al suo simbolo, l’Obelisco, monumento che risale al 1830, realizzato dal Corpo Mercantile di Trieste in onore dell’imperatore Francesco Giuseppe (la città faceva parte dell’Impero austro-ungarico). Opicina è un posto speciale poiché si raggiunge dalla città da una “tramvia”, un treno a cremagliera che deve superare per un buon tratto una pendenza notevole (anche del 26%): non sempre è funzionante ma se lo è, vale assolutamente il piacere di farci un giretto! È comunque facile arrivarci a Opicina in pochi minuti anche con il bus che parte da Piazza Oberdan di Trieste.

Ritornando alla Strada Napoleonica, ci si avvia lungo il sentiero in leggerissima pendenza verso la meta finale, Borgo San Nazario, che si raggiunge in circa un’ora o forse di più, come diciamo spesso, poiché il posto invita a un approccio decisamente slow, non solo occhieggiando nel bosco deciduo ma anche guardando giù verso il golfo triestino scoprendo nelle giornate più limpide le coste della Slovenia e soprattutto delle Alpi.

Dal sentiero si avvista pure il Faro della Vittoria, altro monumento di Trieste, e il candido Castello di Miramare. Proprio verso la fine del tracciato, ci sono quelle rocce a pareti verticali, vere e proprie palestre per i free-climbers.

Borgo San Nazario, dove si giunge, è a circa 270 metri di altezza: frazione di Prosecco, è un’ottima occasione per andare a cercare un posto dove assaggiare il vino lì prodotto.

L’itinerario può anche avere una variante se si decide di arrampicarsi sul colle fino alla Chiesa di Monte Grisa, la salita è davvero breve. Si giunge a 330 metri, un altro punto spettacolare ai piedi di una costruzione sacra davvero insolita nella bizzarra forma a piramide, tutto in cemento armato, che contiene due chiese sovrapposte realizzate nei primi anni sessanta del secolo scorso. Fatta sosta al santuario e a Borgo San Nazario, è tempo di ritornare ad Opicina: lo si può fare attraverso il sentiero dedicato nel 1935 all’alpinista triestino Nicolò Cobolli, all’interno del bosco.

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