Abruzzo: escursione nel Parco Nazionale della Majella


Tentati dall’entusiastiche descrizioni di chi ne ha percorso i sentieri, abbiamo deciso la scorsa primavera di regalarci una giornata di trekking nella natura del Parco nazionale della Majella.

Istituito nel 1991 e compreso tra le province di L’Aquila, Pescara e Chieti, il Parco Nazionale della Majella vanta infatti una rete di sentieri estesa per oltre 700 chilometri e caratterizzata da una notevolissima varietà territoriale: un vero paradiso per gli amanti delle (lunghe) passeggiate nella natura.

Al suo interno si trovano ben sette riserve naturali, istituite per preservare le oltre 2000 specie vegetali e tutelare le 150 specie animali che le abitano. Non è raro, avventurandosi tra il fitto bosco, incontrare cervi, caprioli, volpi, camosci, tassi e istrici. Ci sono anche gli orsi che però, per fortuna, noi non abbiamo incontrato…

Il Parco Nazionale della Majella – Trekking in Abruzzo

La Majella in moto
Escursioni sulla Majella, il trekking in Abruzzo

Il Parco, dicevamo, vanta numerosissimi percorsi e tracciati tra loro molto diversi: si va da quelli più brevi e dalla durata di poche ore o di una giornata (ma non per questo necessariamente meno impegnativi), a quelli invece più lunghi, da percorrere in più giorni di cammino.

Tra quest’ultimi ci sono il Sentiero dello Spirito, tra i principali trekking del Parco con oltre 70 chilometri di cammino, il Sentiero del Parco, che tocca il Morrone, la Majella e il Porrara, il Sentiero della Libertà, più semplice e che ripercorre le vie delle mulattiere utilizzate durante la seconda Guerra Mondiale e il Sentiero delle Capanne, disegnato per permettere di visitare i principali complessi agro-pastorali in pietra a secco del versante settentrionale della Majella.

Avendo però a disposizione una sola giornata, abbiamo optato per un cammino più breve che, in circa 5 ore, permette, con partenza da Caramanico Terme, di attraversare parte della Riserva Naturale Valle dell’Orfento. Il percorso ci è stato consigliato dall’amico, rimasto impressionato dalla bellezza del panorama ammirato da Guado S. Antonio sul monte Rapina e su tutta la catena del Gran Sasso.

Il percorso ideale per un’escursione nella Majella

Si tratta, va premesso, di un percorso non proprio adatto a tutti ma, al contrario, consigliato a chi possiede una certa esperienza e, sopratutto, una buona preparazione fisica: i chilometri da percorrere sono circa 14 ed il dislivello pari a 700 metri.

La natura della Majella, uno spettacolo irrinunciabile

Indicata con la sigla B2, cominciamo  l’escursione “Terme – San Nicolao” in corrispondenza della contrada Santa Croce di Caramanico Terme, nei pressi del Centro di Visita del Parco: da qui superiamo prima la terrazza panoramica dalla quale è già possibile ammirare parte della Riserva Naturale e ci incamminiamo poi nella strettoia rocciosa che delimita il sentiero della discesa.

In corrispondenza del fiume Orfento, la lisca e variegata roccia che fa da letto all’acqua gelida e cristallina fa venire una certa voglia di rinfrescarsi: c’è chi ci ha messo solo la mano e chi, invece, ha azzardato l’intera caviglia, ma, non essendo il giorno della nostra escursione particolarmente caldo, abbiamo, un po’ a malincuore, rinunciato a goderci la tonificante acqua del fiume.

Poco più avanti, superato il ponticello in legno, s’incontra il Sentiero dello Spirito, che, con i suoi 70 chilometri di lunghezza, col nostro s’interseca per un breve tratto. Continuiamo costeggiando il fiume, rilassati la rumore dell’acqua scrosciante tra le rocce e dal fischio, di tanto in tanto, emesso da un uccello di cui non riconosciamo il nome. La vegetazione a questo punto si fa infatti sempre più fitta, lasciandoci sperare d’incontrare, da un momento all’altro, un cervo o un capriolo sceso al fiume per abbeverarsi.

Majella: dalla Piscia Giumenta all’Orfento

Piccolo ma davvero grande in bellezza: è il Ponte San Benedetto

Superato il Ponte San Benedetto, proseguiamo in salita fino alla località Piscia Giumenta. Qui, sospeso sul fiume, un sentiero strettissimo avanza per circa 100 metri, di cui 30 attrezzati con fune d’acciaio ancorata alla parete di roccia in stile ferrata: nulla di troppo impegnativo, l’altezza (scarsa) non mette le vertigini ma, come sempre, è bene porre una certa attenzione a dove si mettono i piedi, evitando i scivolare sulle rocce umide e stando in fila indiana ben attaccati alla fune a sinistra.

Il bosco è fitto e ombroso e la temperatura, con l’umidità, si abbassa: nel fiume, nera con le zampette rossastre, vediamo anche una salamandrina terdigitata.

Continuiamo in salita fino al Ponte della Pietra (che non è in pietra…), che, stretto tra le due pareti in roccia permette di attraversare il fiume Orfento. Saliamo attraversando la faggeta, fittissima, fino a quota 1090 metri: qui iniziamo a faticare, accusando le ore di camminata appena affrontate e dovendo superare qualche ripido tratto in salita.

Respiro regolare, passo costante, ci godiamo il profumo del bosco e i suoni misteriosi provenienti dalle fronde ed i cespugli. L’ultimo sforzo ci porta fino a Guado Sant’Antonio, da cui il sentiero scende, aprendosi di tanto in tanto sui prati intervallati dalle macchie di bosco e arriviamo a San Nicolao, concludendo con soddisfazione il nostro primo percorso all’interno del Parco Nazionale della Majella.

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Riccardo Allegro