Trekking sul Lago d’Orta, escursionismo tra le Alpi del Piemonte


Meta turistica “secondaria”, ma non per questo meno bella, il Lago d’Orta è un vero gioiello naturalistico del Piemonte, un luogo da scoprire con un percorso di trekking speciale.
Originatosi dal fronte meridionale del ghiacciaio del Sempione, il Lago d’Orta è quello più occidentale fra i laghi prealpini: a est il monte Mottarone lo separa dal Lago Maggiore, mentre sul versante ovest delle sue sponde si alzano a quota 1300 metri i monti della Valsesia.

L’isola di San Giulio – Alla scoperta del piccolo gioiello del Lago d’Orta

Al centro del Lago d’Orta, la cui superficie non supera i 18 chilometri quadrati, c’è la piccola Isola di San Giulio, sulla quale si erge l’omonima Basilica, costruita nel IV secolo e custode delle sacre spoglie del santo.

Questo suggestivo lago del Piemonte, tornato habitat naturale di innumerevoli specie animali e vegetali dopo le massicce bonifiche purtroppo resesi necessarie a causa del pesante inquinamento arrecatogli dall’industria dei primi ‘900, riflette oggi l’azzurro del cielo ed i verde dei boschi.

Le bellezze del posto hanno naturalmente attratto negli anni un sempre crescente numero di turisti, facendo così la fortuna dei paesi che ne abitano le sponde, soprattutto di Orta San Giulio e Omegna, due tra i Borghi più belli d’Italia.

Dal lago alla vetta, escursione a piedi sul Mottarone

Trekking sul Lago d'Orta
Trekking sul Lago d’Orta: panorama su Omegna

La nostra passeggiata ha preso il via dalla maggiore – per estensione – di queste pittoresche cittadine lacustri: Omegna.

Ci troviamo sull’estrema propaggine settentrionale del Lago, appena sotto al Mottarone: il comune ha una storia antica, testimoniata, oltre che dai ritrovamenti archeologici emersi nel corso degli anni, anche dalle pregevoli architetture civili e religiose, come il Ponte Antico del XV secolo o la chiesa romanica di Sant’Ambrogio.

Noi scegliamo però di “abbandonare” il pese costruito ed immergerci invece nella natura circostante: programmiamo un percorso circolare di circa 15 chilometri attraverso i sentieri battuti (ma, per forza, facciamo anche un tratto asfaltato), superando un dislivello complessivo di oltre 1000 metri.

Nulla di troppo impegnativo anche se, è naturale, un minimo di preparazione fisica è necessaria: ogni fatica sarà tuttavia ripagata dalla meravigliosa vista di cui si può godere dall’Alpe del Barba!

L’Alpe Mastrolini e il panorama sul Lago d’Orta

Lago d'Orta
Trekking sul Lago d’Orta: la vista dell’isola di San Giulio

Dal centro del paese di Omegna ci incamminiamo quindi sul sentiero che porta sulla vetta Mottarone: la strada, prima asfaltata e poi su sterrato, è ben segnalata dagli appositi cartelli e, in questo senso, non riscontriamo il minimo problema.

All’inizio del sentiero, la segnaletica al bivio di indica di prendere la destra per l’Alpe Mastrolini e la sinistra per l’Alpe Barba: scegliamo la prima e, salendo tra le ombrose betulle, guadiamo un piccolo torrente giungendo in una mezzora circa alla radura erbosa dell’Alpe.

Una breve pausa per goderci la vista (ma non è ancora il punto migliore) e riprendiamo inoltrandoci nel fitto del bosco: il sentiero battuto con le direzioni ben segnalate ci porta alla selletta oltre la quale, con panorami sempre più ampi, incontriamo un tratto attrezzato con i cavi d’acciaio a mo’ di ferrata.

Per quanti dovessero soffrire di vertigini, questo è forse il punto più impegnativo dell’intero percorso: nulla di esagerato, anzi, ma il dislivello è notevole e la prudenza sempre obbligatoria. Ci godiamo l’incredibile panorama sul lago blu cobalto, sulla superficie del quale si specchiano le nuvole e le cime dei monti circostante.

Andiamo avanti, continuiamo il sentiero, superiamo la sorgente – che ormai è solo un sottilissimo filo d’acqua – e raggiungiamo L’Omo, grosso blocco in roccia sul quale è posto una banderuola metallica. Anche da qui il panorama sul lago e sui paesi che su esso di affacciano è davvero bello, ispirando un sentimento di pace e rilassatezza difficilmente descrivibile… Sui grossi massi rocciosi, tra l’erba secca, si gode intanto il sole qualche fortunata lucertola!

Preso fiato, ci muoviamo in direzione del sentiero dei Tre Alberi che, scendendo, raggiunge il bivio per l’Alpe del Barba: la direzione è quella di  sinistra ed il sentiero si fa ancora più panoramico (e ripido)…Poco più avanti, si apre un bellissimo spiazzo erboso, attrezzato con un tavolaccio in legno per il pic-nic, abbellito dal panorama e “dominato” da un grosso albero cavo: è la fonte della giovinezza che, invitante, promette forza e vigore a viandanti…

Il nostro percorso è, quasi, giunto al termine: proseguendo in discesa lungo il boschetto di betulle, ci ritroviamo, come per magia, a quello stesso bivio incontrato all’inizio, che ci indicava la destra per l’Alpe Mastrolini e la sinistra per l’Alpe Barba.

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Riccardo Allegro