A piedi verso Capo Nord. Il racconto di un viaggio verso nord

Capo Nord, Magerøya, in Norvegia. Non solo il luogo più settentrionale d’Europa, ma un posto magico e unico al mondo, scoperto e così battezzato nel 1553 dall’esploratore inglese Richard Chancellor durante la spedizione per la ricerca del mitico passaggio a nord-est.


Capo Nord, Magerøya, in Norvegia. Non solo il luogo più settentrionale d’Europa, ma un posto magico e unico al mondo, scoperto e così battezzato nel 1553 dall’esploratore inglese Richard Chancellor durante la spedizione per la ricerca del mitico passaggio a nord-est.

Benché piuttosto remota ed isolata (o forse proprio per questo), Capo Nord è diventata negli anni meta turistica di grande importanza, apprezzata dai visitatori per la sua particolarità e bellezza paesaggistica.

Basti pensare a riprova di ciò che sullo stesso promontorio è stato costruita un’imponente struttura, la Nordkapphallen, comprendente un ristorante, alcuni negozi di souvenir, mostre permanenti relative alla storia del Capo, una sala cinematografica con schermo a 270 gradi che proietta immagini sulla natura ed una galleria scavata nella roccia (a circa metà del percorso è possibile visitare anche una piccola cappella) che termina in una sala a vetrate da dove ammirare il meraviglioso fenomeno del Sole di Mezzanotte.

Capo Nord si può raggiungere in automobile (o, volendo, in moto) percorrendo le strade europee E06 e E69, attraversando il tunnel sottomarino, Nordkapptunnelen, che scende fino alla profondità di 212 metri sotto il livello del mare o con il traghetto che unisce Kåfjord a Honningsvåg, sull’isola. Poi in percorso di circa 30 chilometri da affrontare in automobile o a piedi. Quest’ultima soluzione è quella che fa per noi.

Da Kåfjord a Honningsvåg, in nave a Capo Nord

Da Kåfjord a Honningsvåg, in nave a Capo Nord

Punto di partenza prescelto del nostro trekking a Capo Nord è dunque Kåfjord, piccolo comune norvegese della contea di Finnmark situato nelle vicinanze del Kåfjorden, un fiordo lungo 18 chilometri a est della città di Alta. Con più partenze giornaliere, da Kåfjord ci si imbarca sul traghetto verso Honningsvåg, affrontando una semplice traversata dalla durata di circa un’ora.

Prima della costruzione tra il 1993 e il 1999 del Tunnel di Capo Nord, che in circa 7 chilometri permette di arrivare sull’isola, quella del traghetto era l’unica soluzione possibile per raggiungere Magerøya: noi la scegliamo perché più bella e, ovviamente, per l’impossibilità di percorrere il tunnel a piedi!

Da Honningsvåg in direzione del Capo Nord

Da Honningsvåg a Capo Nord ci separano circa 30 chilometri: i turisti, chiaramente, optano per un taxi o per il servizio di trasporto pubblico ma, parlando di trekking, ci prepariamo ad affrontare un percorso piuttosto impegnativo e faticoso, fattibile, a causa delle rigide condizioni climatiche, soltanto d’estate.
La strada è la E69 e la prendiamo direttamente sbarcati a Honningsvåg: la direzione è quella nord, ma è letteralmente impossibile sbagliarsi, trattandosi dell’unica strada asfaltata che porta fino a Capo Nord.

Passati i primi 4 chilometri circa sul percorso del trekking a Capo Nord , sulla nostra destra si apre, finalmente, l’orizzonte sul mare di Barents: il paesaggio è magnifico e l’atmosfera magica, ma non siamo ancora arrivati ai punti migliori e più panoramici. Seguendo una buona serie di curve, la strada continua sulla costa per ancora una decina di chilometri circa, rientrando poi a sinistra proprio in corrispondenza del NordKapp Camping, dove è possibile fermarsi per dividere in due parti il cammino.

Da qui, dove il paesaggio è prevalentemente costituito dalla fredda tundra erbosa e costellata di rocce, ci godiamo anche la vista sui numerosi cosi d’acqua e fiordi che incontriamo (e attraversiamo) lungo il cammino, come come lo Storvatnet ed il vicino (e impronunciabile) Skipsfjordvatna.

Quella che stiamo percorrendo è sì una strada asfaltata, ma comunque assai diversa da quanto ci si potrebbe immaginare: il paesaggio tutt’intorno è praticamente disabitato, intervallato solo, di tanto in tanto, da qualche piccola casetta in legno colorata di rosso. Non passano molte macchine, al contrario, dunque la camminata è serena e rilassata.

Qualche pulmino stracarico di turisti diretto, come noi, a Capo Nord. Il Guardrail delimita la carreggiata, ma lo spazio è più che sufficiente per “scavalcarlo” e tenersi sul fianco.

A picco sul mare: ecco Capo Nord, il punto più settentrionale d’Europa

Lasciamo la costa e continuiamo sulla nostra E69 che, snodandosi ora in larghe curve, si fa sempre più deserta: passiamo un piccolo negozio di souvenir e, poco dopo, il piccolo specchio d’acqua di Kjeftavatnet, sul quale si riflette il cielo con le sue enormi nuvole bianche.

La strada continua ma il paesaggio, immobile, non cambia: davanti a noi la lunga lingua asfaltata che si perde all’orizzonte e tutt’intorno distese verde scuro di erba bassa, costellate da pietre e rocce. Non esistono alberi. Gli ultimi 7/8 chilometri fino a Capo Nord sono di rettilineo, su di una strada che, se non fosse per il verde della vegetazione e per il blu del mare gelido, sembrerebbe l’iconica via che, infinita, attraversa il deserto degli Stati Uniti.
Siamo arrivati: la struttura, piuttosto fredda e impersonale, si erge sul promontorio della scogliera: qui, dopo l’ampio parcheggio utilizzato dai purtroppo numerosi turisti, il panorama è indescrivibile. Sulla punta più a nord, davanti al mitico globo in ferro simbolo del luogo, guardiamo il mare glaciale che, scuro, circonda l’intero promontorio.

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Riccardo Allegro