Un affascinante viaggio a piedi tra fede e storia: 520 km e 30 tappe da Livorno a Brescia ripercorrendo la via dei Longobardi

Violetta Silvestri  | 22 Lug 2026
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Dal mare ai monti, attraversando tre regioni: il Cammino di Santa Giulia è un itinerario unico e imperdibile per i camminatori allenati e appassionati. Si tratta di un vero e proprio pellegrinaggio con partenza Livorno e arrivo a Brescia. Il filo conduttore dei 520 km è il simbolico viaggio delle reliquie di Santa Giulia, traslate in epoca longobarda dalla Toscana fino al monastero di Brescia. Grazie allo studio di fonti storiche e alla conoscenza delle antiche chiese e pievi dedicate alla santa è stato possibile ricostruire questo meraviglioso tragitto.

Ciò che rende davvero speciale e unico il cammino è la sua capacità di unire in una sola esperienza tre aspetti: storico, perché rievoca un importante episodio dell’età longobarda; spirituale con le tappe dedicate alle chiese importanti per la vista della santa; naturalistico, con il litorale toscano, le colline lucchesi, l’Appennino, la pianura padana e le campagne lombarde a fare da sfondo.

Per percorrere l’intero Cammino di Santa Giulia occorre circa un mese. L’itinerario, comunque, è ben attrezzato e dispone di segnaletica in molti tratti, tracce GPX scaricabili, strutture convenzionate lungo il percorso dove poter dormire.

Trekking Cammino di Santa Giulia

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Livoroìno
  • Punto di arrivo: Brescia
  • Lunghezza: circa 520
  • Durata: 30-31 tappe, circa 30 giorni

Sono 31, nello specifico, le tappe indicate dal sito ufficiale del cammino. Nel dettaglio, questo l’elenco completo:

  1. Livorno → Eremo Sambuca → Valle Benedetta;
  2. Valle Benedetta → Parrana San Martino → Loc. le Badie;
  3. Loc. le Badie Collesavetti → Caprona;
  4. Caprona → Vicopisano;
  5. Vicopisano → Buti;
  6. Buti → Lucca;
  7. Lucca → Altopiano delle Pizzorne;
  8. Altopiano delle Pizzorne → Bagni Caldi di Lucca;
  9. Bagni Caldi → Rifugio La Caserma Gigi Casentini;
  10. Rifugio La Caserma → Lago Santo Modenese → San Pellegrino in Alpe;
  11. San Pellegrino in Alpe → Frassinoro;
  12. Frassinoro → Locanda La Cialamina;
  13. Locanda La Cialamina → Monchio;
  14. Monchio → Varana;
  15. Varana → Montebaranzone → Case Martino;
  16. Fiorano Modenese → Oasi del Colombarone → Rubiera;
  17. Formigine → Oasi del Colombarone;
  18. Campogalliano → Migliarina di Carpi;
  19. Migliarina di Carpi → Novellara;
  20. Novellara → Guastalla;
  21. Guastalla → Cicognara di Viadana;
  22. Cicognara di Viadana → Casalmaggiore → Sabbioneta;
  23. Sabbioneta → Cividale Mantovano → Rivarolo Mantovano;
  24. Rivarolo Mantovano → Canneto sull’Oglio;
  25. Canneto sull’Oglio → Isola Dovarese → Monticelli Ripa d’Oglio;
  26. Villarocca → Ostiano → Seniga → Alfiano Nuovo (Il Colombarotto);
  27. Alfiano Nuovo → San Gervasio Bresciano;
  28. San Gervasio Bresciano → Leno;
  29. Leno → Capriano del Colle;
  30. Capriano del Colle → Brescia (Museo di Santa Giulia);
  31. Brescia, dal Museo di Santa Giulia alla Chiesa delle Reliquie

Questa versione è lunga circa 557 km ed è stata aggiornata nel 2025-2026. Il percorso propone diverse varianti (ad esempio sui Monti Pisani, nelle Pizzorne, nella pianura bresciana e una bretella urbana a Brescia) che consentono di adattare il cammino alle proprie esigenze.

A spasso nella storia dei Longobardi: cosa svela il Cammino di Santa Giulia

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Il Cammino di Santa Giulia è strettamente legato ai Longobardi perché rievoca uno degli eventi più importanti della storia del loro regno in Italia: il trasferimento delle reliquie di Santa Giulia di Corsica a Brescia e la fondazione del grande monastero reale che ne custodì il culto.

Nel 753 d.C., il re longobardo Desiderio e sua moglie Ansa fondarono a Brescia il Monastero di San Salvatore, destinato a diventare uno dei più importanti centri religiosi e politici del Regno longobardo. Il monastero era un’abbazia reale: godeva di privilegi, possedeva vaste terre ed era direttamente collegato alla famiglia regnante. Intorno al 762 d.C., Desiderio e Ansa fecero trasferire le reliquie di Santa Giulia, martire cristiana venerata fin dall’antichità fino al monastero bresciano. Da quel momento nacquero numerose chiese, pievi e oratori dedicati a Santa Giulia lungo i territori del regno.

Da precisare che il Cammino di Santa Giulia non ripercorre una strada medievale documentata in ogni suo tratto. Tuttavia, lungo l’itinerario si trovano i luoghi in cui il culto della santa è attestato fin dall’Alto Medioevo; le antiche proprietà del monastero di Santa Giulia; le pievi e le chiese fondate o favorite dai Longobardi; il probabile percorso della traslazione delle reliquie.

Tra le tappe più importanti per valenza storica si segnalano Torre di Cenaia, in provincia di Pisa, con la lapide settecentesca di Santa Giulia, che ricorda un miracolo attribuito alla santa e conserva la memoria del culto sviluppatosi in Toscana; Pieve di Santa Giulia a Caprona, documentata già nel 1096, con caratteristiche architettoniche propabilmente legate a un’origine tra il IX e il X secolo, in piena epoca longobarda; Buti, sui Monti Pisani, con la Cappella di Santa Giulia, immersa nel bosco vicino al Monte Sant’Agata; la Chiesa di Santa Giulia, fondata entro la metà del VII secolo, a Lucca; la Pieve di Santa Giulia a Monchio, che conserva la memoria del culto nell’Appennino modenese.

Non solo spiritualità e storia: il fascino della natura

Il Cammino di Santa Giulia attraversa ambienti molto diversi: dalla costa tirrenica alle colline toscane, dai boschi dell’Appennino alla pianura del Po. Godersi la natura in tutte queste vesti differenti e meravigliose è, quindi, un aspetto chiave del percorso. Attraversando tre regioni, Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, è facile imbattersi in paesaggi sempre nuovi ee suggestivi: dalla macchia mediterranea alle montagne dell’Appennino, fino alle campagne della Pianura Padana.

Le colline livornesi, i Monti Pisani, il Parco fluviale del Serchio, lAltopiano delle Pizzorne, il lago Santo Modenese, i prati montani, i pascoli d’altura, i boschi di leccio, castagno, quercia e faggio sono soltanto alcune delle scenografie naturalistiche che accompagnano il camminatore.

 

Violetta Silvestri
Violetta Silvestri

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.

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