
Un percorso da non perdere per chi desidera conoscere uno degli angoli più incantevoli del Veneto: questo è l’anello di Campogrosso, un itinerario di media difficoltà che stupisce per il suo mix di bellezza, adrenalina, testimonianze storiche. Siamo tra le le Piccole Dolomiti vicentine, capaci di creare una scenografia naturalistica imponente e straordinaria.
Mentre si cammina si costeggiano le pareti verticali e le guglie del Sengio Alto e del Monte Baffelan. Queste sculture di roccia calcarea sorgono all’improvviso sopra pascoli verdi e fitti boschi di faggio, regalando la sensazione di trovarsi di fronte a colossi alpini, pur muovendosi a quote collinari e montane dolci.
La passeggiata, inoltre, si trasforma in avventura quando ci si ritrova sopra il ponte tibetano. Superare a piedi il profondo canalone franoso camminando sulle funi d’acciaio è un’esperienza memorabile che arricchisce il cammino.
L’itinerario inizia in un comodo parcheggio sotto Campogrosso, dove poter lasciare la propria auto. Ci si incammina, quindi, verso il rifugio circondati da massicce montagne, prati boschi dai colori autunnali in questo periodo. Superato il rifugio Campogrosso, si continua a salire verso Pian delle Fugazze. Prima si attraversa un bosco, camminando su un suggestivo tappeto di foglie e poi si prosegue godendo di una vista incredibile. Fuori dal bosco, infatti si torna a beneficiare dell’incantevole panorama sulle vette del Sengio Alto e a passeggiare sui prati.
A metà strada circa, si giunge a Pian delle Fugazze. Qui l’altitudine è scesa rispetto alla partenza e ci si ritrova a poco più di 1160 metri. Si torna a salire e tra boschi e pascoli si incrocia una malga. Il percorso sta per giungere a una delle tappe di maggiore interesse. Il ponte tibetano Avis, infatti, appare dopo qualche chilometro. Lungo 105 metri e sospeso a circa 35 metri d’altezza sopra una profonda gola franosa, balla leggermente mentre lo si attraversa. L’esperienza è emozionante, ma completamente sicura e accessibile anche ai bambini.
Non resta che proseguire per tornare al punto di partenza.
Il percorso consente di fare un tuffo nella storia, oltre che immergersi nella natura più autentica. Proprio sull’itinerario e facendo una facile deviazione da Pian delle Fugazze, infatti, si trova l’Ossario del Pasubio. Si tratta di uno dei più importanti monumenti d’Italia in onore dei caduti nella Grande Guerra. Il sacrario è un’imponente torre monumentale in pietra alta 35 metri.
Inoltre, camminando sulla Strada del Re (una via d’arroccamento scavata nella roccia) e lungo l’Anello Storico che si aprono in quelle zone ci si ritrova letteralmente immersi nella storia con gallerie di mina e trincee recuperate.
L’autunno è sicuramente uno dei periodi consigliati per questo percorso. Lo splendido spettacolo del foliage nei boschi di faggio sottostanti rendono il paesaggio meraviglioso. Tuttavia, le temperature scendono rapidamente e occorre verificare se il ponte tibetano è ancora praticabile.
Da sapere, inoltre, che per chi ha problemi di mobilità o desidera pranzare, il Rifugio Campogrosso è raggiungibile direttamente in auto salendo dal versante vicentino.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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