Tra le foreste della Val Brembana si nasconde il magico trekking ai laghi gemelli! Ecco come si percorre

Giordano Di Fazio  | 16 Giu 2024
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Il trekking verso i laghi Gemelli, in Val Brembana, è un itinerario sicuramente impegnativo ma che sa regalare momenti unici e panorami mozzafiato.

L’escursione si presta perfettamente per essere suddivisa in un weekend, con pernottamento di una notte al Rifugio Laghi Gemelli, situato a ridosso della omonima diga. Con le giuste condizioni metereologiche sarà possibile godere di una notte stellata indimenticabile, circondati dalle vette del Pizzo Farno, Pizzo delle Orobie e Pizzo del Becco, in un’area caratterizzata della presenza di diversi laghi che contribuiscono a donarle un aspetto unico.

Le vie per raggiungere il rifugio sono diverse e comprendono il “sentiero del partigiano”, con partenza da Branzi e che raggiunge la meta dal versante occidentale, e il sentiero 215, dal versante sud e che permette di raggiungere il rifugio in circa due ore. Il sentiero che parte dal lago di Carona, invece, un po’ più lungo degli altri due, è perfetto per programmare un finesettimana in Val Brembana; ecco qualche indicazione per pianificare al meglio questa escursione.

  • Punto di partenza: Carona (BG) (1137 mt)
  • Punto d’arrivo: Carona (BG) (1137 mt)
  • Lunghezza: 11,5 km
  • Dislivello di salita: 890 mt
  • Tempo di percorrenza: 6 h circa
  • Difficoltà: Difficile – EE (Escursionisti esperti)
  • Periodo dell’anno: da primavera inoltrata agli inizi di autunno

Raggiungere Carona

Situato nel cuore del Parco regionale delle Orobie Bergamasche, Carona è il punto di partenza ideale per salire alla volta del Rifugio Laghi Gemelli. Il paese è facilmente raggiungibile da Bergamo, da dove dista poco più di 50 km. Sarà necessario prendere la strada statale 470 in direzione nord e percorrerla sino a Branzi. Da lì si distacca la strada provinciale 2 che conduce sino a Carona. Il piccolo borgo, la cui nascita risale a prima dell’anno 1000, è veramente grazioso e offre diverse possibilità per pernottare prima di affrontare l’itinerario. Una serata di assoluto relax, con passeggiata nel centro storico, finemente curato, e sulle rive dell’omonimo lago saranno il giusto preludio all’escursione in programma.

Primo giorno: sino al lago Marcio

L’attacco del percorso è a ridosso del centro abitato, sul lato meridionale del lungolago, nei pressi di un bar e di un comodo parcheggio ove all’occorrenza è possibile lasciare l’auto. Il sentiero inizia subito a risalire il versante settentrionale della montagna, addentrandosi in un bosco di alberi ad alto fusto; alcuni cartelli artigianali in legno indicano la meta. Il fondo è ciottolato per facilitare la salita e, in certi passaggi, sono stati anche realizzati dei gradini. La pendenza si fa subito severa, costringendo a un passo lento per non esaurire subito le forze; la lentezza permette però di godere appieno del fresco del bosco, soprattutto se si affronta l’itinerario nei mesi più caldi. Una lunga serie di tornanti aiuta a smorzare la pendenza, che comunque resta impegnativa ma assolutamente fattibile. Dopo circa due ore di cammino, quando alcune strutture dell’ENEL indicano che ci si sta avvicinando al lago Marcio, il percorso inizia a spianare. La vegetazione inizia a farsi più diradata, ma un pausa sulle rive del laghetto è d’obbligo

Si continua verso il Rifugio Laghi Gemelli

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L’itinerario costeggia per un tratto il lago Marcio per poi proseguire in direzione del lago Piano Casere; all’altezza del coronamento della piccola diga del lago Marcio gli specchi d’acqua, collegati fra loro da un breve canale, sono vicinissimi, creando uno scenario davvero suggestivo. Raggiunta la punta più meridionale del Piano Casere, che regala un ultimo scorcio sull’acqua, il sentiero prosegue in un canalone dove distese di paleo hanno preso il posto degli abeti ormai relegati a sporadiche comparse; attraverso questo scenario alpino, in circa mezz’ora si potrà raggiungere il Rifugio a quota 1952 metri. La struttura imponente che si staglia contro il cielo azzurro potrà sembrare quasi un miraggio; è invece il giusto premio dopo la fatica. Una doccia, un’ottima cena è quello che ci vuole prima di passare la notte con gli occhi puntati verso il cielo ad ammirare le stelle più luminose che abbiate mai visto.

Secondo giorno: si torna a valle

La sveglia all’alba è decisamente consigliata per godere dello spettacolo del levar del sole. Abbondante colazione e si riprende il cammino per tornare a valle. La fitta rete sentieristica permette di strutturare diversi tipi di percorso, compreso un rientro sulle orme della salita. Ma per apprezzare al meglio le peculiarità di questo luogo affascinante è consigliabile proseguire oltre il Rifugio e passare sul coronamento della diga dei Laghi Gemelli; la vista sullo specchio d’acqua è imperdibile. Attraverso una vegetazione d’alta quota, in circa un’ora di cammino in leggera discesa, si raggiunge il lago Becco, altro invaso della zona. Una volta costeggiato il suo lato sud-occidentale, il sentiero si ricongiunge con quello percorso all’andata che si addentra nel bosco di abeti, riconducendo sino al punto di partenza.

Istruzioni per l’uso

L’escursione è impegnativa e richiede già un certo tipo di allenamento. La lunga salita nel bosco, eccezion fatta per la severa pendenza, è piuttosto godibile nei mesi più caldi; nelle stagioni intermedie, primavera e autunno, è invece bene prestare attenzione perché le rocce che compongono il fondo del sentiero possono essere umide, oltre al rischio di trovare qualche accumulo di neve tardiva (o precoce). È anche fattibile in un giorno solo, ma dividerla pernottando al Rifugio è decisamente consigliato; oltre a distribuire la fatica, sarà possibile sfruttare la lunga pausa in quota per esplorare un po’ la zona, che offre scorci e panorami meravigliosi. Ovviamente è obbligatorio prenotare presso la struttura con un certo anticipo, soprattutto qualora voleste salire nei tipici periodi di vacanza, e tenete a mente che si tratta di un rifugio e non di un hotel: il lusso e l’agio lasciano il passo a soluzioni pratiche, come camere e bagni in comune, ma comunque non meno accoglienti.

Attrezzatura e abbigliamento

Scarponi da trekking, se possibile un modello robusto e con suola adeguata ai fondi rocciosi. Zaino con l’occorrente standard per ogni escursione (scorta d’acqua, snack, piccolo kit di pronto soccorso, ecc), compresi indumenti di ricambio e sacco-lenzuola, obbligatorio per il pernottamento ma, eventualmente, acquistabile anche al rifugio. Sarà necessaria anche una torcia qualora voleste spostarvi di notte nei dintorni della struttura (è ovviamente sconsigliato allontanarsi troppo onde evitare spiacevoli inconvenienti). I bastoncini possono tornare utili quindi è bene trovargli uno spazio fra l’attrezzatura.

I Laghi Gemelli: tra storia e leggenda

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Sino alla costruzione della diga, i Laghi Gemelli erano due piccoli laghetti naturali che quasi sembravano specchiarsi l’uno nell’altro; dopo la costruzione dello sbarramento è diventato un unico specchio d’acqua che ha, però, mantenuto il nome originario. La conformazione originale dell’area è ancora apprezzabile nei momenti di abbassamento del livello delle acque per manutenzione. Un’antica leggenda, dal sapore decisamente shakespeariano, racconta di due giovani innamorati di Branzi e della Val Taleggio che, osteggiati dal padre della ragazza, decisero di fuggire verso le montagne per vivere liberamente il loro amore ma, colti dall’oscurità, precipitarono in un precipizio, formando due laghi identici. C’è chi sostiene che la costruzione delle diga, risalente al 1932, e la conseguente formazione dell’unico lago sia il giusto coronamento dell’amore dei due sfortunati.

Giordano Di Fazio
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