
Cosa c’è di meglio di una bella sfida? Dei gradini che ci portano sino in cima, abbandonando la terra per salire al cielo, assaporando un respiro di infinito. Ecco che la Scalinata dei Larici Monumentali in Val di Rabbi, in Trentino, all’interno del fenomenale Parco Nazionale dello Stelvio, ci pone di fronte a ben 700 scalini. Una sfida non da poco, ma una volta giunti all’ultimo saremo di fronte a uno spettacolo che ripagherà l’impegno: eccoci davanti a un tempio di larici che, mossi dalla voce del vento, ci raccontano una storia che affonda le sue radici nei secoli passati.

La nostra favola inizia dal parcheggio Còler. La Scalinata dei Larici Monumentali ci sta solo aspettando. Lasciamo l’auto e la negatività alle nostre spalle e iniziamo questa straordinaria avventura. Seguiamo la strada sulla destra (sentiero CAI-SAT n. 106) e giungiamo a Malga Stablasolo. A questo punto, non faremo altro che proseguire per un tratto abbastanza breve sino a dover fare una scelta: possiamo continuare a seguire il sentiero CAI-SAT n. 106 sino alla Malga Prà di Saènt oppure imboccare il sentiero che ci conduce alle Cascate di Saènt. In tal caso, ci ricollegheremo successivamente al percorso.
Qualunque scelta decideremo di fare, raggiungeremo Malga Prà di Saènt per andare incontro ai larici secolari, lasciandoci la scalinata alle spalle. Siamo pronti a sognare a occhi aperti!
La Scalinata dei Larici Monumentali ci porta a conoscere ben 23 giganti verdi, buoni, secolari, saggi, con mille e più storie da raccontare. Stiamo parlando di quei larici che abbiamo aspettato di vedere. Gli alberi, così caratteristici da sembrare quasi creature in carne e ossa, hanno superato sfide molto dure, ma hanno resistito con onore. Questi larici, infatti, sono cresciuti sui terreni più irti e meno adatti a ospitare una forma di vita come una pianta.
Eppure sono resilienti e possiamo trarne un grande esempio. Ecco che la Scalinata dei Larici Monumentali ci ha portati a vivere un’esperienza che ci lascia senza fiato.
Ventitré larici che hanno visto molto di più di quanto possiamo immaginare, ventitré alberi vivi, ventitré giganti buoni pronti a sussurrare nelle nostre orecchie tramite il vento. È un’esperienza unica per chi la sa cogliere, quasi sacrale per chi la sa veramente apprezzare. Per immortalare la bellezza di un luogo unico al mondo, consigliamo di portare una fotocamera.
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Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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