Sentiero Matilde di Canossa, sulle strade della Contessa

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Sentiero Matilde di Canossa, il castello della Duchessa

La storia di Matilde di Canossa, alla quale è dedicato questo sentiero dell’Emilia-Romagna, ci accompagna indietro nel tempo di nove secoli.

Una donna del potere temporale, che però si mise a disposizione dell’autorità ecclesiastica in virtù della sua grande fede. Una storia che è stata tramandata nei secoli: ancora oggi, l’espressione andare a Canossa è una delle più usate.

Un terreno, quello del Sentiero Matilde di Canossa, decisamente rigoglioso ed eterogeneo, dove si alternano paesaggi perfetti per l’escursionismo.

Siamo sull’Appennino Tosco-Emiliano, a metà strada tra Nord e Centro Italia, e l’itinerario che ci aspetta ci porterà da Ciano d’Enza nel reggiano fino a San Pellegrino (Modena).

Tutto quello che c’è da sapere sul Sentiero Matilde di Canossa

Una storia di fede

Matilde di Canossa è uno dei personaggi femminili di maggior interesse della storia italiana. Vissuta tra il 1046 e il 1115, governò su un’area vasta che, alla sua massima estensione, riunì Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana ma spingendosi fino a Tarquinia, quasi alle porte di Roma.

Fu Contessa di Mantova, Margravia di Toscana, Duchessa di Spoleto e, dal 1110 al 1115, Viceregina d’Italia. A lei si deve l’episodio dell’Umiliazione di Canossa. Risale al 1077, quando Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero, dovette attendere per tre giorni e tre notti davanti al Castello di Canossa per essere ricevuto da Papa Gregorio VII.

La difesa del papato, la grande fede e la tutela del territorio del Nord Italia fecero di Matilde di Canossa una sovrana rispettata e benvoluta durante tutta la sua, ai quei tempi lunga, vita.

I lasciti di Matilde

Lungo il cammino che porta il suo nome, Matilde di Canossa ha lasciato testimonianze formidabili di un regno e una vita che hanno segnato il Medioevo italiano.

A Bianello si trova l’antico castello nel quale, nel 1111, Enrico V (figlio di Enrico IV, morto nel 1106) la incoronò Vicaria Imperiale, facendone una sorta di controllore dell’impero germanico in Italia.

Rotonda San Lorenzo, Mantova
La Rotonda di San Lorenzo in Piazza delle Erbe a Mantova

Mantova ospita la Rotonda di San Lorenzo, imponente edificio religioso del centro città a pianta circolare. Reggiolo, dove Matilde morì nel 1115 (Bondeno di Roncore), fu acquistata dalla madre Beatrice nel corso dell’XI secolo.

La duchessa è sepolta dal 1644 a Roma, nella Basilica di San Pietro: è una delle sole quattro donne ad aver trovato sepoltura nella basilica vaticana.

Trekking sul Sentiero Matilde di Canossa

Mappa

Percorso

L’itinerario del Sentiero Matilde di Canossa si snoda tra le province di Reggio Emilia e Modena, in Emilia-Romagna. Complessivamente l’itinerario è lungo 80 chilometri, e può essere suddiviso da cinque a otto tappe.

  • Durata consigliata: 3-5 giorni (complessivamente 30 ore)
  • Periodo migliore: tarda primavera – estate
  • Consigliato per: escursionisti già allenati, amanti della storia e della natura

La suddivisione delle tappe, secondo il sentiero Camministorici.it è la seguente:

  • 1° tappa: Ciano d’Enza – Rossena – Canossa – Casina
  • 2° tappa: Casina – Marola – Carpineti
  • 3° tappa: Carpineti – Pieve di Toano
  • 4° tappa: Pieve di Toano – Cadignano – San Pellegrino

Il percorso del Sentiero Matilde di Canossa ripercorre, in una natura spesso facilmente accessibile e con pochi tratti “da esperti” le strade della Contessa di Mantova. La prima tappa è prevalentemente caratterizzata da aspetti naturali, soprattutto quei calanchi che sono molto frequenti nella bassa Emilia-Romagna. Canossa è oggi il comune nel quale si trova proprio la frazione di Ciano d’Enza: è qui che possiamo visitare l’antico castello, su una rupe che domina la zona circostante.

La seconda tappa è quella di Marola e Carpineti, con la prima frazione del secondo. L’antica Abbazia di Marola, costruita intorno all’XI secolo, si deve proprio alla volontà di Matilde di Canossa. Splendide le forme romaniche dell’edificio, restaurato negli anni Cinquanta con l’obiettivo di recuperare le architetture originali.

Pieve di Toano
L’antica Pieve di Toano, non lontano dal Castello di Carpineti

Nella terza tappa Carpineti rimane protagonista con il suo antico Castello, dal quale si può deviare verso il sentiero Spallanzani. Coincide, questa parte del Sentiero Matilde di Canossa, con l’attraversamento del fiume Secchia e l’arrivo a Pieve di Toano. La vicina Fora è una località naturalistica pregevole, dove dominano i calanchi, conformazioni rocciose imponenti e brulle.

Quarta e ultima tappa che parte alla volta di Cadignano, toccando interessanti punti d’autore, come la Torre dell’Amorotto (Villa Minozzo) o il Passo delle Forbici, in Val d’Asta. Proprio attraverso il passo si arriva a San Pellegrino, punto finale del percorso.

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Stefano Meconi