Trekking nel Parco del Treja, la natura dell’Alto Lazio

Parco del Treja
Parco del Treja

Il Parco del Treja è la meta da consigliare per un’escursione poco fuori dalla Capitale a cavallo tra la provincia di Roma e in quella di Viterbo. Un percorso segnato dal Fiume Treja che scava i boschi più selvaggi della regione Lazio, per un trek tour fatto non solo di bellezze naturali e paesaggistiche ma anche ricco di storia.

Attraverseremo un’area protetta nel 1982, che ricade tra i Comuni di Mazzano Romano e Calcata, in un territorio fortemente caratterizzato dal paesaggio delle forre, pareti verticali scavate nelle rocce vulcaniche dalle acque del fiume interrotte qua e là da suggestive cascate, come quelle di Monte Gelato.

Un percorso, quello attraverso il Treja, che riserva continuamente grandi sorprese. Nel cuore del Parco, infatti, si conserva un’importante area archeologica: necropoli, resti di tombe e di un monumento adibito probabilmente al culto della fertilità femminile, delle vie di comunicazione, dei cunicoli costruiti a scopo idraulico e di fortificazioni.

Insomma se cercate un itinerario che non sia solo natura, tra scorci mozzafiato ma che vi stupisca passo dopo passo, che sia suggestivo e denso di significati ambientali e storici un piccolo tour nel parco del Treja è quello che state cercando.

Scopriamo insieme l’itinerario che GoodTrekking ha selezionato per voi, partendo dal paese di Mazzano per arrivare al borgo medievale di Calcata nel viterbese.

Informazioni utili

Lunghezza 14,5 km
Durata 3 ore circa
Principali punti attraversati Cascate di Monte Gelato – Mola Medievale – Vecchia Fornace
Livello di difficoltà Medio
Dislivello 110 metri
Tipologia di itinerario Trekking
Partenza e arrivo Mazzano Romano – Calcata

Parco del Treja: sul sentiero da Mazzano a Calcata

Trekking nel Parco del Treja – cascate di Monte Gelato

Molti e vari sono gli itinerari che il Parco del Treja offre agli escursionisti per poter visitare le sue meraviglie. Diversi i sentieri che si inerpicano nei boschi più selvaggi dell’Alto Lazio, ma tutti perlopiù segnalati e tenuti in bune condizioni tanto da consentire anche una visita in autonomia nei boschi senza ricorrere all’ausilio di una guida.

Il tracciato che noi seguiremo, quello che dal paese di Mazzano Romano ci porta a Calcata, segue il corso del fiume Treja, affluente del Tevere. Si parte da Mazzano dove si trova l’Ufficio del Parco e dove è possibile chiedere tutte le informazioni sul percorso, prendere e portare con sé depliant illustrativi e l’intera carta del Parco sulla quale sono tracciati tutti i sentieri da percorrere.

Il percorso richiede circa tre ore, la passeggiata più lunga che si possa compiere nell’area protetta. È un itinerario tra i più completi, tocca i punti più belli ed interessanti di tutta l’area e non è difficilissimo ma per il quale bisogna prestare attenzione. Noi lo abbiamo definito di medie difficoltà, se siete abituati a camminare non avrete certo problemi. Mi raccomando però sempre calzature e abbigliamento adeguati!

Ci addentreremo tra quei boschi che per Etruschi e Falisci erano sacri e ancora oggi il Parco sembra conservare questo alone di sacralità. Prima di spingersi nel cuore dei boschi secolari vi consigliamo di fare una piccola sosta per visitare, su appuntamento, la mola medievale, un antico mulino che sfruttava la forza della corrente del fiume, rimasta in attività fino a metà del secolo scorso.

Dopo la visita si inizia a costeggiare il corso del fiume, precisamente sulla riva sinistra. Il percorso si snoda tra i boschi e poi si attraversano risorgive e rivoletti d’acqua. Una zona molto suggestiva, tra profumi ed odori di una natura selvaggia ed incontaminata. Occhio però alle zone più fangose. Camminando ci avviciniamo a Monte Gelato e alla sue cascate con costoni di roccia di tufo: un piccolo paradiso terrestre nascosto e protetto tra i boschi, come non fermarsi per scattare qualche foto.

Lungo il fiume, andando avanti si trova una vecchia fornace dove ancora tutt’oggi si cuociono mattoni e tegole a legna, conservando l’antica tradizione praticata nella zona almeno dal Cinquecento.

Continuando sempre lungo il sentiero, all’ombra di pioppi e salici, attraversiamo un piccolo ponte di legno e avremo davanti a noi la rupe di Calcata, che è possibile raggiungere, con una ripida salita.

Commenti

Avatar

Francesca Bloise