Orrido della Val Taleggio, trekking in Lombardia

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Orrido della Val Taleggio - Trekking in Lombardia

Mai un “orrido” è stato così pieno di incanto! Un gioco di parole per dire che l’Orrido della Val Taleggio ha un grande fascino.

Orrido, prima di tutto, è un termine con cui in geologia si intende una gola profonda generata da un corso d’acqua, incassata tra pareti scoscese. Ed è esattamente così questa formazione che si raggiunge attraverso la strada provinciale 25 che da San Giovanni Bianco porta a Sottochiesa di Val Taleggio. Un piccolo stop, prima di intraprendere questa via ricavata nella roccia.

Abbiamo accennato, siamo in Val Taleggio, una valle sui mille metri di altitudine che si trova in Lombardia. Come dice il suo nome, qui in un territorio che è stato definito la “piccola Svizzera Bergamasca”, in un gran verde con formazioni rocciose calcareo-dolomitiche particolari, si produce il formaggio omonimo (da assaggiare anche le trote pescate nelle acque dei freschissimi e purissimi torrenti).

Questa è dunque zona di pascoli dolci che si sposano con rocce aspre e ripide ed è qui che si possono ammirare qua e là le caratteristiche costruzioni equipaggiate con un tetto dai ripidi spioventi ricoperti di “piode”, pietre sovrapposte a gradini.

La Val Taleggio è sempre stata una valle isolata, visto che fino all’inizio del ‘900 ci si arrivava solo attraverso i valichi poco battuti della Forcella di Bura, per chi veniva da Bergamo attraverso la Valle Brembilla, del Culmine di San Pietro dalla Valsassina e dal Passo di Baciamorti dall’alta Val Brembana.

Informazioni utili

  • Lunghezza: 3 chilometri
  • Durata: 1,5 ore
  • Principali punti attraversati: Roncaglia-Sottochiesa
  • Livello di difficoltà: facile
  • Dislivello: 100 metri circa
  • Tipologia di itinerario: Trekking-Bici
  • Partenza e arrivo: Roncaglia-Sottochiesa

SP25, la strada dell’Orrido della Val Taleggio

Oggi c’è questa spettacolare SP25 (costruita tra il 1902 e il 1910) che attraversa il suggestivo e orrido scavato dal torrente Enna tra il Monte Cancervo (1835 metri di altezza) e il Monte Sornadello, 1580 metri.

La strada si può percorrere anche in auto ma è soprattutto a piedi e a bordo di una bici che si “entra” nel paesaggio ancora selvaggio (come madre natura lo ha fatto insomma, a parte appunto la carreggiata), nelle rocce che avvolgono tutto e tutti.

In ogni stagione è forte la sensazione di far parte di questo insieme che spaventa eppure fa innamorare.

Si vive in pieno la forza e la bellezza della natura, tra le pareti a strapiombo, il rumoreggiare dell’acqua dell’Enna e tante cascate e cascatelle che con il freddo si ghiacciano e rendono la visione ancora più d’effetto.

Un’escursione lungo l’Orrido della Val Taleggio

L’Orrido di Val Taleggio è conosciuto anche come Orrido dei Serrati o Orrido di San Giovanni Bianco:  l’Enna impetuoso ha modellato questa gola per una lunghezza di circa 3 chilometri.

Curve e ponti lo caratterizzano e lo scavalcano e ogni tanto lungo il percorso ci sono piccole centrali elettriche, da dove in casi di emergenza arriva l’elettricità in Valsassina e in Valbrembana.

L’itinerario ha inizio dopo aver superato Roncaglia, frazione di San Giovanni Bianco e prosegue appunto per circa tre chilometri in mezzo alle rocce. Quanto tempo ci si mette per raggiungere la fine del percorso a Sottochiesa, frazione di Taleggio? Indicativamente un’ora e mezza, sempre che non decidiate di fermarvi di più ad ammirare il panorama.

Alla partenza, ad esempio, si può curiosare a San Giovanni Bianco, circa 440 metri di altezza, strette strade, lunghi porticati, antichi ponti romanici e vecchie case con una bella chiesa neoclassica le cui origini sono medioevali, con una corona di monti che lasciano intravedere qua e là stratificazioni di bianco calcare che hanno determinato il nome del paese.

In una delle sue frazioni, Oneta, da vedere la “casa di Arlecchino”, abitazione del Ganassa, alias Alberto Naselli, uno dei più famosi interpreti della spiritosa maschera bergamasca.

Da sostare pure nel comune di Taleggio, circa 560 metri, dalla soleggiata posizione alpina che un po’ contrasta con la “dinamicità” delle rocce dell’Orrido.

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