Non serve arrivare in Trentino per ammirare dei laghi di montagna: ecco il meraviglioso percorso intorno ai laghi della Sila

Adriano Bocci  | 27 Giu 2024
Parco Nazionale della Sila - Lago Cecita

Chi ha detto che si deve arrivare fino in Trentino per vedere dei laghi meravigliosi? Troppo effort, troppo dispendio economico, e probabilmente di tempo: il tempo, come tutto, è una risorsa limitata. Va bene anche la Calabria per dei laghi di montagna. Dove? Ai laghi della Sila, naturalmente, in un Parco Nazionale di tutto punto.

Siamo nel cuore del Parco Nazionale della Sila, che è pieno d’acqua grazie alle proprie caratteristiche geologiche. Il territorio, in quella zona, è fatto principalmente da un sottostrato di granito poco impermeabile, il che favorisce lo scorrimento superficiale dell’acqua piovana. Si creano tanti corsi che finiscono in 4 fiumi che creano vari laghi: ecco 95 km da suddividere come volete.

Trekking ai laghi della Sila: si parte dal Lago Ampollino

Parco Nazionale della Sila - Lago Ampollino
Il Lago Ampollino del Parco Nazionale della Sila

Stavolta faremo una delle famose Strade del Benessere della zona, con 95 km di percorso, che comincia dal Lago Ampollino a 1280 m s.l.m. in mezzo ai boschi, fra i tre laghi artificiali più grandi. Nasce fra il 1916 e il 1927 grazie a una grossa diga di sbarramento ed è diventato velocemente uno dei luoghi preferiti da chi visita la zona, fra i boschi e le vette maestose del Montenero sopra e del Gariglione sotto. Nella parte meridionale troviamo il Villaggio Palumbo e Trepidò, due frazioni di Cotronei, quasi nascoste tra i pini.

L’acqua è la parte migliore di questi laghi, e dell’Ampollino in primis. A Trepidò c’è appunto il Museo dell’Acqua e dell’Energia dove ci sono apparecchi speciali per esplorare a livello multimediale i paesi che stanno nel parco stesso, mentre il Villaggio Palumbo è ben più conosciuto per lo sport sui pendii del Gariglione, fra piste e impianti da sci anche in estate. Oltretutto partono diversi sentieri come quello della Fiumarella; il lago si può girare in mtb agilmente. Prendiamo la SP210 e continuiamo per i Laghi della Sila.

Si continua con il Lago Arvo per chi ama l’aria aperta

Parco Nazionale della Sila - Lago Arvo
Parco Nazionale della Sila – Lago Arvo

Si tira dritto verso il Lago Arvo e becchiamo la piccola frazione di Lorica, in mezzo a due montagne: il Botte Donato e il Montenero, le due più alte. Quella che nasce come centro agricolo ed ha una storia paleolitica è diventata una gemmina turistica da non poco conto. Arrivati al Lago Arvo, che prende forma tra il ‘27 e il ‘31 con la diga, ci troviamo di fronte a una pletora di cose da fare all’aria aperta: windsurf, kayak, bici d’acqua, canoe e c’è anche un battello turistico. Oltretutto è pieno di escursioni di mtb con tantissimo cicloturismo, facendosi tutto il perimetro del lago, ma si può fare anche a cavallo (il maneggio che se ne occupa si chiama Horses Lorica). Vicino Lorica c’è Cavaliere che porta alla salita con la cabinovia fino al Botte Donato dove si vede semplicemente tutto.

Il Lago di Ariamacina e l’Altare

Parco Nazionale della Sila - Lago di Ariamacina
Parco Nazionale della Sila – Lago di Ariamacina

Si continua verso la Stonehenge della Sila, la Pietra dell’Altare, misterioso come non mai. Prendiamo la SP 211. Per farlo torniamo indietro verso Rovale (una frazione a pochi metri dal Lago Arvo), che abbiamo trovato prima, per poi continuare fra boschi di pini larici e prati smeraldini. Dopo un bel po’ di rettilineo troviamo le indicazioni per la nostra Stonehenge dove si narra che un gruppo di cavalieri, post-crociate, decise di utilizzare una di queste pietre per celebrare una messa per il ringraziamento.

Altri invece affermano che tale rito venne fatto assieme a Carlo Magno: a proposito di Carlo Magno, qui vicino si può fare lo sci nordico con le piste del Centro Fondo di Serra Carlomagno. Tornando sui nostri passi per i Laghi della Sila (SP211) andiamo verso il lago Ariamacina che vive grazie al Neto. Sta sulle falde del Volpintesta ed è abbracciato da foreste di abeti, gli ormai usuali pini larici e faggi.

Il Lago Cecita, dove sembra di stare in Scozia – Laghi della Sila

Parco Nazionale della Sila - Lago Cecita
Parco Nazionale della Sila – Lago Cecita

Continuiamo verso il lago Cecita, quello più grande della Sila, vicino Camigliatello Silano sulla ex statale 107 finché non prendiamo per un pochino la SP207 e poi all’incrocio con la SS177 andiamo a destra e ci troviamo davanti il Cecita. Sembra di stare in Scozia, ma sempre fra i pini larici: qui c’è la chiesetta di San Lorenzo agli inizi del lago. Qui le foto si sprecano. Oltretutto c’è il Centro di Osservazione Naturalistica del Cupone sempre sulle sponde del lago con tanto di orto botanico e parco geologico. Al lago Cecita, comunque, si può fare pesca sportiva e anche qui si può girare il lago in mtb. Salutate martore e scoiattoli neri, se li vedete. Abbiamo quasi finito coi Laghi della Sila.

Longobucco, Cava di Melis e la Via Basiliana

Parco Nazionale della Sila - Longobucco
Longobucco

Dopo il Lago Cecita continuiamo e finiamo il tutto riprendendo la SP217 scendendo a est e passando per le praterie che lasciano scorrere la foresta della Fossiata, fra i boschi più antichi in zona. Ci si può fermare per Cava di Melis, dove c’è il vigneto più alto d’Europa (a 1300 metri, ndr.), ma si scende comunque verso Longobucco dove si vede il fiume Trionto. La città da sogno delle Mille e una notte favorita da Norman Douglas ci farà brevemente da sfondo, finché finalmente poniamo la parola fine a questi meravigliosi quasi-100-km sui Laghi della Sila seguendo il fiume che si butta nell’Adriatico, finendo alle gole nella roccia all’incrocio con la Via Basiliana.

Adriano Bocci
Adriano Bocci


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