Kilimangiaro, in trekking sul “Tetto d’Africa”

Kilimangiaro
Kilimangiaro, il Tetto d'Africa

Un itinerario che sia anche una sfida per gambe e mente? Qualcosa di unico da fare una volta nella vita? Il Kilimangiaro, la vetta più alta del Continente Nero vi aspetta!

Scalare il Kilimangiaro è il sogno di tutti gli escursionisti, di chi ama l’avventura e l’esplorazione, di chi vorrebbe girare il mondo alla ricerca di emozioni e ricordi indelebili. Se vi rivedete in queste “categorie” e avete un briciolo di spirito d’avventura nelle vene siete nel posto giusto: Good Trekking vi propone una guida pratica con tutte le info più importanti e utili che vi permetteranno di affrontare la scalata del Kilimanjaro nel migliore modo possibile per un’esperienza di trekking al top.

Kilimangiaro è per eccellenza la vetta dei sogni, dei miraggi e delle avventure, è nell’immaginario collettivo il simbolo delle cose impossibili ma anche delle splendore assoluto della natura. È una vetta, che con la sua imponenza e maestosità si erge solitaria nel bel mezzo della savana, e nel suo lungo “viaggio” è solcata dalla foreste pluviale, la brughiera ed il classico clima alpino della cima, perennemente imbiancata nonostante la vicinanza con l’Equatore. Sono davvero pochi i posti al mondo dove è possibile immergersi in una natura così variegata in breve tempo attraverso una senti eristica da trekking.

Il tragitto è davvero avventuroso e l’impegno richiesto è tanto perché bisogna camminare per molte ore al giorno, in salita e con forti sbalzi di quota che possono provocare leggeri fastidi ma una volta che sarete arrivati in cima tutti gli sforzi saranno ben presto dimenticati ed essere sul tetto dell’Africa sarà una soddisfazione enorme.

Kilimangiaro : i consigli per il trekking

Kilimangiaro, gli scenari

Iniziamo con il periodo in cui partire: gennaio, febbraio, luglio, agosto e settembre sono sicuramente i mesi ideali per la scalata, anche se è possibile fare trekking durante tutto l’anno con piccoli inconvenienti dal punto di vista meteorologico.

La salita e tutto il trekking sarà affrontato in totale sicurezza. La scalata, infatti, si effettua affidandosi ad uno staff organizzato che vi seguirà durante tutto il sentiero per garantire a tutti gli escursionisti sicurezza ed assistenza nella scalata. Parliamo di personale di lunga esperienza in grado di gestire situazioni diverse, perché conoscono il Kilimangiaro come le loro tasche, scalando la vetta infinite volte: saranno con voi una guida professionista, una vice guida, il cuoco e diversi portatori che si occuperanno di muovere il vostro bagaglio.

Lo staff si occuperà del pernottamento e del cibo, mettendo a disposizione tende e materiale per il campeggio; e cucinando personalmente varie pietanze per tutti gli appuntamenti della giornata, fornendo acqua e utensili vari.

Ma detto ciò, cosa dovete assolutamente portare con voi? Poche cose ma essenziali: sacco a pelo, borraccia, vestiti adatti per i freddo (impermeabile e scarponcini indispensabili), ma anche cappelli e occhiali da sole, torcia elettrica frontale e zainetto con il necessario per affrontare la giornata da portare con voi. Tutto il resto lo lascerete nel borsone che verrà portato e spostato di volta in volta dai portatori.

Kilimangiarogli itinerari

Kilimangiaro, in tenda

Per salire sul Tetto d’Africa sono disponibili ben 7 sentieri diversi: Lemosho, Londorosi, Machame, Marangu, Nalemoru/Rongai, Mweka and Umbwe routes. Noi di GoodTrekking vi proponiamo il sentiero più frequentato perché ritenuto più facile, il Marangu Route e quello, invece, più impegnativo ma che vi riserverà i panorami più belli, il Machame Route, considerato il tragitto più bello in assoluto e il secondo più famoso dopo Marangu.

Il Marangu Route è il tragitto più “trafficato”, battuto ogni anno da un sacco di gente perché rappresenta il sentiero più breve e quindi meno faticoso per raggiungere il Tetto d’Africa. Nello stesso tempo è anche quello più “comodo” perché è l’unico che offre qualche piccolo confort: nei campi punti dove ci si ferma, i cosiddetti rifugi ci sono piccole capanne con letti, materassi, cuscini e punti ristoro.

Il Marangu Route è un sentiero che si percorre solitamente in 6 giorni, attraversando la foresta pluviale, la brughiera ed il deserto alpino seguendo sempre lo stesso percorso sia per la salita che per la discesa; e tappa dopo tappa si arriva a toccare per l’ultima tappa i 5895 metri di altezza. L’ultimo tratto, sia per questo sentiero che per il Machame Route, viene percorso di notte, affrontando la salita finale nel buio prima dell’alba. Il Motivo? Per la spettacolarità della cima all’alba. Le prime ore del giorno sono le più belle, più chiare e più tranquille: non ci sono nuvole e vento ed il panorama è davvero qualcosa di spettacolare.

Il Machame Route, invece, è il sentiero del Kilimangiaro per eccellenza, considerato il più bello in assoluto. Leggermente più lungo e anche più faticoso rispetto al precedente, si percorre in 7 giorni attraversando zone climatiche diverse e paesaggi da togliere il fiato. Sicuramente più impegnativo ma perfetto per l’acclimamento del corpo, si sale e si scende attraverso due sentieri diversi. Se preferite un maggiore benessere del corpo dal punto di vista delle temperature dovrete rinunciare però alla comodità, qui si dorme in tenda, montagne ogni volta dall’equipaggio

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Francesca Bloise