Il Rifugio Scarpa ha diversi aspetti che lo rendono unico. Siamo in Veneto e, per la precisione, nel cuore delle Dolomiti Agordine e al cospetto dell’imponente Monte Agner. Quando si parla di montagna e di escursionismo in Veneto subito il primo pensiero corre a Cortina d’Ampezzo e alla Valle di Cadore. Al tempo stesso spesso vengono quasi ignorate le Dolomiti Agordine, un territorio che comprende ben quattro dei nove sistemi riconosciuti come Patrimonio UNESCO. Qualche nome? Marmolada, Croda da Lago, Pale di San Martino e Pelmo. Se da un lato è un vero peccato che questa zona sia quasi in secondo piano rispetto ad altre località, ecco che c’è anche un positivo rovescio della medaglia: qui il turismo di massa ancora non crea problemi e si possono fare tante meravigliose escursioni in grande tranquillità.
Oggi allora parliamo del Rifugio Scarpa che, cosa particolare, è circondato dal verde. Basta però alzare un poco lo sguardo per ammirare l’affascinante roccia delle vette. Comunque non siamo bassi – 1735 metri d’altitudine – e da qui si gode di una splendida visuale a 360° con vista sulla Moiazza, il gruppo di San Sebastiano, l’Agner e la Croda Granda. Difficile chiedere di meglio. Molto particolare è anche la storia di questo rifugio che ormai ha più di cent’anni. Enrico Scarpa infatti acquistò i terreni e nel 1912 ultimò i lavori di quello che era il suo buen retiro dove poter dipingere e godersi la montagna in tranquillità. Dopo la sua morte, la figlia iniziò a pensarlo come un punto di ristoro per escursionisti e alpinisti, fino al passaggio all’attuale gestione della Sezione Agordina del CAI. Questo giro ad anello – di difficoltà moderata, ma è importante avere delle calzature adatte ai piedi – ci porta così a scoprire il Rifugio Scarpa lungo un percorso molto panoramico.

Il sentiero che ci porta fino al Rifugio Scarpa è facilmente accessibile da Frassené di Voltago Agordino, con parcheggio disponibile vicino alla Chiesa di San Nicolò. Siamo distanti circa una decina di minuti di macchina dal centro abitato di Agordo – il centro più grande e importante della zona – e, per arrivare a Frassenè, da qui occorre prendere la SP347 in direzione Voltago Agordino. Come detto in prossimità della chiesa c’è un ampio parcheggio sterrato – gratuito e accessibile anche a pullman e camper – dove si può comodamente lasciare l’auto.
Zaini in spalla si inizia il cammino e poco dopo – all’incrocio di Via Foch e di Via Domadore – ci sono le indicazioni per i sentieri 771 e 772: entrambi i percorsi portano al Rifugio Scarpam sono adatti a tutti bambini compresi e hanno un dislivello complesivo di circa 600 metri. Il sentiero 771 segue la strada carrozzabile per Costa d’Agaréi. Il 772 invece porta prima alla Malga Luna e poi occorre svoltare a destra e prendere il sentiero 773.

Il primo tratto del percorso è in asfalto, ma dopo aver superato le ultime case del borgo ecco che il sentiero entra nel bosco. Nei cinque chilometri per arrivare al rifugio l’ascesa è continua, però le pendenze non sono proibitive e solo in un breve tratto superano la soglia psicologica del 20%. Si sale lungo tornanti regolari e, ogni volta che dal bosco si apre la vista, il panorama è mozzafiato sul Monte Agner e sulla Valle Agordina. Dopo una mezz’ora di cammino si arriva all’imbocco dell’anello vero e proprio e il nostro consiglio è quello di fare il giro in senso antiorario per evitare pendenze ben maggiori.
Camminando si arriva presso la bella radura della Malga Luna a quota 1595 metri. Da qui basta alzare lo sguardo verso il colle Losch per scorgere il Rifugio Scarpa. Una volta, il rifugio oltre a una veduta da cartolina offre anche il meritato ristoro e, per chi volesse, delle camere per dormire. Una volta riposati, a questo punto per tornare si segue il sentiero 771 fino all’abitato di Frassené e al parcheggio, facendo comunque attenzione alla discesa che in alcuni tratti è ripida.
Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...
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