Un minuscolo laghetto alpino nel cuore delle Piccole Dolomiti: scopri questo gioiello nascosto

Antonia Festa  | 31 Mar 2026

C’è un lago piccolino immerso nel verde e nel silenzio, che riposa placidamente in un percorso costellato da giganti. Ai piedi delle Tre Croci, nelle Piccole Dolomiti, quello che viene comunemente conosciuto come Lago Creme ha, in realtà, un altro nome, Laghetto Sea del Risso (o Xea del Risso). Nel cuore delle Prealpi Vicentine, sull’altopiano delle Montagnole, potete immergervi nella quiete e nel verde a 1.050 metri di altitudine. Il Sea del Risso si trova proprio in mezzo al Sentiero dei Grandi Alberi e la primavera è il momento giusto per percorrerlo, magari muniti di macchina fotografica e di canna da pesca.

Trekking al Laghetto Sea del Risso

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Ristorante Trattoria La Gabiola
  • Punto di arrivo: Rifugio “Cesare Battisti” alla Gazza
  • Lunghezza: 6,26 km
  • Dislivello: 320 m+ 100 m-
  • Tempo di percorrenza: 2 ore e venti circa (pause escluse)
  • Difficoltà: E – Escursionistico
  • Periodo: tutto l’anno (grande presenza di ombra)

Mappa

Percorso

Per arrivare al Laghetto Sea del Risso (o Creme), bisogna intraprendere tutto il percorso 120 del CAI, il Sentiero dei Grandi Alberi. Siamo in zona Recoaro, a 1.000 metri s.l.m., nello specifico presso Recoaro Mille. Si comincia dal parcheggio della Trattoria La Gabiola (qui su Maps) e, dopo pochi minuti, si arriva al Contrà Casare Asnicar, con le tipiche casette. Una volta erano coperte di paglia ma ormai sono state sostituite con la lamiera, per questione di durevolezza.

Sul percorso principale, troverete un bivio; a destra c’è un percorso semplice con 250 metri di dislivello, mentre a sinistra c’è quello da 425 metri di dislivello, ben più panoramico. Noi, ovviamente, vi consigliamo quello panoramico. Durante tutto il sentiero, ci saranno a tenere compagnia il gruppo montano del Carega, la Valle dell’Agno e la Catena delle Tre Croci, insieme agli “alberi monumentali d’Italia”, così come indicano i cartelli. Sono alberi multisecolari con anche 5 metri di circonferenza, tra i quali pascolano diverse mucche “autoctone”. Il percorso è di circa 6 chilometri (5 per la versione meno panoramica).

Il laghetto Sea del Risso e il Rifugio Cesare Battisti

Dopo poco troverete la Malga Morando e poco prima la loro ghiacciaia, che sembra una piccola grotta con una porticina. Dopo la malga c’è una stradina vicino alle pozze d’alpeggio, che passa per prati e boschi e porta alla Malga di Podeme. Troverete una fontana molto vicino alla sorgente Lora.

Siete praticamente a oltre metà percorso sopra alla Malga Podeme, a 1.076 metri s.l.m., lungo un sentiero non molto segnalato sull’Altopiano delle Montagnole. Il percorso porta al Laghetto Sea del Risso, ma attenzione perché non è molto semplice trovarlo a causa della vegetazione fitta. La primavera è il momento migliore per apprezzare le gradevoli sfumature di turchese tutto attorno. Assicuratevi di fare molte foto qui, immortalando il gruppo delle Tre Croci e dello Zevola. In inverno, invece, il Sea del Risso è completamente ghiacciato.

Viene erroneamente chiamato “lago Creme” perché si trova vicino alla Malga Creme ed è una zona di pesca regolamentata. Continuando sul Sentiero dei Grandi Alberi, ci sono Malga Pace e Malga Rove, quasi verso la fine del percorso. Prima di concludere l’itinerario, i due bivi (uno panoramico e l’altro meno) portano al Rifugio “Cesare Battisti” alla Gazza (qui), una bellissima baita, perfetta come meta finale. Il rifugio è il centro di tante attività di trekking, nordic walking, mountainbike e anche di arrampicata sulle rocce. In inverno, inoltre, si organizzano ciaspolate.

Vi consigliamo di visitare il sito ufficiale per eventuali comunicazioni, anche perché, a seconda del periodo dell’anno, sono previsti specifici orari di apertura. Per ritornare al punto di partenza, potete utilizzare lo stesso percorso dell’andata oppure approfittare dei sentieri alternativi. Vicino al rifugio c’è, ad esempio, un percorso secondario con una trincea della Grande Guerra.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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