
Le Dolomiti sono piene di angoli incredibili, ed è praticamente impossibile conoscerli tutti. Ma se c’è un posto che merita di essere scoperto — soprattutto se volete staccare dal caos dei luoghi più blasonati — quello è il Lago di Alleghe. È un vero specchio d’acqua cristallina incastonato tra le montagne del Veneto: un piccolo angolo di paradiso che regala passeggiate rigeneranti.

Il giro ad anello del lago è un’esperienza da provare almeno una volta. Non serve essere escursionisti esperti: il percorso è ben curato, pianeggiante e regala ad ogni passo uno scorcio diverso.
Si parte proprio sotto al centro di Alleghe, dove il lago si mostra subito in tutto il suo splendore riprendendo i riflessi dei monti. Mentre si cammina, la maestosa pareti del Monte Civetta domina il paesaggio, cambiando sfumature a seconda dell’angolazione e della luce. Il cammino è immerso nei profumi del bosco, tra pini e abeti, e con un pizzico di attenzione è facile avvistare qualche scoiattolo o ascoltare il fischio di una marmotta.
A circa metà strada si incontra un ponticello di legno: il punto perfetto per fare una piccola pausa, godersi il suono dell’acqua e scattare qualche foto. Da lì il sentiero si stringe leggermente, diventando un po’ più sinuoso, ma rimane sempre comodissimo da percorrere.
Se vi capita di fare questo giro verso il tardo pomeriggio, il premio finale è l’enrosadira: il sole che scende tinge di rosa le pareti rocciose, specchiandosi nelle acque calmo del lago. Un momento magico in cui vale la pena fermarsi un secondo, respirare a pieni polmoni e godersi la pace del posto.

Oltre alla bellezza paesaggistica, il Lago di Alleghe si porta dietro una storia affascinante e un po’ misteriosa. Il lago, infatti, è “giovane”: si è formato nel 1771 a causa di una gigantesca frana dal monte Piz che sbarrò il corso del torrente Cordevole, sommergendo purtroppo tre piccoli villaggi della valle.
I racconti popolari dicono che, nelle notti più limpide e silenziose, quando la luna si specchia sull’acqua piatta, sia ancora possibile sentire il rintocco delle campane del campanile sommerso. Mito o realtà che sia, questa storia regala alla passeggiata un velo di suggestione in più.
Alla fine del giro non si torna a casa solo con una bella camminata sulle gambe, ma con la sensazione di aver scoperto un luogo autentico, capace di trasmettere serenità e raccontare storie d’altri tempi.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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