Sotto la maestosa parete sud della Tofana di Rozes: la grande terrazza panoramica dell’Ampezzo

Alessandro Cipolla  | 30 Ago 2026

Il Rifugio Dibona è uno dei più celebri – e apprezzati – dell’ampezzano. Siamo in Veneto e, per la precisione, a una manciata di chilometri da Cortina, rinomata località turistica delle Dolomiti Bellunesi, di recente salita alla ribalta internazionale per aver ospitato insieme a Milano le Olimpiadi Invernali 2026. Cortina però non è solo mondanità e sport invernali, con questo rifugio che ne è la riprova. Il Rifugio Angelo Dibona infatti si trova a 2083 metri di quota, nel cuore del Valon de Tofana e ai piedi della Tofana di Rozes. Per chi non lo sapesse stiamo parlando di una delle pareti più imponenti e riconoscibili delle Dolomiti. Quando mi sono trovato al suo cospetto, mi è sembrata una piramide di roccia e non nascondo una sorta di senso di soggezione.
Da sempre il Rifugio Dibona è un importante crocevia per escursionisti e alpinisti. Qui si mangia, si dorme e si può ammirare un panorama da togliere il fiato. La sua storia però è molto particolare. Durante la Prima Guerra Mondiale infatti al suo posto c’era un ricovero militare italiano, con alcuni resti che ancora sono ben visibili. La struttura poi è stata costruita durante gli anni ’50 ed è stata dedicata ad Angelo Dibona, un celebre alpinista nativo proprio di Cortina. Vediamo allora nel dettaglio il percorso ad anello – non molto impegnativo, ma comunque è importante avere delle calzature adatte ai piedi – che ci porta dritti a questo rifugio simbolo della zona di Cortina.

Trekking al Rifugio Dibona

Scheda tecnica

  • Tempo di percorrenza: 2:07 ore
  • Distanza: 4,84 km
  • Dislivello: 340 metri
  • Difficoltà: difficile
  • Punto di partenza e arrivo: Località Dibona

Mappa

Il percorso

Il punto di partenza di quest’escursione è il parcheggio in Località Dibona. Da Cortina ci si arriva abbastanza comodamente percorrendo la strada che va in direzione del Passo Falzarego. Dopo circa 8 chilometri, quando si incontrano le indicazioni per il sentiero che porta al Rifugio Dibona allora si può lasciare l’auto nello spiazzo, oppure proseguire fino al parcheggio del Rifugio Duca d’Aosta che si trova poco più in alto.

Una volta messi in cammino, si percorre una strada forestale molto comoda e ben tenuta. Si tratta di un manto ideale anche per chi non ha particolare dimestichezza con la montagna. Camminare qui è un piacere anche perché, dopo circa 500 metri, si apre già un meraviglioso panorama con vista sulle Cinque Torri. Beh, niente male come inizio.

Verso il Rifugio Angelo Dibona

Si procede così in discesa: anche se in alcuni tratti è abbastanza ripida, la strada battuta è ben sicura. Proseguendo nella discesa c’è un altro punto molto panoramico, con la vista che questa volta spazia sulle imponenti Tofane. Quando però la strada inizia a salire, ecco che si arriva al punto più duro di tutto il percorso. Si tratta infatti di uno strappo lungo poco più di un chilometro, con le pendenze che in alcuni tratti sono costantemente sopra il 20%,

Poco prima di arrivare alla nostra meta, il bosco si dirada e si apre l’ampia radura erbosa dove sorge il Rifugio Dibona. Oltre a riposarsi, mangiare e bere qualcosa oltre a godere dell’impareggiabile veduta che si spalanca di fronte agli occhi, come detto qui si possono ammirare i resti dell’antica caserma della Grande Guerra. Anche se viene definito “difficile”, tolto lo strappo in salita il percorso è abbastanza agevole e adatto a tutti, soprattutto per l’ottimo fondo stradale.

Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista laureato al D.A.M.S., ama da sempre la montagna e la natura, ma non chiedetegli di prendere una funivia...

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