
Ci sono escursioni che restano impresse non per la difficoltà, ma per l’equilibrio perfetto tra paesaggio, quota e atmosfera. Questo itinerario nelle Dolomiti Bellunesi è uno di quelli: un trekking scorrevole e molto panoramico che collega il Rifugio San Marco alla Forcella Piccola e al Rifugio Galassi, con l’Antelao sempre lì, imponente, a dominare la scena.

Fonte rifugiosanmarco.com
Il percorso lungo il Sentiero 227 inizia dalla quota 1.823 m del Rifugio San Marco, punto di partenza già molto suggestivo per chi ama i grandi scenari alpini. Siamo in una delle zone più belle del Cadore, dove i prati d’alta quota si alternano a pendii sassosi e aperture panoramiche che accompagnano il cammino fin dai primi minuti. L’itinerario ha numeri accessibili per un’escursione di giornata ben organizzata: distanza circa 7,5 km e dislivello circa 410 m.
Proprio questa combinazione lo rende interessante per chi cerca un trekking panoramico, concreto e appagante, senza entrare in un ambito troppo tecnico. Il contesto delle Dolomiti Bellunesi aggiunge poi un valore speciale, perché qui la montagna conserva un carattere aperto, essenziale e molto leggibile anche dal punto di vista del paesaggio.

Seguendo il Sentiero 227, la salita procede con sviluppo abbastanza regolare verso la Forcella Piccola, che si raggiunge alla quota circa 2.120 m della Forcella Piccola. È il punto in cui l’escursione cambia passo dal punto di vista visivo: il terreno diventa più alpino, la pietra prende spazio sui prati e l’orizzonte si allarga in modo netto. Pur non essendo un itinerario estremo, resta un percorso di montagna da affrontare con passo prudente, scarponi adatti e condizioni meteo favorevoli.
Il bello di questa salita è che non costringe mai a camminare “alla cieca”: quasi ogni tratto offre scorci ampi e progressivi, con continui riferimenti visivi sulle cime vicine. Arrivare alla Forcella Piccola significa raggiungere un vero balcone naturale, molto apprezzato da chi vuole vivere le Dolomiti orientali in modo diretto ma senza affrontare itinerari troppo lunghi.

Il protagonista assoluto del percorso è l’Antelao, montagna simbolo del Cadore e presenza costante lungo gran parte dell’itinerario. Da queste quote si colgono bene le sue dimensioni, la forza delle pareti e il senso di verticalità che rende questo massiccio così riconoscibile. Intorno alla forcella si aprono alcuni dei migliori panorami sul Cadore e sulle Dolomiti orientali, con vallate profonde, creste frastagliate e una successione di cime che accompagna lo sguardo per chilometri.
È un tratto molto scenografico, ma anche interessante per chi ama capire il territorio: il paesaggio qui racconta in modo chiaro la struttura delle Dolomiti Bellunesi, tra ghiaioni, pareti chiare e spazi d’alta quota. Nelle giornate limpide la sensazione è quella di essere dentro un grande anfiteatro naturale, dove ogni punto di sosta diventa un invito a fermarsi qualche minuto in più.

Fonte Rifugiogalassi.it
La tappa più significativa del trekking è il Rifugio Galassi, posto in una posizione spettacolare ai piedi dell’Antelao. Oltre al valore escursionistico, questo rifugio ha un forte interesse storico, perché il suo passato militare del Rifugio Galassi fa parte dell’identità del luogo. Nacque infatti come struttura con funzione strategica e solo in seguito divenne un rifugio alpino dedicato all’accoglienza di escursionisti e alpinisti.
Questo passaggio racconta bene come la montagna sia cambiata nel tempo, trasformando spazi nati per il controllo del territorio in luoghi di sosta e incontro. Oggi il Rifugio Galassi è una meta molto amata proprio perché unisce posizione, storia e panorama in modo raro. Arrivarci dopo il passaggio alla Forcella Piccola completa un itinerario armonioso, concreto e davvero rappresentativo delle Dolomiti Bellunesi, dove natura, memoria e grandi vedute convivono con naturalezza.

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.
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