Si trova tra Veneto e Trentino ed è uno dei più incredibili di tutte le Dolomiti: hai abbastanza coraggio?

Antonia Festa  | 02 Lug 2026

La vita è piena di avventure, sfide e soddisfazioni. Cosa faremmo senza un po’ di adrenalina? Ed ecco che la prossima carica di emozioni arriva da un luogo situato tra Veneto e Trentino, che comincia a Passo Valles. Sto parlando del Rifugio Giuseppe Volpi di Misurata al Mulaz, più comunemente chiamato Rifugio Mulaz. Munitevi di zaino capiente e borraccia e partite per la prossima avventura!

Trekking al Rifugio Rifugio Giuseppe Volpi di Misurata al Mulaz

Scheda tecnica

  • Punto di partenza e di arrivo: Parcheggio del Rifugio Capanna Passo Valles
  • Lunghezza: 14,2 km
  • Dislivello: 1.030 m
  • Tempo di percorrenza: 7 ore circa
  • Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
  • Periodo: da giugno a metà settembre
  • Segnavia percorso: sentiero 751, sentiero 710, sentiero 749

Mappa

Il percorso

Percorriamo la strada del Passo Valles, un collegamento tra Falcade e la Val di Fiemme, e arriviamo al parcheggio del Rifugio Capanna Passo Valles (2.031 m). Faremo meglio a partire presto, perché i posti per parcheggiare non sono abbondanti. Ecco che la nostra avventura verso il Rifugio Giuseppe Volpi di Misurata al Mulaz inizia. Prendiamo subito il sentiero 751 incamminandoci per il percorso dell’Alta Via numero 2.

Cominciamo in salita e, già nel primo tratto di cammino, possiamo scorgere qualche scorcio verso la Marmolada. Arriviamo a Forcella Venegia, dove godremo di una vista spettacolare: la parte nord del Monte Mulaz, le strepitose Pale di San Martino, Cima Uomo, il Col Margherita, Costabella, Val Fredda e le Conche di Fuciade. La salita alterna tratti più o meno ripidi e ci conduce fino al Passo Venegiota (2.303 m), per poi portarci al Passo del Focobon (2.291 m).

L’arrivo a Rifugio Mulaz

 

La Valle del Biois si staglia di fronte a noi e, come se non bastasse, le cime del Focobon ci guardano imponenti. Ma le sorprese non sono terminate, perché, se siamo fortunati, i camosci e le marmotte ci appariranno saltellando. Con il cuore che batte potente per l’emozione, ci ritroviamo nella parte finale del percorso. Ora, le nostre gambe dovranno farsi più forti, per affrontare la sfida più difficile: una salita con una forte pendenza.

Dopo questo tratto, la strada si addolcisce e ci accompagna con più calma. Le Pale di San Martino ci abbracciano e, con il relax al Rifugio Mulaz le fatiche verranno ripagate abbondantemente.

Il ritorno al Rifugio Passo Valles

Dal Rifugio Giuseppe Volpi di Misurata al Mulaz non ci resta che tornare al Rifugio Capanna Passo Valles, con la pancia piena e il cuore che trabocca di gioia. In realtà, prima di rientrare, possiamo completare il giro ad anello proseguendo in salita per una decina di minuti e arrivando a Passo Mulaz (2.619 m). Se ci sentiamo avventurosi, un percorso sulla destra conduce alla cima del Monte Mulaz (in un’ora circa), ma dobbiamo essere consapevoli delle nostre capacità prima di intraprendere questo percorso, in quanto adatto unicamente agli escursionisti esperti.

Dal Passo Mulaz iniziamo la discesa che si congiunge con il sentiero 710, seguendo le indicazioni per Baita Segantini. Siamo in discesa e perdiamo quota rapidamente. La pendenza varia spesso, si alternano tratti docili e altri ben più tecnici che ci fanno lavorare con le gambe. Intanto, ci gustiamo i panorami mozzafiato della Val Venegia. La discesa termina a un bivio dove imbocchiamo il sentiero 749.

Girando a destra, si torna a salire dolcemente: è una salita lunga ma non molto difficile. Costeggiamo l’area della Forcella Venegia da un’altra prospettiva e poco dopo, rientriamo sul sentiero 751. Continuando a camminare, torniamo al punto di partenza. Saremo stanchi, ma felici, emozionati e fortemente stupiti da un’esperienza indelebile!

Torniamo alla macchina con un sorriso genuino come un adesivo sul nostro volto. Oggi abbiamo vissuto appieno!

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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