
Sulla sommità del monte Nuvolau brilla un rifugio che rappresenta un’autentica icona di questi meravigliosi territori delle Dolomiti. Una struttura che resiste allo scorrere del tempo e che conserva, intatta, la sua essenza sfiorando i 150 anni di storia a oltre 2500 metri di quota. Un luogo unico, considerato come un tempio per gli appassionati di montagna e per gli amanti delle escursioni, anche delle più impervie. Raggiungerlo non è semplicissimo ma una volta toccata con mano la sua bellezza, il rifugio Nuvolau saprà ricompensare i viaggiatori con una vista mozzafiato su Ra Gusela, Passo Giau e le vette circostanti.
Il giro ad anello verso il Rifugio Nuvolau parte da San Vito di Cadore, una piccola realtà della provincia di Belluno, abbracciata dalle Dolomiti Bellunesi. Il percorso da 6,3 chilometri scatta dalla chiesa di San Giovanni Gualberto, classica chiesetta alpina al Passo Giau, lungo il valico che mette in comunicazione Cortina d’Ampezzo con il Colle Santa Lucia e Selva di Cadore. Ci troviamo in un luogo che regala scorci mozzafiato dietro ogni angolo, a 2236 metri di quota e con ‘soli’ 300 metri di dislivello da affrontare lungo l’itinerario, fino al rifugio.
Nelle oltre 2 ore e mezza di percorso, tra i tesori di questo cammino, sarà possibile incontrare numerosi punti panoramici che restituiranno una vista a 360° sulle Dolomiti, tra i lineamenti delle vette e le sue cime maestose. Tra i punti da non perdere spicca, soprattutto, lo sguardo su Ra Gusela, poco oltre il quinto chilometro di percorso, lì dove la vista si perde tra Passo Giau e le montagne che circondano questo luogo iconico, senza tempo.
Numeri alla mano, può sembrare un sentiero semplice e adatto a tutti, su brevi distanze e con un dislivello non complicato. Occhio a non farsi sorprendere, perché il livello di difficoltà di questa escursione è elevato: richiesti passo sicuro e abbigliamento adeguato, oltre alla giusta dose di esperienza tra le escursioni in montagna.
Destinazione della nostra escursione nel cuore delle Dolomiti sarà il Rifugio Nuvolau, situato a 2575 di quota, sulla sommità del Monte Nuvolau. Si tratta del rifugio più antico delle Dolomiti, realizzato nel 1883 e che, da oltre un secolo, continua a incarnare l’essenza della montagna e l’anima di un paesaggio che non smette di stupire, tra panorami mozzafiato.
Il primo passo per la costruzione del Rifugio Nuvolau arrivò dal barone di Dresda, Richard von Meerheimb, che nel 1883 donò una cospicua somma di denaro alla Sezione Ampezzo dell’Alpenverein per finanziare la costruzione di un rifugio alpino. Sarà un suo regalo al territorio che gli aveva restituito salute e serenità, nonostante acciacchi e fatiche. L’11 agosto 1883 l’apertura ufficiale del Sachsendankhutte, poi ribattezzato Rifugio Nuvolau che dal 2021, dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione, è curato da Emma Menardi, prima donna a gestire il rifugio.
Il Rifugio Nuvolau è aperto solo nella stagione estiva, con camere a disposizione dal 20 giugno al 20 settembre. Può essere raggiunto attraverso diversi sentieri: dal Rifugio 5 Torri, in un’ora e mezza di percorso, dal Passo Giau, sfruttando i sentieri 452-464-439 o partendo dal 443 in poco più di due ore totali. Ma anche percorrendo la via ferrata “Ra Gusela”, partendo dal Rifugio 5 Torri o dal Passo Giau. Una destinazione assolutamente da scoprire per chi ama questo genere di paesaggi e di avventure: impossibile non innamorarsi delle Dolomiti dal Rifugio Nuvolau.
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