Ai piedi del Re delle Dolomiti: una suggestiva escursione ad anello fino al Rifugio Pietro Galassi

Fabio Belmonte  | 09 Lug 2026

L’escursione dal Rifugio San Marco alla Forcella Piccola, lungo il Sentiero 227, è uno di quei percorsi che ti fanno venire voglia di tornare in quota appena rientri a valle. Si cammina per 7,53 chilometri, con circa 410 metri di dislivello positivo, all’interno di un ambiente tipico delle Dolomiti orientali, dove il bosco lascia spazio al rado pascolo e poi alla pietra nuda.

Personalmente amo questo tipo di itinerario “di media difficoltà”: il passo è regolare, mai banale, e il paesaggio cambia con una progressione naturale. 120 metri, il sentiero costruisce un racconto lineare di montagna, fatto di pendenze misurate, tornanti, scorci improvvisi sulla Val d’Oten e sul profilo dei Becchi d’Imposponda, lontano dalle folle dei percorsi più celebri.

Trekking – Dal Rifugio San Marco alla Forcella Piccola via Sentiero 227

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Rifugio San Marco, Dolomiti orientali
  • Punto di arrivo: Forcella Piccola / rientro al punto finale del percorso
  • Lunghezza: circa 7,53 km
  • Durata: circa 3 ore e 20 minuti
  • Difficoltà: moderata
  • Dislivello: circa 410 m+

Mappa

Dal Rifugio San Marco: un avvio già in quota

Partire dal Rifugio San Marco, a 1.823 metri, significa entrare subito in atmosfera alpina. Non c’è il tratto iniziale nel fondovalle trafficato: si esce dal rifugio, si allaccia lo zaino e si è già immersi nel silenzio delle Dolomiti orientali. È un tipo di partenza che apprezzo molto, perché permette di concentrarsi da subito sul ritmo del cammino e sulla lettura del paesaggio.

Il Sentiero 227 prende quota con pendenze regolari, alternando tratti più scorrevoli a salite che si fanno sentire sulle gambe, soprattutto se lo zaino è carico. I 7,53 chilometri complessivi consentono di programmare con calma l’uscita in mezza giornata, lasciando spazio a soste e fotografie. Il tempo medio di 3 ore e 20 minuti va considerato come riferimento: nelle mie uscite su questo tipo di terreno preferisco calcolare sempre un margine extra, per gestire eventuali tratti più lenti o una sosta prolungata al rifugio.

Un itinerario moderato, ma pur sempre alpino

 

La classificazione del percorso come escursionistico di difficoltà moderata racconta bene la natura di questo anello. I 410 metri di dislivello positivo non sono proibitivi, ma si sviluppano in un contesto di vera montagna, dove il fondo può essere sassoso, irregolare e in alcuni punti più ripido. Quando lo affronto, tengo sempre presente che la quota incide sulla fatica e sul respiro, soprattutto per chi non è abituato a camminare sopra i 1.800 metri.

L’itinerario è adatto a escursionisti con un minimo di allenamento e attrezzatura adeguata: scarponcini, abbigliamento a strati, bastoncini se abituali, acqua e una mappa del tracciato. I pochi giudizi registrati e la frequentazione contenuta mi hanno fatto apprezzare il lato più raccolto di questo sentiero: si cammina senza folla, con la sensazione di avere tempo e spazio per osservare davvero il profilo della valle e delle cime circostanti.

Forcella Piccola: sella panoramica sulla Val d’Oten

La Forcella Piccola, a 2.120 metri, è il fulcro del percorso e il punto dove il paesaggio cambia marcia. Dopo circa 4,33 chilometri dalla partenza, il sentiero si apre su una sella ampia, affacciata sulla parte alta della Val d’Oten e sulle strutture rocciose dei Becchi d’Imposponda. Ogni volta che raggiungo una forcella dolomitica ho la sensazione di aver girato pagina: alle spalle resta il vallone di salita, davanti si apre un orizzonte nuovo.

Qui la montagna mostra il suo volto più severo: pareti rocciose, versanti che si allargano, un meteo che può cambiare in tempi brevi. È il classico punto in cui vale la pena fermarsi, bere qualcosa, aggiustare uno strato di indumenti e leggere il cielo prima di proseguire. Il fatto che il tracciato sia escursionistico e non alpinistico non deve ingannare: l’ambiente resta di alta montagna e merita attenzione, soprattutto in presenza di nebbia o vento sostenuto.

Consigli pratici e tempi reali di cammino

Sul piano tecnico, i dati principali del percorso – 7,53 chilometri410 metri di dislivello3 ore e 20 minuti – offrono una buona base per pianificare la giornata. Personalmente, aggiungo sempre almeno mezz’ora al tempo ufficiale, considerando pause fotografiche e una possibile sosta più lunga al rifugio o in forcella. In estate il sole può rendere alcuni tratti più impegnativi, in autunno le giornate corte impongono di gestire bene la luce disponibile.

Prima di partire è utile verificare aggiornamenti recenti sul sentiero: in ambiente dolomitico frane, neve residua o lavori di manutenzione possono modificare il fondo o le varianti. Un ultimo sguardo alle previsioni meteo, una riserva d’acqua adeguata e un abbigliamento pensato per il vento in quota fanno la differenza. Così il collegamento tra Rifugio San Marco e Forcella Piccola diventa un itinerario completo: accessibile, ma capace di restituire un’autentica esperienza di montagna alpina.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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